Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 2311 del 30/01/2017


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Cassazione civile, sez. VI, 30/01/2017, (ud. 09/12/2016, dep.30/01/2017),  n. 2311

LA CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE

SEZIONE SESTA CIVILE

SOTTOSEZIONE 1

Composta dagli Ill.mi Sigg.ri Magistrati:

Dott. RAGONESI Vittorio – Presidente –

Dott. GENOVESE Francesco Antonio – Consigliere –

Dott. SCALDAFERRI Andrea – Consigliere –

Dott. BISOGNI Giacinto – rel. Consigliere –

Dott. ACIERNO Maria – Consigliere –

ha pronunciato la seguente:

ORDINANZA

sul ricorso proposto da:

C.E., elettivamente domiciliata in Roma, viale delle Milizie

124, presso lo studio dell’avv. Luigi Ciotti, rappresentata e

difesa, per procura in calce al ricorso, dall’avv. Renzo Interlenghi

che dichiara di voler ricevere le comunicazioni relative al processo

alla p.e.c. avvrenzointerlenghi.giegalMail.it e al fax n.

0734/216510;

– ricorrente –

nei confronti di:

B.P.d.A. s.p.a., domiciliata in Roma, presso la

Cancelleria della Corte di Cassazione, rappresentata e difesa, per

procura a margine del controricorso, dagli avv.ti Giampiero Del

Bigio e Gabriele Eusebi;

nonchè di:

ALLIANZ s.p.a., elettivamente domiciliata in Roma, via Panama 88,

presso l’avv. Giorgio Spadafora che la rappresenta e difende giusta

procura speciale in calce al controricorso e dichiara di voler

ricevere le comunicazioni al fax n. 06/8547899 e alla p.e.c.

giorgiospadafora.ordineavvocatiroma.org;

– controricorrente –

C.P., elettivamente domiciliato in Roma viale delle Belle

Arti 7, presso l’avv. Alessandra Ferranti, rappresentato e difeso,

giusta procura a margine del controricorso dall’avv. Giacomo Maria

Perri che chiede di ricevere le comunicazioni al fax n. 0733/231613

e alla p.e.c. avvgiacomomariaperri.puntopec.it;

– controricorrente –

e

D.M.A.;

– intimato –

e sul ricorso incidentale condizionato proposto da:

B.P.d.A. s.p.a., come sopra rappresentata e difesa;

nei confronti di:

C.E.;

D.M.A.;

C.P.;

Allianz Assicurazioni s.p.a.,

– intimati –

avverso la sentenza n. 556/14 del Tribunale di Macerata, emessa il 6

maggio 2014 e depositata il 22 maggio 2014, n. R.G. 3193/09;

Fatto

FATTO E DIRITTO

Rilevato che in data 20 ottobre 2016 è stata depositata relazione ex art. 380 bis c.p.c. che qui di seguito si riporta:

“Il Tribunale di Macerata, con sentenza del 22.5.2014, rigettava l’opposizione all’esecuzione proposta da C.E., dichiarando altresì inammissibili le domande riconvenzionali proposte dalla B.P.d.A., osservando che il mutuo, contratto dal coniuge D.M.A., era garantito da un immobile che, contrariamente a quanto sostenuto dall’attrice, era regolato dal regime di comunione legale e che pertanto doveva ritenersi infondata la pretesa di ottenere la declaratoria di nullità e/o di inefficacia dell’esecuzione in corso previa pronuncia di annullamento del negozio di mutuo.

Avverso tale sentenza C.E. ha proposto ricorso per cassazione affidato a due motivi, lamentando l’errore in cui sarebbe incorso il tribunale nell’aver ritenuto che tra i coniugi vi fosse il regime di comunione legale e nell’aver ritenuto insussistente il conflitto di interessi ex art. 1394 c.c..

La B.P.d.A. s.p.a. ha proposto ricorso incidentale condizionato affidato ad un unico motivo, sostenendo l’erroneità della sentenza nella parte in cui non ha accolto la domanda condizionata di manleva esperita dall’esponente nei confronti del notaio C.P..

Le altre parti hanno depositato controricorso.

Il ricorso, in quanto proposto avverso una sentenza con la quale il tribunale ha deciso l’opposizione all’esecuzione, è inammissibile.

Come già statuito da questa Corte, infatti, in tema di opposizione all’esecuzione, “ai fini dell’individuazione del regime di impugnabilità di una sentenza, occorre avere riguardo alla legge processuale in vigore alla data della sua pubblicazione. Pertanto, le sentenze che abbiano deciso opposizioni all’esecuzione pubblicate prima del primo marzo 2006, restano esclusivamente appellabili; per quelle, invece, pubblicate successivamente a tale data e fino al 4 luglio 2009, non è più ammissibile l’appello, in forza dell’art. 616 c.p.c., ultimo periodo introdotto dalla L. 24 febbraio 2006, n. 52, con la conseguenza dell’esclusiva ricorribilità per cassazione ai sensi dell’art. 111 Cost., comma 7; le sentenze, infine, in cui il giudizio di primo grado sia ancora pendente al 4 luglio 2009, e siano quindi pubblicate successivamente a tale data, tornano ad essere appellabili, essendo stato soppresso dell’art. 616 c.p.c., l’ultimo periodo ai sensi della L. 18 giugno 2009, n. 69, art. 49, comma 2” (cfr. Cass. n. 17321 del 2011).

Ne consegue che la sentenza in oggetto, con cui il tribunale ha deciso, ai sensi dell’art. 615 c.p.c., un’opposizione all’esecuzione, e che è stata pubblicata oltre la data del 4 luglio 2009, è impugnabile con l’appello, in virtù del nuovo regime dettato dall’art. 616 c.p.c. ed è pertanto inammissibile il ricorso per cassazione proposto “per saltum” (senza accordo della controparte) avverso tale pronuncia.

La Corte condivide la relazione sopra riportata e pertanto ritiene che il ricorso principale debba essere dichiarato inammissibile, rimanendo assorbito il ricorso incidentale condizionato. Le spese del giudizio di cassazione sono a carico della ricorrente.

PQM

La Corte dichiara inammissibile il ricorso principale, assorbito l’incidentale condizionato. Condanna la ricorrente al pagamento delle spese del giudizio di cassazione liquidate, quanto a B.P.d.A. in euro, di cui 100 per spese, quanto a Allianz s.p.a. in Euro 3.500, di cui 100 per spese, quanto a C.P. e alla B.P.d.A. in Euro 2.800 per ciascuno, di cui 100 per spese.

Ai sensi del D.P.R. 30 maggio 2002, n. 115, art. 13, comma 1 quater dà atto della sussistenza dei presupposti per il versamento, da parte della ricorrente, dell’ulteriore importo a titolo di contributo unificato pari a quello dovuto per il ricorso principale, a norma dell’art. 13, comma 1 bis.

Così deciso in Roma, nella camera di consiglio, il 9 dicembre 2016.

Depositato in Cancelleria il 30 gennaio 2017

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