Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 22719 del 20/10/2020

Cassazione civile sez. trib., 20/10/2020, (ud. 24/06/2020, dep. 20/10/2020), n.22719

LA CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE

SEZIONE TRIBUTARIA

Composta dagli Ill.mi Sigg.ri Magistrati:

Dott. PERRINO Angelina Maria – Presidente –

Dott. D’AQUINO Filippo – Consigliere –

Dott. NONNO Giacomo Maria – Consigliere –

Dott. NOVIK Adet Toni – rel. Consigliere –

Dott. PUTATURO DONATI VISCIDO M.G. – Consigliere –

ha pronunciato la seguente:

ORDINANZA INTERLOCUTORIA

sul ricorso iscritto al n. 14913/2012 R.G. proposto da:

B.F., C.W. s.r.l., in persona del l.r. pro

tempore, rappresentati e difesi dall’avv. Giuseppe Fischioni e

dall’avv. Luigi Ferrajoli, con domicilio eletto in Roma presso

quest’ultimo, via Della Giuliana n. 32;

-ricorrenti –

contro

Agenzia delle entrate, in persona del direttore pro tempore,

domiciliata in Roma, via dei Portoghesi 12, presso l’Avvocatura

Generale dello Stato, che la rappresenta e difende;

– resistente –

Avverso la sentenza della Commissione tributaria regionale della

Lombardia n. 61/2011, depositata in data 18/5/2011.

Udita la relazione svolta nella camera di consiglio del 12/11/2019 e

del 24/6/2020 dal Consigliere Dott. Novik Adet Toni.

 

Fatto

RILEVATO

CHE:

– C.W. e B.S. (di seguito, i contribuenti), quali soci della Wanted elettrodomestici S.N.C. di C. W. e B. S., divenuta C.W. e B.S. s.n.c., propongono ricorso per cassazione avverso la sentenza della Commissione tributaria regionale della Lombardia, (CTR), n. 61/8/11, depositata il 18/5/2011, di rigetto dell’appello da essi proposto avverso la sentenza di primo grado che aveva a sua volta rigettato i ricorsi proposti contro l’accertamento di maggiori ricavi Iva, e Irap, effettuato nei confronti della società per i periodi d’imposta 2003-2004, e la rettifica per i medesimi periodi del reddito di partecipazione dichiarato ai fini Irpef dai soci;

– risulta dalla sentenza impugnata che nei confronti della società erano stati elevati i seguenti addebiti:

a) mancata prova dell’uscita di merci dal territorio comunitario in relazione ad esportazioni effettuate dalla società nei confronti dell’impresa Melina Nasko Nachev, con sede in Bulgaria;

b) contabilizzazione di fatture di acquisto relative ad operazioni soggettivamente inesistenti, attraverso lo schema della c.d. frode carosello;

c) emissione da parte della società nel corso del 2003 di 3 fatture per operazioni soggettivamente inesistenti;

– il ricorso è affidato a quattro motivi; l’agenzia delle entrate ha resistito con controricorso.

Diritto

CONSIDERATO

CHE:

– Dalla sentenza impugnata e dagli atti di parte risulta che gli avvisi di accertamento erano stati impugnati con il ricorso di primo grado dalla società Wanted Elettrodomestici s.n.c. e dai soci C. e B.;

– anche la sentenza di primo grado era stata impugnata dalla società e dai soci;

– il Collegio rileva d’ufficio che il ricorso per cassazione è stato proposto soltanto dai soci C.W. e B.F.: la giurisprudenza consolidata di questa Corte riconosce la sussistenza del litisconsorzio necessario sostanziale tra società di persone e soci in relazione ad accertamento, che è unico, del maggior reddito computato al socio D.P.R. n. 917 del 1986, ex art. 5 in ragione del maggior reddito accertato in capo alla società, ove non sussistano ragioni personali inerenti al socio;

– secondo l’orientamento di questa Corte, in materia tributaria, l’unitarietà dell’accertamento che è alla base della rettifica delle dichiarazioni dei redditi delle società di persone e delle associazioni di cui al D.P.R. 22 dicembre 1986, n. 917, art. 5 e dei soci delle stesse e la conseguente automatica imputazione dei redditi a ciascun socio, proporzionalmente alla quota di partecipazione agli utili ed indipendentemente dalla percezione degli stessi, comporta che il ricorso tributario proposto, anche avverso un solo avviso di rettifica, da uno dei soci o dalla società riguarda inscindibilmente sia la società che tutti i soci salvo il caso in cui questi prospettino questioni personali -, sicchè tutti questi soggetti devono essere parte dello stesso procedimento e la controversia non può essere decisa limitatamente ad alcuni soltanto di essi, con conseguente configurabilità di un caso di litisconsorzio necessario originario; conseguentemente, il ricorso proposto anche da uno soltanto dei soggetti interessati impone l’integrazione del contraddittorio ai sensi del D.Lgs. n. 546 del 1992, art. 14;

– pertanto, atteso che nel periodo d’imposta oggetto di accertamento i ricorrenti erano soci di società di persone (s.n. c), occorre procedere all’integrazione del contraddittorio anche nei confronti della società.

P.Q.M.

La Corte dispone l’integrazione del contraddittorio nei confronti della società C.W. e B.F. snc, assegnando alla parte diligente termine di giorni 60 dalla comunicazione della presente ordinanza. Rinvia a nuovo ruolo.

Così deciso in Roma, nella camera di consiglio, il 24 giugno 2020.

Depositato in Cancelleria il 20 ottobre 2020

 

 

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