Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 2273 del 01/02/2010

Cassazione civile sez. III, 01/02/2010, (ud. 16/12/2009, dep. 01/02/2010), n.2273

LA CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE

SEZIONE TERZA CIVILE

Composta dagli Ill.mi Sigg.ri Magistrati:

Dott. PREDEN Roberto – Presidente –

Dott. FINOCCHIARO Mario – Consigliere –

Dott. MASSERA Maurizio – Consigliere –

Dott. SEGRETO Antonio – Consigliere –

Dott. VIVALDI Roberta – rel. Consigliere –

ha pronunciato la seguente:

ordinanza

sul ricorso 7475/2009 proposto da:

OBIETTIVO IGIENE SRL, in persona del suo legale rappresentante,

elettivamente domiciliata in ROMA, PIAZZA CAVOUR, presso la CORTE DI

CASSAZIONE, rappresentata e difesa dagli Avvocati MUSICCO Angelo,

MUSICCO ADAMO, giusta mandato in calce al ricorso;

– ricorrente –

contro

COMUNE DI ASSAGO, in persona del Commissario Straordinario,

elettivamente domiciliato in ROMA, VIA SARDEGNA 29, presso lo studio

dell’avvocato VASI Giorgio, che lo rappresenta e difende unitamente

all’avvocato FAZIO SALVATORE, giusta deliberazione n. 56 dep.

20/04/09 e giusta mandato in calce al controricorso;

– controricorrente –

e contro

ALLIANZ SUBALPINA SPA;

– intimata –

avverso la sentenza n. 1310/2008 del TRIBUNALE di MILANO del

22/01/08, depositata il 31/01/2008;

udita la relazione della causa svolta nella Camera di consiglio del

16/12/2009 dal Consigliere Relatore Dott. ROBERTA VIVALDI;

udito l’Avvocato Vasi Giorgio, difensore del controricorrente che si

riporta agli scritti;

è presente il P.G. in persona del Dott. EDUARDO VITTORIO

SCARDACCIONE che nulla osserva rispetto alla relazione scritta.

Fatto

PREMESSO IN FATTO

E’ stata depositata in cancelleria la seguente relazione:

“1. – La s.r.l. OBIETTIVO IGIENE ha proposto ricorso per cassazione avverso la sentenza del Tribunale di Milano pronunciata in data 22/31- 1-2008 nella controversia con il COMUNE di ASSAGO in cui è stata chiamata in garanzia la ALLIANZ SUBALPINA s.p.a..

Detta sentenza – per quanto qui interessa – ha confermato la decisione del giudice di pace di Milano di rigetto della domanda proposta dalla s.r.l. OBIETTIVO IGIENE nei confronti del suddetto COMUNE per il risarcimento dei danni conseguenti all’impatto di un’autovettura aziendale contro uno spartitraffico centrale.

1.1. Ha resistito al ricorso il COMUNE di ASSAGO, depositando controricorso, con cui ha dedotto l’infondatezza dell’impugnazione.

La ALLIANZ SUBALPINA s.p.a. non ha svolto attività difensiva.

2. – Il ricorso è soggetto alle disposizioni di cui al D.Lgs. n. 40 del 2006, attesa la data di pronuncia della sentenza impugnata.

3. – Il ricorso appare inammissibile perchè formulato senza rispettare i requisiti di cui all’art. 366 bis c.p.c., nel testo qui applicabile, introdotto con il cit. D.Lgs..

3.1. Invero il primo motivo – denunciante insufficiente o contraddittoria motivazione su un punto controverso e decisivo per il giudizio ai sensi dell’art. 360 c.p.c., n. 5, e violazione dell’art. 112 c.p.c. – non si conclude e nemmeno contiene “la chiara indicazione” richiesta dall’art. 366 bis c.p.c., la quale, secondo i canoni elaborati da questa Corte (cfr. Sez. Unite, 01/10/2007, n. 20603; Cass. civ. Ord., Sez. 3^, 18/07/2007, n. 16002; Cass. civ. Ord., Sez. 3^, 07/04/2008, n. 8897), deve consistere in una parte del motivo che si presenti a ciò specificamente e riassuntivamente destinata, da cui risulti non solo “il fatto controverso”, ma anche la “decisività” del vizio.

3.2. Il secondo motivo – denunciante violazione di legge in relazione all’art. 360 c.p.c., n. 3 – si conclude con l’enunciazione di un quesito di carattere generale e astratto, privo di qualunque indicazione sul tipo della controversia e sulla sua riconducibilità alla fattispecie in esame, tale da non consentire alcuna risposta utile a definire la causa nel senso voluto dal ricorrente, non potendosi desumere il quesito dal contenuto del motivo o integrare il primo con il secondo (cfr. Sez. Unite, 11/03/2008, n. 6420)”.

La relazione è stata comunicata al Pubblico Ministero e notificata ai difensori delle parti.

Non sono state presentate conclusioni scritte, ma il resistente Comune di Assago è stato ascoltato in Camera di consiglio.

Diritto

RITENUTO IN DIRITTO

A seguito della discussione sul ricorso, tenuta nella Camera di consiglio, il Collegio ha condiviso i motivi in fatto ed in diritto esposti nella relazione.

Conclusivamente, il ricorso deve essere dichiarato inammissibile.

Le spese seguono la soccombenza e, liquidate come dispositivo in favore del resistente, vanno poste a carico della ricorrente.

Nessun provvedimento in ordine alle spese deve essere adottato in favore della Allianz Subalpina spa, non avendo l’intimata svolto attività difensiva.

P.Q.M.

La Corte dichiara inammissibile il ricorso. Condanna la ricorrente al pagamento delle spese, in favore del Comune di Assago, che liquida in complessivi Euro 1,700,00, di cui Euro 1.500,00 per onorari, oltre spese generali ed accessori di legge.

Nulla spese in favore di Allianz Subalpina spa.

Così deciso in Roma, nella Camera di consiglio della Sezione Terza Civile della Corte Suprema di Cassazione, il 16 dicembre 2009.

Depositato in Cancelleria il 1 febbraio 2010

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