Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 22955 del 29/09/2017


Clicca qui per richiedere la rimozione dei dati personali dalla sentenza

Cassazione civile, sez. VI, 29/09/2017, (ud. 06/07/2017, dep.29/09/2017),  n. 22955

LA CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE

SEZIONE SESTA CIVILE

SOTTOSEZIONE 3

Composta dagli Ill.mi Sigg.ri Magistrati:

Dott. AMENDOLA Adelaide – Presidente –

Dott. SESTINI Danilo – rel. Consigliere –

Dott. SCARANO Luigi Alessandro – Consigliere –

Dott. GRAZIOSI Chiara – Consigliere –

Dott. BARRECA Giuseppina Luciana – Consigliere –

ha pronunciato la seguente:

ORDINANZA

sul ricorso 3050/2016 proposto da:

V.V., amministratore di sostegno di M.L.,

elettivamente domiciliato in ROMA, VIALE ANGELICO 38, presso lo

studio dell’avvocato ELENA ALLOCCA, rappresentato e difeso

dall’avvocato GABRIELE GARCEA;

– ricorrente –

contro

P.M.;

– intimato –

avverso la sentenza n. 20535/2015 del TRIBUNALE di BOLOGNA,

depositata il 14/04/2015;

udita la relazione della causa svolta nella Camera di consiglio non

partecipata del 06/07/2017 dal Consigliere Dott. DANILO SESTINI.

Dato atto che il Collegio ha disposto la motivazione semplificata.

Fatto

RILEVATO IN FATTO

che:

la Madera propose opposizione avverso il d.i. emesso ad istanza del Pini per la restituzione di somme da questi prestate all’ingiunta; l’opponente formulò domanda di annullamento del contratto ex artt. 1439 e 1440 c.c. e, con memoria ex art. 183 c.p.c., comma 6, n. 1, propose ulteriore domanda di annullamento ex art. 428 c.c.;

il Tribunale rigettò le domande proposte in relazione agli artt. 1439 e 1440 c.c. e dichiarò inammissibile, in quanto “domanda nuova rispetto a quelle formulate con l’atto di citazione in opposizione”, quella di annullamento ex art. 428 c.c. (di cui argomentò comunque l’infondatezza, in relazione agli esiti della c.t.u.);

la Corte di Appello ha dichiarato l’inammissibilità – ex artt. 348 bis e 348 ter c.p.c. – del gravame proposto dalla M., in persona del suo amministratore di sostegno V.V.;

operando nell’anzidetta qualità, il V. ha proposto ricorso per cassazione avverso la sentenza di primo grado, cui non ha resistito l’intimato.

Diritto

CONSIDERATO IN DIRITTO

che:

con l’unico motivo, viene denunciata l'”errata applicazione dell’art. 428 c.c., art. 183 c.p.c., comma 6, in relazione all’art. 360 c.p.c., comma 1, n. 3″: premesso che, fin dall’atto introduttivo, era stato ampiamente illustrato lo stato di incapacità di intendere e di volere in cui versava l’attrice, si evidenzia “come la domanda di annullamento ex art. 428 c.c., espressamente formulata “solo” nella prima memoria ex art. 183 c.p.c., comma 6, dovesse a rigore ritenersi implicitamente formulata già nell’atto introduttivo” e si assume -con richiamo a Cass., S.U. n. 12310/2015 – che non possono considerarsi “come nuove le domande che differiscono da quella iniziale anche solo per uno degli elementi sul piano oggettivo”;

il motivo è inammissibile per difetto di autosufficienza, in quanto non trascrive l’atto di citazione in misura sufficiente a permettere alla Corte di verificare, già sulla base della lettura del ricorso, l’assunto secondo cui la domanda ex art. 428 c.c., era stata implicitamente formulata nell’atto di citazione, nonchè a consentire di apprezzare se l’espressa formulazione

della domanda effettuata con la memoria ex art. 183 c.p.c., abbia o meno determinato “la compromissione delle potenzialità difensive della controparte ovvero l’allungamento dei termini processuali” (ex Cass. cit.);

in difetto di attività difensiva da parte dell’intimato, non deve provvedersi sulle spese di lite;

trattandosi di ricorso proposto successivamente al 30.1.2013, sussistono le condizioni per l’applicazione del D.P.R. n. 115 del 2002, art. 13, comma 1 quater.

PQM

 

La Corte dichiara l’inammissibilità del ricorso.

Ai sensi del D.P.R. n. 115 del 2002, art. 13, comma 1-quater, dà atto della sussistenza dei presupposti per il versamento, da parte del ricorrente, dell’ulteriore importo a titolo di contributo unificato pari a quello dovuto per il ricorso, a norma dello stesso art. 13, comma 1-bis.

Motivazione semplificata.

Così deciso in Roma, il 6 luglio 2017.

Depositato in Cancelleria il 29 settembre 2017

Sostieni LaLeggepertutti.it

La pandemia ha colpito duramente anche il settore giornalistico. La pubblicità, di cui si nutre l’informazione online, è in forte calo, con perdite di oltre il 70%. Ma, a differenza degli altri comparti, i giornali online non ricevuto alcun sostegno da parte dello Stato. Per salvare l'informazione libera e gratuita, ti chiediamo un sostegno, una piccola donazione che ci consenta di mantenere in vita il nostro giornale. Questo ci permetterà di esistere anche dopo la pandemia, per offrirti un servizio sempre aggiornato e professionale. Diventa sostenitore clicca qui

LEGGI ANCHE


NEWSLETTER

Iscriviti per rimanere sempre informato e aggiornato.

CERCA CODICI ANNOTATI

CERCA SENTENZA