Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 22874 del 09/11/2016


Clicca qui per richiedere la rimozione dei dati personali dalla sentenza

Cassazione civile sez. VI, 09/11/2016, (ud. 15/09/2016, dep. 09/11/2016), n.22874

LA CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE

SEZIONE SESTA CIVILE

SOTTOSEZIONE 3

Composta dagli Ill.mi Sigg.ri Magistrati:

Dott. AMENDOLA Adelaide – Presidente –

Dott. ARMANO Uliana – Consigliere –

Dott. FRASCA Raffaele – Consigliere –

Dott. RUBINO Lina – rel. Consigliere –

Dott. GARRI Giuseppina Luciana – Consigliere –

ha pronunciato la seguente:

ORDINANZA

sul ricorso 6460/2016 proposto da:

M.M., (OMISSIS), elettivamente domiciliato in ROMA, VIA

GIULIO DE PETRI 16, presso lo studio dell’avvocato MARIA LOREDANA

LICARI, rappresentato e difeso dall’avvocato FRANCESCO PEPE giusta

procura speciale in calce al ricorso;

– ricorrente –

e contro

FONDIARLA SAISPA NQ DI IMPRESA DESIGNATA DAL FGVS, C.M.P.,

AMBRA ASSICURAZIONI SPA IN LCA IN NOME DELLA CONSAP GESTIONE

AUTONOMO FGVS, C.D., C.F., C.G.,

AURORA ASS.NI SPA GIA’ INTERCONTINENTALE ASS.NI SPA OGGI UNIPOLSAI;

– intimati –

avverso la sentenza n. 3014/2016 della CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE di

ROMA, depositata il 17/02/2016;

udita la relazione della causa svolta nella Camera di consiglio del

15/09/2016 dal Consigliere Relatore Dott. LINA RUBINO;

udito l’Avvocato Lorenzo Spallina (delega avvocato Pepe) difensore

del ricorrente che si riporta agli scritti.

Fatto

RAGIONI IN FATTO E IN DIRITTO DELLA DECISIONE

E’ stata depositata in cancelleria la seguente relazione:

– M.M. ha proposto ricorso per la correzione dell’errore materiale asseritamente contenuto nella sentenza n. 3014/2016, depositata da questa Corte di cassazione in data 14.2.2016, che pronunziando sui ricorsi riuniti nella causa tra il M., la Fondiaria Sai s.p.a., l’Ambra Ass.ni in liquidazione s.p.a. ha accolto il secondo motivo del ricorso proposto dal M., rigettando gli altri motivi di ricorso ed il ricorso incidentale, ha cassato la sentenza della Corte d’Appello di Palermo n. 809/2011 in relazione al motivo accolto ed ha rinviato anche per le spese del giudizio di legittimità alla Corte d’Appello di Roma in diversa composizione.

Ritiene il ricorrente che la Corte, per mero errore materiale, abbia indicato la Corte d’Appello di Roma come giudice del rinvio, anzichè la Corte d’Appello di Palermo.

Gli intimati non hanno svolto attività difensiva.

Il ricorso può essere trattato in camera di consiglio, in applicazione degli artt. 376, 380 bis e 375 c.p.c., in quanto appare destinato ad essere dichiarato manifestamente infondato, non essendo ravvisabile nella pronuncia della Corte di cassazione alcun errore materiale.

L’art. 383 c.p.c., comma 1, stabilisce infatti in caso di cassazione con rinvio, che la Corte, quando accoglie il ricorso per motivi diversi da quelli di giurisdizione o di competenza, rinvia la causa “ad altro giudice di grado pari a quello che ha pronunciato la senza cassata”: esso pone un vincolo quindi quanto al rinvio ad un giudice pari ordinato, ma non pone alcun vincolo di natura territoriale nè impone di rinviare allo stesso ufficio giudiziario che ha emesso il provvedimento impugnato, lasciando alla Corte la valutazione in ordine all’individuazione, nell’ambito sopra indicato, del giudice del rinvio.

Non emergono quindi nè dalla immediata lettura della sentenza nè dalla norma richiamata gli estremi dell’errore materiale.

Si propone pertanto il rigetto del ricorso”.

A’ seguito della discussione sul ricorso, tenuta nella Camera di consiglio, il Collegio, preso atto che parte ricorrente non ha depositato memoria ha condiviso i motivi in fatto ed in diritto esposti nella relazione stessa.

Il ricorso va pertanto rigettato.

Nulla sulle spese, in difetto di attività difensiva degli intimati. Trattandosi di ricorso per la correzione di errore materiale, deve darsi atto della insussistenza dei presupposti di cui al D.P.R. n. 115 del 2002, art. 13, comma 1 quater, introdotto dalla citata L. n. 228 del 2012, art. 1, comma 17.

PQM

La Corte rigetta il ricorso.

Ai sensi del D.P.R. n. 115 del 2002, art. 13, comma 1 quater, dà atto della insussistenza dei presupposti per il versamento da parte del ricorrente dell’ulteriore importo a titolo di contributo unificato pari a quello dovuto per il ricorso a norma dello stesso art. 13, comma 1 bis.

Così deciso in Roma, il 15 settembre 2019

Sostieni LaLeggepertutti.it

La pandemia ha colpito duramente anche il settore giornalistico. La pubblicità, di cui si nutre l’informazione online, è in forte calo, con perdite di oltre il 70%. Ma, a differenza degli altri comparti, i giornali online non ricevuto alcun sostegno da parte dello Stato. Per salvare l'informazione libera e gratuita, ti chiediamo un sostegno, una piccola donazione che ci consenta di mantenere in vita il nostro giornale. Questo ci permetterà di esistere anche dopo la pandemia, per offrirti un servizio sempre aggiornato e professionale. Diventa sostenitore clicca qui

LEGGI ANCHE


NEWSLETTER

Iscriviti per rimanere sempre informato e aggiornato.

CERCA CODICI ANNOTATI

CERCA SENTENZA