Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 22772 del 12/09/2019

Cassazione civile sez. un., 12/09/2019, (ud. 18/06/2019, dep. 12/09/2019), n.22772

LA CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE

SEZIONI UNITE CIVILI

Composta dagli Ill.mi Sigg.ri Magistrati:

Dott. DI CERBO Vincenzo – Primo Presidente f.f. –

Dott. MANNA Antonio – Presidente di sez. –

Dott. GENOVESE Francesco Antonio – Consigliere –

Dott. SCALDAFERRI Andrea – Consigliere –

Dott. SCARANO Luigi Alessandro – Consigliere –

Dott. GARRI Fabrizia – rel. Consigliere –

Dott. GIUSTI Alberto – Consigliere –

Dott. CARRATO Aldo – Consigliere –

Dott. SCRIMA Antonietta – Consigliere –

ha pronunciato la seguente:

ORDINANZA

sul ricorso 24542-2018 per regolamento di giurisdizione proposto

d’ufficio dal:

TRIBUNALE AMMINISTRATIVO REGIONALE PER IL LAZIO, con ordinanza n.

6398/2018 depositata l’8/06/2018 nella causa tra:

G.M.C.;

– ricorrente non costituitasi in questa fase –

contro

CAMERA DI COMMERCIO INDUSTRIA ARTIGIATO E AGRICOLTURA DI PISTOIA, in

persona del legale rappresentante pro tempore, elettivamente

domiciliata in ROMA, CORSO VITTORIO EMANUELE II 18, presso lo studio

dell’avvocato Mauro Montini – STUDIO LEGALE LESSONA, che la

rappresenta e difende unitamente all’avvocato Alberto Niccolai;

– resistente –

Udita la relazione della causa svolta nella camera di consiglio del

18/06/2019 dal Consigliere Dott. FABRIZIA GARRI;

lette le conclusioni scritte del Sostituto Procuratore Generale Dott.

MASTROBERARDINO Paola, il quale chiede che le Sezioni Unite della

Corte di Cassazione, affermata la tardività del proposto conflitto

di giurisdizione, dichiarino la giurisdizione del giudice

amministrativo.

Fatto

RILEVATO

CHE:

1. G.M.C., dopo aver premesso di aver lavorato alle dipendenze della Camera di Commercio, Industria, Artigianato e Agricoltura di Pistoia in virtù di un contratto a termine nel periodo dal 9 maggio 2006 al 29 settembre 2008, poi prorogato fino all’8 maggio 2009, chiese al giudice del lavoro di Pistoia di essere stabilizzata ai sensi della L. n. 296 del 2006, art. 1, comma 519 in applicazione della Det. Camera di Commercio 25 marzo 2008, n. 45 e del “Regolamento per l’attuazione delle procedure di stabilizzazione” di cui alla Delib. 6 dicembre 2007, n. 24. Chiese inoltre la condanna della Camera di Commercio al pagamento delle differenze retributive maturate dal 9 maggio 2009 all’effettiva stabilizzazione. Dedusse che, in ogni caso, la proroga del contratto a termine era illegittima e chiese perciò di essere comunque per tale aspetto stabilizzata a decorrere dal 9 maggio 2006.

2. Il Tribunale di Pistoia accolse il ricorso mentre la Corte di appello di Firenze, investita del gravame proposto dalla Camera di Commercio, dichiarò il difetto di giurisdizione del giudice ordinario ritenendo sussistente la giurisdizione del giudice amministrativo davanti al quale il giudizio fu riassunto dalla G..

3. Il Tribunale amministrativo della Toscana con ordinanza n. 1142 del 2012 si dichiarò territorialmente incompetente per essere la competenza del TAR del Lazio.

4. Quindi, riassunto il giudizio davanti al TAR del Lazio questi, sull’eccezione di difetto di giurisdizione formulata dalla Camera di Commercio di Pistoia, ha sollevato il conflitto negativo di giurisdizione ai sensi dell’art. 11 c.p.a., comma 3 osservando che – in relazione al petitum sostanziale formulato (declaratoria del diritto alla stabilizzazione nel ruolo ovvero assunzione a tempo indeterminato della lavoratrice) e tenuto conto del fatto che era estranea al giudizio la questione del mancato avvio di una procedura concorsuale o selettiva, quale presupposto per la stabilizzazione stessa – la controversia rientrava nella giurisdizione del giudice ordinario, ai sensi del D.Lgs. n. 165 del 2001, art. 63 atteso che l’oggetto del giudizio non era l’accertamento della correttezza formale della procedura selettiva ma piuttosto la sussistenza del diritto all’assunzione che rientra nella giurisdizione del giudice ordinario.

5. La Camera di Commercio Industria Artigianato e Agricoltura di Pistoia ha depositato memoria insistendo per l’inammissibilità del regolamento. Anche il Procuratore generale ha concluso per l’inammissibilità del regolamento del quale ha rilevato la tardività.

Diritto

CONSIDERATO

CHE:

6. Il conflitto di giurisdizione deve essere dichiarato inammissibile perchè tardivamente sollevato.

6.1. Va rammentato che il D.Lgs. 2 luglio 2010, n. 104, art. 11, comma 3 (codice del processo amministrativo – c.p.a.) dispone che “Quando il giudizio è tempestivamente riproposto davanti al giudice amministrativo, quest’ ultimo, alla prima udienza, può sollevare anche d’ufficio il conflitto di giurisdizione.”

6.2. Questa Corte, nel verificare la tempestività del conflitto negativo di giurisdizione sollevato in un giudizio davanti al giudice ordinario sulla base degli analoghi principi dettati della L. n. 69 del 2009, art. 59, comma 3 che dispone che, il giudice davanti al quale la causa è stata riassunta possa sollevare d’ufficio, con ordinanza, la questione di giurisdizione davanti alle sezioni unite della Corte di cassazione, “fino alla prima udienza fissata per la trattazione del merito” ha ritenuto che tale disposizione debba essere interpretata nel senso che il limite, oltre il quale il secondo giudice non può sollevare il conflitto di giurisdizione, nel processo davanti al giudice ordinario, è costituito dall’adozione di provvedimenti che ne presuppongano la giurisdizione (cfr. per un caso di consumazione del potere di discutere della questione di giurisdizione Cass. Sez. U. 17/07/2018 n. 19045 ed anche Cass. Sez. U. 11/04/2018 n. 8981) al fine di evitare inutili dispendi di attività processuale con conseguente obbligo del giudice successivamente adito di evidenziare immediatamente le ragioni del proprio eventuale dissenso provocando l’intervento risolutore delle Sezioni Unite della Corte di cassazione (cfr. oltre alla già citata Cass. Sez. U. n. 8981 del 2018, anche Cass. Sez.U. n. 63 del 2016n. 10922 del 2014).

6.3. Ritiene il Collegio che tali principi siano applicabili anche nel caso di specie nel quale il giudice amministrativo della Toscana, davanti al quale era stata riassunta la controversia a seguito di declinatoria della giurisdizione da parte del giudice ordinario, avrebbe dovuto, prima di verificare e quindi ritenere la propria incompetenza territoriale (per essere competente il Tribunale Amministrativo Regionale del Lazio), sollevare il conflitto di giurisdizione davanti a queste Sezioni Unite.

6.4. Per effetto della decisione sulla competenza territoriale, infatti, il potere di discutere della questione di giurisdizione davanti al giudice ritenuto territorialmente competente e davanti al quale la controversia è stata nuovamente riassunta è stato definitivamente consumato atteso che la decisione sulla competenza territoriale postula il necessario riconoscimento della giurisdizione del giudice amministrativo adito in riassunzione. La questione di competenza territoriale presuppone infatti l’esistenza della giurisidizione che dunque non è più contestabile dal giudice territorialmente competente che subiscile l’inerzia del Tar inizialmente adito.

7. In conclusione il ricorso deve essere dichiarato inammissibile. Non vi è luogo a provvedere sulle spese processuali.

P.Q.M.

La Corte, dichiara inammissibile il conflitto.

Nulla spese.

Così deciso in Roma, nell’Adunanza camerale delle sezioni unite, il 18 giugno 2019.

Depositato in Cancelleria il 12 settembre 2019

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