Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 22996 del 16/09/2019

Cassazione civile sez. II, 16/09/2019, (ud. 29/05/2019, dep. 16/09/2019), n.22996

LA CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE

SEZIONE SECONDA CIVILE

Composta dagli Ill.mi Sigg.ri Magistrati:

Dott. MANNA Felice – Presidente –

Dott. GORJAN Sergio – Consigliere –

Dott. PICARONI Elisa – rel. Consigliere –

Dott. GRASSO Gianluca – Consigliere –

Dott. SCALISI Antonino – Consigliere –

ha pronunciato la seguente:

ORDINANZA

sul ricorso 18746-2015 proposto da:

M.G., elettivamente domiciliato in ROMA, VIA OSLAVIA 14,

presso lo studio dell’avvocato NICOLA MANCUSO, che lo rappresenta e

difende unitamente all’avvocato GIUSEPPE GULLO;

– ricorrente –

contro

ORDINE PROVINCIALE DEI MEDICI CHIRURGHI E DEGLI ODONTOIATRI DI

(OMISSIS), MINISTERO DELLA SALUTE, MINISTERO DELL’ISTRUZIONE E DELLA

RICERCA;

– intimati –

avverso la decisione n. 52/2014 della COMM.CENTR.ESERC.PROFESSIONI

SANITARIE di ROMA;

udita la relazione della causa svolta nella camera di consiglio del

29/05/2019 dal Consigliere ELISA PICARONI.

Fatto

FATTI DI CAUSA

1. La Commissione Centrale per gli esercenti – le professioni sanitarie, con decisione depositata in data 11 maggio 2015 e comunicata a mezzo pec in data 23 maggio 2015, ha respinto il ricorso proposto dal Dott. M.G. avverso la Delib. dell’Ordine dei medici chirurghi e degli odontoiatri della Provincia di (OMISSIS) 10-11 maggio 1995.

2. M.G. ricorre per la cassazione della decisione della Commissione Centrale sulla base di cinque motivi, anche illustrati da memorie. Non hanno svolto difese l’Ordine dei medici chirurghi e degli odontoiatri della Provincia di (OMISSIS), il Ministero della salute e il Ministero dell’istruzione, dell’università e della ricerca.

Diritto

RAGIONI DELLA DECISIONE

1. La decisione impugnata deve essere cassata per illegittimità dell’organo che l’ha emessa.

2. Successivamente alla proposizione del ricorso, la Corte costituzionale, con la sentenza n. 215 del 2016, ha dichiarato l’illegittimità costituzionale del D.Lgs.C.P.S. 13 settembre 1946, n. 233, art. 17, comma 1 e comma 2, lett. a), b), c), d) ed e), (Ricostituzione degli Ordini delle professioni sanitarie e per la disciplina dell’esercizio delle professioni stesse), nelle parti in cui si riferisce alla nomina del componenti di derivazione ministeriale.

2.1. Per effetto della declaratoria di illegittimità costituzionale, la decisione oggetto del presente ricorso risulta assunta da un organo privo, per scelta legislativa legata alla sua costituzione e composizione, dei requisiti di indipendenza e imparzialità che costituiscono il substrato indispensabile dell’esercizio del potere giurisdizionale.

2.2. La rilevata assenza di indipendenza e imparzialità, riferibile ad alcuni soltanto dei componenti della Commissione, si trasferisce all’organo – non potendosi consentire che lo stesso eserciti la funzione giurisdizionale attraverso dinamiche radicalmente viziate dalla interlocuzione, nel percorso che porta alla decisione, di soggetti privi delle citate indefettibili caratteristiche – e determina la nullità della decisione, rilevabile anche d’ufficio (ex multis, Cass. 07/02/2017, n. 3254).

3. La nullità della decisione della Commissione centrale comporta la pronuncia sul ricorso proposto dal Dott. M. e la cassazione della decisione impugnata, con rinvio della causa alla Commissione centrale, in diversa composizione.

4. Le spese del giudizio di legittimità sono compensate tra le parti, giacchè l’esito è dipeso da declaratoria di illegittimità costituzionale sopravvenuta alla proposizione dell’impugnazione.

P.Q.M.

La Corte, pronunciando sul ricorso, cassa la decisione impugnata e rinvia la causa alla Commissione centrale per gli esercenti le professioni sanitarie, in diversa composizione; dichiara compensate tra le parti le spese del giudizio di legittimità.

Così deciso in Roma, nella camera di consiglio della sezione Seconda civile della Corte Suprema di Cassazione, il 29 maggio 2019.

Depositato in Cancelleria il 16 settembre 2019

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