Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 23038 del 16/09/2019

Cassazione civile sez. VI, 16/09/2019, (ud. 02/04/2019, dep. 16/09/2019), n.23038

LA CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE

SEZIONE SESTA CIVILE

SOTTOSEZIONE L

Composta dagli Ill.mi Sigg.ri Magistrati:

Dott. DORONZO Adriana – Presidente –

Dott. LEONE Maria Margherita – Consigliere –

Dott. ESPOSITO Lucia – Consigliere –

Dott. RIVERSO Roberto – Consigliere –

Dott. CAVALLARO Luigi – rel. Consigliere –

ha pronunciato la seguente:

ORDINANZA

sul ricorso 28320-2017 proposto da:

C.P.L., in proprio e nella qualità di legale

rappresentante della Società CONSORZIO AZZURRA SOCIETA’ COOPERATIVA

SOCIALE, elettivamente domiciliati in ROMA, PIAZZA CAVOUR, presso la

CORTE DI CASSAZIONE, rappresentati e difesi dall’avvocato PELLEGRINO

ALDO;

– ricorrenti –

contro

I.N.P.S. – ISTITUTO NAZIONALE DELLA PREVIDENZA SOCIALE (OMISSIS), in

persona del legale rappresentante in proprio e quale procuratore

speciale della SOCIETA” DI CARTOLARIZZAZIONE DEI CREDITI I.N.P.S.

(S.C.C.I.) S.p.A. (OMISSIS), elettivamente domiciliato in ROMA, VIA

CESARE BECCARIA 29, presso la sede dell’AVVOCATURA dell’Istituto

medesimo, rappresentato e difeso dagli avvocati D’ALOISIO CARIA,

SGROI ANTONINO, MARITATO LELIO, DE ROSE EMANUELE, MATANO GIUSEPPE,

SCIPLINO VITA ESTER ADA;

– controricorrente –

avverso la sentenza n. 756/2017 della CORTE D’APPELLO di TORINO,

depositata il 01/08/2017;

udita la relazione della causa svolta nella camera di consiglio non

partecipata del 02/04/2019 dal Consigliere Relatore Dott. CAVALLARO

LUIGI.

Fatto

RILEVATO IN FATTO

che, con sentenza depositata il 1.8.2017, la Corte d’appello di Torino ha confermato la pronuncia di primo grado che aveva rigettato l’opposizione proposta da Garro Pietro Luigi, in proprio e n. q. di legale rapp.te del Consorzio Azzurra soc. coop. sociale, avverso il verbale di accertamento con cui l’INPS gli aveva richiesto il pagamento di contributi dovuti quale condebitore in solido della sua consorziata Azzurra Onlus;

che avverso tale pronuncia G.P.L., in proprio e nella spiegata qualità, ha proposto ricorso per cassazione, deducendo tre motivi di censura;

che l’INPS ha resistito con controricorso;

che è stata depositata proposta ai sensi dell’art. 380-bis c.p.c., ritualmente comunicata alle parti unitamente al decreto di fissazione dell’adunanza in camera di consiglio.

Diritto

CONSIDERATO IN DIRITTO

che, con il primo motivo di censura, il ricorrente denuncia violazione dell’art. 2697 c.c. e conseguente falsa applicazione del gll’art. 2615 c.c. e del D.Lgs. n. 276 del 2003, art. 29, per avere la Corte di merito ritenuto che fosse onere del Consorzio provare che i contratti di appalto che avevano dato luogo all’occupazione di manodopera per la quale erano stati richiesti i contributi non pagati erano stati stipulati direttamente da Azzurra Onlus e non dal Consorzio medesimo;

che, con il secondo motivo, il ricorrente lamenta falsa applicazione dell’art. 2697 c.c. in relazione all’art. 115 c.p.c., per non avere la Corte territoriale rilevato che la circostanza dell’avvenuta stipula dei contratti di appalto da parte di Azzurra Onlus non aveva formato oggetto di contestazione dell’INPS;

che, con il terzo motivo, il ricorrente si duole di falsa applicazione dell’art. 2560 c.c., comma 2, per avere la Corte di merito ritenuto che l’esonero del Consorzio dalla responsabilità solidale presupponesse la prova della stipula dei contratti da parte di Azzurra Onlus;

che il primo motivo è manifestamente fondato, essendosi chiarito che, nel giudizio promosso dal contribuente per l’accertamento negativo del credito previdenziale, incombe sull’INPS l’onere di provare i fatti costitutivi della pretesa contributiva che l’Istituto) assuma fondati sul rapporto ispettivo (Cass. n. 14965 del 2012), e avendo pertanto errato la Corte territoriale ad addossare all’odierno ricorrente la prova dell’avvenuta stipulazione da parte di Azzurra Onlus dei contratti di appalto in relazione ai quali si era avuta l’occupazione di manodopera per la quale era emerso il credito per contributi previdenziali, costituendo piuttosto l’avvenuta stipulazione ad opera del Consorzio il fatto costitutivo della pretesa fatta valere nei suoi confronti dall’INPS;

che, conseguentemente, assorbiti il secondo e il terzo motivo, la sentenza impugnata va cassata e la causa rinviata alla Corte d’appello di Torino, in diversa composizione, che provvederà anche sulle spese del giudizio di cassazione;

che, in considerazione dell’accoglimento del ricorso, non sussistono i presupposti per il versamento, da parte del ricorrente, dell’ulteriore importo a titolo di contributo unificato pari a quello dovuto per il ricorso.

P.Q.M.

La Corte accoglie il primo motivo di ricorso, assorbiti gli altri. Cassa la sentenza impugnata e rinvia la causa alla Corte d’appello di Torino, in diversa composizione, che provvederà anche sulle spese del giudizio di cassazione.

Ai sensi del D.P.R. n. 115 del 2002, art. 13, comma 1-quater, dà atto della non sussistenza dei presupposti per il versamento da parte del ricorrente dell’ulteriore importo a titolo di contributo unificato pari a quello dovuto per il ricorso a norma dello stesso art. 13, comma 1-bis.

Così deciso in Roma, nell’Adunanza Camerale, il 2 aprile 2019.

Depositato in Cancelleria il 16 settembre 2019

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