Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 22658 del 31/10/2011

Cassazione civile sez. II, 31/10/2011, (ud. 28/09/2011, dep. 31/10/2011), n.22658

LA CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE

SEZIONE SECONDA CIVILE

Composta dagli Ill.mi Sigg.ri Magistrati:

Dott. TRIOLA Roberto Michele – Presidente –

Dott. BURSESE Gaetano Antonio – Consigliere –

Dott. PROTO Cesare Antonio – Consigliere –

Dott. CORRENTI Vincenzo – rel. Consigliere –

Dott. FALASCHI Milena – Consigliere –

ha pronunciato la seguente:

sentenza

sul ricorso 3209/2006 proposto da:

TECNOFLOOR DI T.R. (OMISSIS), elettivamente

domiciliato in ROMA, PIAZZA BARTOLOMEO GASTALDI 1, presso lo stuolo

dell’avvocato BENUCCI Claudio, che la rappresenta e difende

unitamente all’avvocato DE VITO ROBERTO;

– ricorrente –

contro

COMPEL ELECTRONICS SPA, E DATAPROGRESS SRL, L & G STUCCHI

SRL,

GENERALI ASSICURAZIONI SPA in persona dei loro rispettivi legali

rappresentanti pro tempore;

– intimati –

sul ricorso 7006/2006 proposto da:

COMPEL ELECTRONICS SPA (OMISSIS), in persona del Presidente del

Consiglio Amministrativo F.C. elettivamente

domiciliato in ROMA, V.LE ANGELICO 12, presso lo studio dell’avvocato

MARVASI TOMMASO, che lo rappresenta e difende unitamente all’avvocato

TONETTI MASSIMO MARTINO;

– controricorrente ricorrente incidentale –

e contro

TECNOFLOOR DI T.R.;

– intimata –

avverso la sentenza n. 3135/2004 della CORTE D’APPELLO di MILANO,

depositata il 03/12/2004;

udita a relazione della causa svolta nella pubblica udienza del

28/09/2011 dai Consigliere Dott. VINCENZO CORRENTI;

udito l’Avvocato SANTORO Elena, con delega depositata in udienza

dell’Avvocato TONETTI Massimo, difensore del resistente che si

riporta agli atti;

udito il P.M., in persona del Sostituto Procuratore Generale Dott.

PRATIS Pierfelice, che ha concluso per il rigetto dei ricorsi.

Fatto

SVOLGIMENTO DEL PROCESSO

Con citazione del 24 e 25 aprile 1999 Compel Elettronics spa conveniva davanti al Tribunale di Monza Dataprogress srl e L & G. Stucchi srl premettendo che nel mese di dicembre 1997 aveva commissionato alla Dataprogress un controsoffitto nella struttura industriale denominata (OMISSIS), crollato al suolo dopo pochi mesi con danni agli arredi e strumenti e sospensione dell’attività per circa tre settimane; che la Stucchi aveva installato l’impianto di condizionamento; chiedeva la condanna delle convenute in via solidale o alternativa al pagamento del danno in L. 193.140.570 oltre interessi e rivalutazione.

Dataprogress resisteva chiedendo riconvenzionalmente L. 26.220.000 oltre interessi per la nuova controsoffittatura, la Stucchi chiedeva il rigetto.

Previa autorizzazione del Giudice Dataprogress chiamava in causa Tecnofloor di T.R., indicata materiale esecutrice dell’opera, per essere manlevata e la Stucchi le Assicurazioni Generali, per essere tenuta indenne dalle domande attrici.

Le chiamate in causa resistevano.

Espletata ctu il tribunale, con sentenza 1718/01, condannava Dataprogress a pagare lire 188.624.593 alla Compel, dichiarava la Tecnoflor tenuta a manlevare Dataprogress, respingeva ogni ulteriore domanda e regolava le spese.

La Corte di appello di Milano, con sentenza 3135/04, nella contumacia di Dataprogress, sull’appello della Tecnofloor, in parziale riforma dichiarava l’appellante tenuta a manlevare Dataprogress per la minor somma di Euro 23.882,06, regolava diversamente le spese, confermando nel resto la sentenza e dichiarando inammissibile la domanda dell’appellante di condanna della Compel alla restituzione delle somme percepite in esecuzione della prima sentenza.

La Corte territoriale, premesso che il primo giudice, sulla scorta della ctu. aveva rilevato che il crollo della controsoffittatura era stato determinato dallo sfilamento dei tasselli del soffitto del capannone perchè la esecutrice aveva utilizzato viti della lunghezza di mm 38 anzicchè della lunghezza minima di mm 45, come prescritto dal produttore, con la conseguenza che la mancata fuoriuscita delle punte non aveva prodotto l’espansione ampia e uniforme in tre direzione del corpo dei tasselli ed i perfetto ancoraggio, riteneva fondato il gravame solo circa l’ammontare del danno liquidato che riduceva.

Ricorre Tecnofloor di T.R. con due motivi, illustrati da memoria, resiste Compel Electronics spa proponendo ricorso incidentale.

Diritto

MOTIVI DELLA DECISIONE

Col primo motivo si lamenta omessa e insufficiente motivazione per mancata ed erronea valutazione di alcune risultanze processuali (Ctu), perchè Tecnofloor ha installato il controsoffitto utilizzando un sistema di ancoraggio capace di una portata di oltre 70 Kg per ciascun pendino a fronte di un carico variabile tra 1,53 e 2,63 K.g., mentre Compel del tutto improvvisamente ha inviato sul controsoffitto un proprio dipendente, provocando il disancoramento, circostanza considerata dalla corte di appello rilevante ma non provata.

Col secondo motivo si denunzia violazione di norme di diritto.

Tecnofloor aveva chiesto che venisse riconosciuto l’importo relativo alla fornitura del nuovo controsoffitto, richiesta per la quale la corte di appello ha ritenuto unica legittimata la Dataprogress, omettendo di considerare che Tecnofloor è titolare di tutti i diritti verso Compel e, quanto meno, “non può essere evitata la censura a mente dell’art. 2041 c.c.”.

Col ricorso incidentale si lamentano vizi di motivazione e violazione delle norme in tema di risarcimento del danno in relazione agli artt. 1223, 1667 e 2043 c.c., in ordine al mancato riconoscimento di alcune voci di danno e, conseguentemente anche in ordine alla ripartizione delle spese.

Le censure, come proposte, non meritano accoglimento.

Rispetto alla motivazione della sentenza che ha fatto riferimento ampiamente, alle pagine otto, nove, dieci ed undici, alle risultanze della ctu circa l’impiego di viti di lunghezza inferiore a quelle prescritte dal produttore come causa determinante del crollo, la ricorrente principale oppone, col primo motivo, la mancata valutazione della ctu senza indicare di aver proposto rilievi nel senso oggi tardivamente prospettato nel tentativo di un riesame del merito non consentito in ordine ad aspetti sui quali l’elaborato peritale e la sentenza si sono già pronunziati.

Del resto la pacifica ammissione che la circostanza dedotta sia stata considerata rilevante ma non provata, senza alcuna indicazione circa le allegazioni a suo tempo fornite, rende del tutto improponibile ogni ulteriore argomentazione, essendo rimasto lo schok da sovraccarico una mera ipotesi.

Il secondo motivo è genericamente formulato con affermazioni apodittiche che non sfuggono al rilievo che il rapporto processuale che si instaura tra il convenuto ed il chiamato in causa non si estende all’attore per cui, avendo Tecnofloor proposto appello ad una statuizione che la condannava a manlevare Dataprogres, giustamente è stato ritenuta inammissibile la domanda dell’appellante di condanna della Compel, stante l’accoglimento parziale dell’appello relativamente a rapporto Tecnolloor Dataprogress.

La Corte di appello ha rilevato, a pagina diciassette, che l’appellante, nelle difese finali, aveva sostenuto una asserita cessione di credito a suo favore da parte della Dataprogress, introducendo una domanda fondata su fatti costitutivi nuovi e, quindi, inammissibile.

Del pari inammissibile, per la novità, è la censura in questa sede ex art. 2041 c.c..

Per gli stessi motivi relativi alla circostanza che il rapporto processuale che si instaura tra convenuto e chiamato in causa non si estende all’attore e per carenza di interesse non merita accoglimento il ricorso incidentale, che, peraltro, si limita ad elencare le voci oggetto del parziale accoglimento dell’appello, in contrasto con la prima decisione.

L’esito della lite giustifica la compensazione delle spese.

P.Q.M.

La Corte, riuniti i ricorsi, li rigetta e compensa le spese.

Così deciso in Roma, il 27 settembre 2011.

Depositato in Cancelleria il 31 ottobre 2011

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