Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 22718 del 28/09/2017


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Cassazione civile, sez. lav., 28/09/2017, (ud. 27/04/2017, dep.28/09/2017),  n. 22718

LA CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE

SEZIONE LAVORO

Composta dagli Ill.mi Sigg.ri Magistrati:

Dott. MAMMONE Giovanni – Presidente –

Dott. D’ANTONIO Enrica – Consigliere –

Dott. BERRINO Umberto – Consigliere –

Dott. DORONZO Adriana – Consigliere –

Dott. CAVALLARO Luigi – rel. Consigliere –

ha pronunciato la seguente:

ORDINANZA

sul ricorso 10657-2012 proposta da:

P.P.. C.F. (OMISSIS), elettivamente domiciliato in ROMA, VIA

FABIO MASSIMO 95, presso lo studio dell’avvocato ANNA MARIA

PULCINELLI, rappresentato e difeso dagli avvocati GIACOMO DOGLIO,

ENRICO MARCELLO, giusta delega in atti;

– ricorrente –

contro

I.N.A.I.L – ISTITUTO NAZIONALE PER L’ASSICURAZIONE CONTRO GLI

INFORTUNI SUL LAVORO, C.F. (OMISSIS), in persona del legale

rappresentante pro tempore, elettivamente domiciliato in ROMA, VIA

IV NOVEMBRE 144, presso lo studio degli avvocati RAFFAELA FABBI,

LORELLA FRASCONA’, che lo rappresentano e difendono, giusta delega

in atti;

– controricorrente –

e contro

BIPIESSE RISCOSSIONI S.P.A., (ora Equitalia Sardegna s.p.a.);

– intimata –

avverso la sentenza n. 332/2011 della CORTE D’APPELLO di CAGLIARI,

depositata il 27/08/2011 R.G.N. 281/2010.

Fatto

RILEVATO IN FATTO

che, con sentenza depositata il 27.8.2011, la Corte d’appello di Cagliari ha confermato la pronuncia di primo grado, che aveva rigettato l’opposizione proposta da P.P. avverso la cartella esattoriale con cui gli era stato ingiunto di pagare all’INAIL somme per premi non pagati,

che avverso tale pronuncia ha proposto ricorso per cassazione P.P., affidato a due motivi;

che l’INAIL ha resistito con controricorso, mentre la società concessionaria dei servizi di riscossione è rimasta intimata.

Diritto

CONSIDERATO IN DIRITTO

che, con il primo motivo, il ricorrente deduce violazione e falsa applicazione del D.Lgs. n. 462 del 1997, art. 2, comma 1, per avere la Corte di merito ritenuto che le conclusioni del primo giudice fossero ancorate a “compiuta ricognizione e corretta valutazione delle risultanze di causa”, laddove, a suo avviso, “dalla lettura combinata dell’art. 3, all. 5 e della nota del 2.1.2001 delle produzioni INAIL” si evincerebbe che “per quanto concerne la p.a. n. (OMISSIS), la somma di Lire 42.526.800 si riferisce al saldo della rata del 1997 ma per i premi maturati per l’anno 1996, quantificati dal ricorrente, nella denuncia relativa alle retribuzioni relative al periodo dal 1.1.1996 al 31.12.1996, in Lire 51.820.700”, e che analogamente varrebbe “per la p.a. n. (OMISSIS) relativamente ai premi maturati nel 1996”, dal momento che “i premi denunciati erano pari a Lire 44.353.800 e l’importo portato in cartella, pari a Lire 26.189.230, si riferisce al saldo maturato nel 1997”, onde per tali premi l’iscrizione a ruolo esattoriale sarebbe avvenuta “ben oltre i termini stabiliti dal D.Lgs. n. 462 del 1997, art. 2, comma 1” (così, testualmente, il ricorso per cassazione, pagg. 3-4);

che, con il secondo motivo, il ricorrente lamenta violazione e falsa applicazione dell’art. 2697 c.c. e art. 437 c.p.c. per avere la Corte di merito riconosciuto la correttezza dell’accertamento del credito effettuato dal primo giudice, escludendo la necessità di una CTU per rideterminarlo, laddove egli, “fin dal ricorso introduttivo”, avrebbe eccepito la nullità della cartella quantomeno per le somme iscritte a ruolo tardivamente”, ciò che risulterebbe “dalla semplice lettura di tutti gli allegati prodotti in causa dall’INAIL” (ibid., pagg. 4-5);

che entrambi i motivi possono essere trattati congiuntamente, in considerazione delle modalità con cui sono state svolte le censure, e appaiono prima facie inammissibili, dal momento che, lungi dal censurare la sentenza per supposte violazioni di legge, mirano piuttosto a revocare in dubbio l’accertamento di fatto compiuto dalla Corte di merito in ordine alla sussistenza e alla quantificazione del credito dell’Istituto controricorrente nonchè circa i presupposti per la sua tempestiva iscrizione a ruolo, senza peraltro nè trascrivere (quanto meno nelle parti essenziali) nè indicare in quale luogo del fascicolo processuale e/o di parte sarebbero rinvenibili i documenti da cui, in tesi, emergerebbero fatti decisivi capaci di infirmare la valutazione compiuta dalla Corte territoriale;

che pertanto entrambi i motivi del ricorso appaiono formulati in violazione del principio di specificità di cui all’art. 366 c.p.c., nn. 4 e 6 (cfr., in tal senso, da ult. Cass. n. 19048 del 2016);

che conseguentemente il ricorso va dichiarato inammissibile, provvedendosi come da dispositivo sulle spese del giudizio di legittimità in favore della parte controricorrente, giusta il criterio della soccombenza.

PQM

 

La Corte dichiara inammissibile il ricorso e condanna parte ricorrente alla rifusione in favore dell’INAIL delle spese del giudizio di legittimità, che si liquidano in Euro 5.100,00, di cui Euro 5.000,00 per onorari, oltre spese generali in misura pari al 15% e accessori di legge.

Così deciso in Roma, nell’adunanza camerale, il 27 aprile 2017.

Depositato in Cancelleria il 28 settembre 2017

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