Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 23007 del 16/09/2019

Cassazione civile sez. VI, 16/09/2019, (ud. 28/06/2019, dep. 16/09/2019), n.23007

LA CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE

SEZIONE SESTA CIVILE

SOTTOSEZIONE 1

Composta dagli Ill.mi Sigg.ri Magistrati:

Dott. SCALDAFERRI Andrea – Presidente –

Dott. VALITUTTI Antonio – Consigliere –

Dott. MERCOLINO Guido – Consigliere –

Dott. PAZZI Alberto – Consigliere –

Dott. CAMPESE Eduardo – rel. Consigliere –

ha pronunciato la seguente:

ORDINANZA

sul ricorso 3035/2018 proposto da:

(OMISSIS) SRL, elettivamente domiciliata in ROMA, PIAZZA CAVOUR,

presso la CORTE DI CASSAZIONE, rappresentata e difesa dagli avvocati

ILARIA CACACE, ALFREDO BELLISARIO;

– ricorrente –

contro

WERTHER INTERNATIONAL SPA, elettivamente domiciliata in ROMA, PIAZZA

CAVOUR, presso la CORTE DI CASSAZIONE, rappresentata e difesa dagli

avvocati NICOLA ALBERTI, FRANCESCO FONTANA;

– controricorrente –

contro

CURATELA DEL FALLIMENTO (OMISSIS) SRL;

– intimata –

avverso la sentenza n. 1999/2017 della CORTE D’APPELLO di PALERMO,

depositata il 31/10/2017;

udita la relazione della causa svolta nella camera di consiglio non

partecipata del 28/06/2019 dal Consigliere Relatore Dott. EDUARDO

CAMPESE.

Fatto

FATTI DI CAUSA

1. Con sentenza n. 1999/2017, la Corte di appello di Palermo ha respinto il reclamo ex art. 18 L.Fall. proposto da (OMISSIS) s.r.l. avverso la dichiarazione del proprio fallimento pronunciata dal Tribunale di Marsala il 25/26 gennaio 2017. Ritenne, in particolare, non adeguatamente dimostrata la contemporanea sussistenza dei requisiti di non fallibilità di cui all’art. 1 L.Fall., comma 2, ed esistente lo stato di insolvenza della reclamante.

2. Avverso detta sentenza, che assume esserle stata notificata il 31 ottobre 2017, (OMISSIS) s.r.l. ricorre per cassazione, affidandosi ad un motivo. Resiste, con controricorso, la Werther International s.r.l., creditrice istante ex art. 6 L.Fall., la quale, pregiudizialmente, eccepisce la inammissibilità dell’avverso ricorso perchè la procura speciale ad litem in calce ad esso, rilasciata dal legale rappresentante della (OMISSIS) s.r.l., risulta conferita al solo Avv. Ilaria Cacace, non iscritto all’Albo dei patrocinanti in Cassazione. La curatela fallimentare è rimasta solo intimata.

Diritto

RAGIONI DELLA DECISIONE

1. Preliminarmente all’esame del formulato motivo – così articolato: “Omesso esame circa un fatto decisivo per il giudizio che è stato oggetto di discussione tra le parti” – rileva il Collegio che l’odierno ricorso deve essere dichiarato inammissibile per una duplice ragione.

1.1. In primo luogo, va evidenziato che, come peraltro riferito dalla stessa ricorrente, la sentenza impugnata, resa dalla corte palermitana il 20 ottobre 2017, è stata ritualmente notificata il 31 ottobre 2017, mentre la controricorrente ha indicato nel 2 novembre 2017 la data della sua notifica a mezzo PEC.

1.1.1. (OMISSIS) s.r.l., poi, risulta aver notificato, tramite PEC, l’odierno ricorso alle controparti (curatela fallimentare e Werther International s.r.l.) solo il 2 gennaio 2018, alle ore 22,01 circa, così trovando applicazione quanto recentemente sancito dalla Corte costituzionale con la sentenza n. 75 del 19 marzo/9 aprile 2919, la quale ha dichiarato l’illegittimità costituzionale del D.L. n. 179 del 2012, art. 16-septies (Ulteriori misure urgenti per la crescita del Paese), convertito, con modificazioni, dalla L. n. 221 del 2012, inserito dal D.L. n. 90 del 2014, art. 45-bis, comma 2, lett. b), (Misure urgenti per la semplificazione e la trasparenza amministrativa e per l’efficienza degli uffici giudiziari), convertito, con modificazioni, dalla L. n. 114 del 2014, nella parte in cui prevede che la notifica eseguita con modalità telematiche, la cui ricevuta di accettazione è generata dopo le ore 21 ed entro le ore 24, si perfeziona per il notificante alle ore 7 del giorno successivo, anzichè al momento di generazione della predetta ricevuta.

1.1.2. La suddetta notificazione, dunque, deve ritenersi perfezionata, per la sola odierna ricorrente, lo stesso 2 gennaio 2018, ben oltre, comunque, il termine di 30 giorni (sia dal 31 ottobre che dal 2 novembre 2017) previsto dall’art. 18 L.Fall., comma 4.

1.2. Costituisce, inoltre, orientamento ormai consolidato di questa Corte che “la notifica del testo integrale della sentenza reiettiva del reclamo avverso la sentenza dichiarativa di fallimento, effettuata ai sensi dell’art. 18, comma 13, dal cancelliere mediante posta elettronica certificata (PEC), D.L. n. 179 del 2012, ex art. 16, comma 4, convertito, con modificazioni, dalla L. n. 221 del 2012, è idonea a far decorrere il termine breve per l’impugnazione in cassazione ex art. 18, comma 14, non ostandovi il nuovo testo dell’art. 133 c.p.c., comma 2, come novellato dal D.L. n. 90 del 2014, convertito, con modificaioni, dalla L. n. 114 del 2014, secondo il quale la comunicazione del testo integrale della sentenza da parte del cancelliere non è idonea a far decorrere i termini per le impugna ioni di cui all’art. 325 c.p.c.L.Fall.” (cfr. Cass. nn. 26872 e 27685 del 2018; Cass. nn. 23575, 14972, 13529 e 2315 del 2017; Cass. n. 10525 del 2016; in senso analogo, si veda anche la precedente Cass. 23526 del 2014 con riguardo all’impugnazione in cassazione ex art. 348-ter c.p.c.).

1.2.1. E’ stato, infatti, chiarito che la menzionata modifica dell’art. 133 codice di rito ad opera del D.L. n. 90 del 2014, art. 45, comma 1, lett. b), riguarda solo le notifiche che vengono effettuate su impulso di parte, e non incide invece sulle norme processuali – di carattere derogatorio e speciale – in base alle quali la notifica deve essere effettuata a cura della cancelleria, come appunto l’art. 18 L.Fall. (che richiama l’art. 17) ove, stanti le esigenze di celerità che caratterizzano il procedimento fallimentare, si reputa che la conoscenza legale del provvedimento suscettibile di impugnazione sia assicurata anche dalla comunicazione in forma integrale, al pari della notificazione (cfr. anche l’art. 99 L.Fall., u.c., nonchè all’art. 348-ter c.p.c., all’art. 669-terdecies c.p.c., comma 1, e all’art. 702-quater c.p.c.); al tempo stesso, è stato precisato che l’operatività di tale principio vale solo per il periodo successivo alla modifica dell’art. 45, disp. att. c.p.c. adopera del citato D.L. n. 179 del 2012, art. 16, comma 6, che ha imposto la comunicazione del testo integrale del provvedimento da parte della cancelleria Cass. n. 23575 del 2017).

2. Ulteriore ragione di inammissibilità va, poi, individuata nella circostanza, fondatamente eccepita dalla controricorrente, che la procura speciale ad litem in calce al ricorso, rilasciata dal legale rappresentante della (OMISSIS) s.r.l., risulta essere stata conferita al solo Avv. Ilaria Cacace (cfr. il testo di detta procura), non anche all’Avv. Alfredo Bellisario (di cui nemmeno vi è traccia di sottoscrizione dell’autentica della firma del predetto legale rappresentante), diversamente da quanto indicato nell’epigrafe del ricorso. L’Avv. Ilaria Cacace, però, differentemente dall’Avv. Alfredo Bellisario, non risulta essere iscritta all’Albo dei patrocinanti in Cassazione.

2.1. Si deve soltanto aggiungere che, come chiarito da Cass. n. 1255 del 2018, non si potrebbe far luogo ad un ordine di rinnovazione della procura suddetta, ai sensi del novellato (dalla L. n. 69 del 2009) art. 182 c.p.c., atteso che l’applicazione della citata norma (già ritenuta incompatibile con il processo di cassazione a proposito di una questione di carenza di potere rappresentativo di un minore. Cfr. Cass. n. 20016 del 2016) non è compatibile con la disciplina del conferimento della procura per il giudizio di legittimità, che, con il disposto dell’art. 365 c.p.c., considera l’esistenza della procura speciale e, dunque, di una procura speciale valida, come un requisito di ammissibilità del ricorso per cassazione, come confermato anche dall’art. 366 c.p.c., n. 5, il quale, esigendo che il ricorso indichi la procura, palesa che essa deve esistere prima del ricorso, così contraddicendo l’idea che possa formarsi dopo (salvo il caso di una sostituzione del difensore originario).

2.2. La previsione, a pena di inammissibilità, ricollegata alla proposizione del ricorso, d’altro canto, comportando che il relativo requisito debba sussistere al momento di detta proposizione, impedisce la configurabilità del potere di rinnovazione, che, in generale, concerne la categoria della nullità e non riguarda quella speciale della inammissibilità.

3. Alla declaratoria di inammissibilità del ricorso segue la condanna di parte ricorrente alla rifusione delle spese del giudizio di legittimità, liquidate in dispositivo, in favore della sola parte costituita, dandosi atto, altresì, della sussistenza dei presupposti per l’applicazione del D.P.R. 30 maggio 2002, n. 115, art. 13, comma 1-quater.

P.Q.M.

La Corte dichiara inammissibile il ricorso e condanna la società ricorrente al pagamento, in favore della curatela controricorrente, delle spese del giudizio di legittimità, che liquida in 2.700,00 per compensi, oltre alle spese forfettarie nella misura del 15%, agli esborsi liquidati in Euro 100,00, ed agli accessori di legge.

Ai sensi del D.P.R. n. 115 del 2002, art. 13, comma 1 quater, inserito dalla L. n. 228 del 2012, art. 1, comma 17, dà atto della sussistenza dei presupposti per il versamento, da parte della medesima ricorrente, dell’ulteriore importo a titolo di contributo unificato pari a quello dovuto per il ricorso, giusta lo stesso art. 13, comma 1-bis.

Così deciso in Roma, nella Camera di consiglio della Sesta sezione civile della Corte Suprema di cassazione, il 28 giugno 2019.

Depositato in Cancelleria il 16 settembre 2019

LEGGI ANCHE


NEWSLETTER

Iscriviti per rimanere sempre informato e aggiornato.

CERCA CODICI ANNOTATI

CERCA SENTENZA