Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 23082 del 03/10/2017


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Cassazione civile, sez. VI, 03/10/2017, (ud. 20/06/2017, dep.03/10/2017),  n. 23082

LA CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE

SEZIONE SESTA CIVILE

SOTTOSEZIONE T

Composta dagli Ill.mi Sigg.ri Magistrati:

Dott. IACOBELLIS Marcello – Presidente –

Dott. MOCCI Mauro – Consigliere –

Dott. IOFRIDA Giulia – Consigliere –

Dott. CRUCITTI Roberta – Consigliere –

Dott. CONTI Roberto Giovanni – rel. Consigliere –

ha pronunciato la seguente:

ORDINANZA

sul ricorso 4797/2016 proposto da:

EQUITALIA SUD s.p.a. incorporante di EQUITALIA Polis s.p.a., in

persona del Procuratore della società al quale sono conferiti i

poteri dal Direttore Generale, elettivamente domiciliata in ROMA,

VIA CESARE FEDERICI 2, presso lo studio dell’avvocato MARIA CONCETTA

ALESSANDRINI, rappresentata e difesa dall’avvocato VINCENZO

GRIMALDI;

– ricorrente –

contro

G.V.;

– intimato –

avverso la sentenza n. 6817/1/2015 della COMMISSIONE TRIBUTARIA

REGIONALE di NAPOLI, depositata il 08/07/2015;

udita la relazione della causa svolta nella camera di consiglio non

partecipata del 20/06/2017 dal Consigliere Dott. ROBERTO GIOVANNI

CONTI.

Fatto

IN FATTO E IN DIRITTO

Equitalia sud spa ha proposto ricorso per cassazione, affidato ad un unico motivo, contro la sentenza resa dalla CTR Campania indicata in epigrafe, che ha rigettato l’appello dalla stessa proposto, confermando l’annullamento degli atti impugnati – avviso di fermo amministrativo e cartelle – da G.V..

La parte intimata, costituitasi con controricorso, ha eccepito l’inammissibilità del ricorso. La ricorrente ha depositato memoria.

Il procedimento può essere definito con motivazione semplificata.

Con l’unica complessa censura proposta la ricorrente deduce l’assenza di corrispondenza fra chiesto e pronunziato nel quale sarebbe incorsa la CTR, avendo questa fatto riferimento ad un’iscrizione di ipoteca che non costituiva oggetto del contendere. Lamenta ancora che in ogni caso l’atto impugnato dalla parte contribuente era proprio rappresentato dall’avviso di fermo amministrativo ed inoltre ribadisce i motivi di appello ulteriori già esposti, prospettando l’inammissibilità dell’impugnazione proposta avverso gli estratti di ruolo, risultando le cartelle regolarmente notificate.

La prima censura è infondata, se solo si consideri che la CTR, nel richiamare un precedente delle Sezioni Unite reso da questa Corte sul tema dell’obbligatorietà dell’avviso c.d. bonario per le iscrizioni ipotecarie (Cass. n. 19667/2014), ha ritenuto di estenderne gli effetti al caso posto al suo vaglio, nel quale era pacificamente in contestazione la validità, fra gli altri, dell’avviso di fermo amministrativo.

Risultano poi inammissibili risultano le ulteriori censure con le quali la ricorrente si è limitata a riportarsi ai motivi di appello già proposto, essendo prive del carattere della specificità. La ricorrente, invero, non ha assolto all’obbligo, sulla stessa incombente, di indicare con precisione la tipologia del vizio nel quale sarebbe incorso il giudice di appello, invece demandando a questa Corte un’attività di sussunzione delle argomentazioni difensive all’interno delle diverse tipologie di vizi previsti dall’art. 360 c.p.c., comma 1, che è invece alla stessa negata. Nello specifico, infatti, la ricorrente si è limitata a ribadire tutti i motivi di appello senza tuttavia aggredire la decisione impugnata e senza indicare le violazioni delle norme, di natura sostanziale o processuale, nella quale sarebbe incorsa.

Il ricorso va quindi rigettato.

Le spese seguono la soccombenza, dando atto, ai sensi del D.P.R. n. 115 del 2002, art. 13, comma 1 quater, della sussistenza dei presupposti per il versamento da parte del ricorrente dell’ulteriore importo a titolo di contributo unificato pari a quello dovuto per il ricorso principale a norma del D.P.R. n. 115 del 2002, art. 13,comma 1 bis e comma 1 quater.

PQM

 

La Corte, visti gli artt. 375 e 380 bis c.p.c..

Rigetta il ricorso e condanna la ricorrente al pagamento delle spese processuali che liquida in Euro 2000,00 per compensi, spese generali nella misura del 15%, oltre accessori come per legge.

Dà atto, ai sensi del D.P.R. n. 115 del 2002, art. 13, comma 1 quater, della sussistenza dei presupposti per il versamento da parte del ricorrente dell’ulteriore importo a titolo di contributo unificato pari a quello dovuto per il ricorso principale a norma D.P.R. n. 115 del 2002, art. 13, comma 1 bis e comma 1 quater.

Così deciso in Roma, nella Camera di consiglio della Sezione Sesta Civile, il 20 giugno 2017.

Depositato in Cancelleria il 3 ottobre 2017

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