Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 22626 del 31/10/2011

Cassazione civile sez. I, 31/10/2011, (ud. 06/07/2011, dep. 31/10/2011), n.22626

LA CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE

SEZIONE PRIMA CIVILE

Composta dagli Ill.mi Sigg.ri Magistrati:

Dott. CARNEVALE Corrado – Presidente –

Dott. FORTE Fabrizio – rel. Consigliere –

Dott. MACIOCE Luigi – Consigliere –

Dott. DOGLIOTTI Massimo – Consigliere –

Dott. GIANCOLA Maria Cristina – Consigliere –

ha pronunciato la seguente:

sentenza

sul ricorso 7523/2009 proposto da:

M.A. (c.f. (OMISSIS)), elettivamente

domiciliata in ROMA, PIAZZA AUGUSTO IMPERATORE 3, presso l’avvocato

GIOVANNI TOGNON, rappresentata e difesa dall’avvocato FIORILLO

Ernesto, giusta procura in calce al ricorso;

– ricorrente –

contro

MINISTERO DELLA GIUSTIZIA, in persona del Ministro pro tempore,

domiciliato in ROMA, VIA DEI PORTOGHESI 12, presso l’AVVOCATURA

GENERALE DELLO STATO, che lo rappresenta e difende ope legis;

– controricorrente –

sul ricorso 7525/2009 proposto da:

P.S.E. (c.f. (OMISSIS)) elettivamente

domiciliato in ROMA, PIAZZA AUGUSTO IMPERATORE 3, presso l’avvocato

GIOVANNI TOGNON, rappresentato e difeso dall’avvocato FIORILLO

ERNESTO, giusta procura in calce al ricorso;

– ricorrente –

contro

MINISTERO DELLA GIUSTIZIA, in persona del Ministro pro tempore,

domiciliato in ROMA, VIA DEI PORTOGHESI 12, presso l’AVVOCATURA

GENERALE DELLO STATO, che lo rappresenta e difende ope legis;

– controricorrente –

sul ricorso 7709/2009 proposto da:

M.M. (c.f. (OMISSIS)), elettivamente domiciliata

in ROMA, PIAZZA AUGUSTO IMPERATORE 3, presso l’avvocato GIOVANNI

TOGNON, rappresentata e difesa dall’avvocato FIORILLO ERNESTO, giusta

procura in calce al ricorso;

– ricorrente –

contro

MINISTERO DELLA GIUSTIZIA, in persona del Ministro pro tempore,

domiciliato in ROMA, VIA DEI PORTOGHESI 12, presso l’AVVOCATURA

GENERALE DELLO STATO, che lo rappresenta e difende ope legis;

– controricorrente –

sul ricorso 7711/2009 proposto da:

MO.MA. (c.f. (OMISSIS)), elettivamente

domiciliata in ROMA, PIAZZA AUGUSTO IMPERATORE 3, presso l’avvocato

GIOVANNI TOGNON, rappresentata e difesa dall’avvocato FIORILLO

ERNESTO, giusta procura in calce al ricorso;

– ricorrente –

contro

MINISTERO DELLA GIUSTIZIA, in persona del Ministro pro tempore,

domiciliato in ROMA, VIA DEI PORTOGHESI 12, presso l’AVVOCATURA

GENERALE DELLO STATO, che lo rappresenta e difende ope legis;

– controricorrente –

sul ricorso 7713/2009 proposto da:

P.S. (c.f. (OMISSIS)), elettivamente

domiciliata in ROMA, PIAZZA AUGUSTO IMPERATORE 3, presso l’avvocato

GIOVANNI TOGNON, rappresentata e difesa dall’avvocato FIORILLO

ERNESTO, giusta procura in calce al ricorso;

– ricorrente –

contro

MINISTERO DELLA GIUSTIZIA, in persona del Ministro pro tempore,

domiciliato in ROMA, VIA DEI PORTOGHESI 12, presso l’AVVOCATURA

GENERALE DELLO STATO, che lo rappresenta e difende ope legis;

– controricorrente –

sul ricorso 7801/2009 proposto da:

M.J. (c.f. (OMISSIS)), elettivamente

domiciliata in ROMA, PIAZZA AUGUSTO IMPERATORE 3, presso l’avvocato

GIOVANNI TOGNON, rappresentata e difesa dall’avvocato FIORILLO

ERNESTO, giusta procura in calce al ricorso;

– ricorrente –

contro

MINISTERO DELLA GIUSTIZIA, in persona del Ministro pro tempore,

domiciliato in ROMA, VIA DEI PORTOGHESI 12, presso l’AVVOCATURA

GENERALE DELLO STATO, che lo rappresenta e difende ope legis;

– controricorrente –

avverso i decreti della CORTE D’APPELLO di REGGIO CALABRIA,

depositati il 24/01/2009 e il 28/01/2009, n. 55/08 D.R.R.;

udita la relazione della causa svolta nella pubblica udienza del

06/07/2011 dal Consigliere Dott. MASSIMO DOGLIOTTI;

udito il P.M., in persona del Sostituto Procuratore Generale Dott.

CESQUI Elisabetta, che ha concluso per l’inammissibilità dei

ricorsi.

Fatto

SVOLGIMENTO DEL PROCESSO

Con ricorsi ritualmente depositati, M.J., MO.MA., M.M., P.S.E., P.S., M.A., impugnavano decreti emessi in varia data dalla Corte d’Appello di Reggio Calabria, che aveva condannato il Ministero della Giustizia, al pagamento di somme in loro favore, quale equa riparazione del danno morale per irragionevole durata di procedimento, in punto durata del procedimento, determinazione del quantum, danni patrimoniali.

Si è costituito il Ministero della Giustizia.

Il Collegio dispone redigersi la sentenza con motivazione semplificata.

Diritto

MOTIVI DELLA DECISIONE

Va precisato che questa Corte si è pronunciata sulla possibilità di riunire procedimenti per ragioni di connessione anche nel giudizio di legittimità (sul punto, Cass. n. 12252 del 2007). E nella specie, con riferimento ai procedimenti n. 7801/09, 7713/09, 7711/09, 7525/09, 7523/09, 7709/09, sussistono sicuramente ragioni di connessione, in quanto nel procedimento presupposto erano parti tutti gli odierni ricorrenti.

Vanno pertanto riuniti i ricorsi.

Va precisato che, per giurisprudenza consolidata, e secondo il chiaro disposto della L. n. 89 del 2001, art. 2, ai fini dell’equa riparazione deve tenersi conto del solo periodo di tempo in cui la durata del giudizio ha ecceduto il termine ragionevole (tra le altre, Cass. n. 10415 del 2009).

Il Giudice a quo ha correttamente considerato, il periodo di ragionevole durata del procedimento, quello eccedente, e ha determinato il danno morale in conformità ai parametri CEDU e alla giurisprudenza di questa Corte (Euro 8.500,00 per ciascuno;

procedimento presupposto: 1^ grado: giugno 1993 luglio 2001; 2^ grado febbraio 2002 – pendente alla data del deposito del ricorso: dicembre 2006; durata ragionevole: 5 anni).

Quanto alla richiesta di danni patrimoniali, il relativo quesito, ai sensi dell’art. 366 bis c.p.c., abrogato, ma ancora operante per i rapporti pregressi, appare inadeguato, essendo del tutto generico, e senza riferimento alcuno alla fattispecie concreta. Il motivo va pertanto dichiarato inammissibile.

Vanno conclusivamente rigettati i ricorsi.

Il tenore della decisione richiede che le spese del presente giudizio siano poste a carico dei ricorrenti.

P.Q.M.

La Corte riunisce i ricorsi e li rigetta; condanna i ricorrenti in solido al pagamento delle spese processuali che liquida in Euro 3.000,00 per onorari oltre le spese prenotate a debito.

Così deciso in Roma, il 6 luglio 2011.

Depositato in Cancelleria il 31 ottobre 2011

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