Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 22620 del 10/08/2021

Cassazione civile sez. I, 10/08/2021, (ud. 23/03/2021, dep. 10/08/2021), n.22620

LA CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE

SEZIONE PRIMA CIVILE

Composta dagli Ill.mi Sigg.ri Magistrati:

Dott. DE CHIARA Carlo – Presidente –

Dott. MELONI Marina – Consigliere –

Dott. VANNUCCI Marco – Consigliere –

Dott. CAIAZZO Rosario – rel. Consigliere –

Dott. CARADONNA Lunella – Consigliere –

ha pronunciato la seguente:

ORDINANZA

sul ricorso n. 17598/2020 proposto da:

B.M., elettivamente domiciliato in Roma Via Panama 86

presso lo studio dell’avvocato Melucco Andrea, rappresentato e

difeso dall’avvocato Raimondi Sonia, con procura speciale in calce

al ricorso;

– ricorrente –

Contro

Ministero dell’Interno, in persona del Ministro p.t., elett.te domic.

presso l’Avvocatura Generale dello Stato che lo rappres. e difende;

– intimato –

avverso la sentenza n. 2966/2019 della CORTE D’APPELLO di ROMA,

depositata il 22/10/2019;

udita la relazione della causa svolta nella camera di consiglio del

23/03/2021 dal Cons., Dott. CAIAZZO ROSARIO.

 

Fatto

RILEVATO

CHE:

Con ordinanza del 29.5.19 il Tribunale di Bologna rigettò il ricorso proposto da B.M., cittadino (OMISSIS), avverso il provvedimento della Commissione territoriale che aveva negato la protezione internazionale ed umanitaria, ritenendo non veritiero il racconto del ricorrente. L’appello proposto dal M. è stato respinto dalla Corte territoriale con sentenza emessa il 22.10.19, osservando che: il Tribunale aveva rettamente ritenuto non credibile il ricorrente, il quale aveva reso dichiarazioni vaghe, non coerenti e non plausibili, circa i “fastidi” che avrebbe subito dalla moglie e dal figlio del padre e dai fratelli della prima, e contraddittorie tra le varie versioni del racconto, innanzi alla Commissione e al Tribunale; tale inattendibilità esimeva dall’onere di cooperazione istruttoria; non era riconoscibile la protezione umanitaria in quanto, data la non credibilità dell’istante, non sarebbe stata possibile alcuna comparazione tra l’attuale situazione in cui versa il ricorrente e quella in cui si ritroverebbe in caso di rimpatrio.

B.M. ricorre in cassazione con quattro motivi, illustrati con memoria.

Il Ministero si è costituito al solo fine di partecipare all’eventuale udienza di discussione.

Diritto

RITENUTO

CHE:

Il primo motivo deduce la nullità della sentenza impugnata per violazione dell’art. 132 c.p.c. per aver la Corte territoriale adottato una motivazione apparente sul capo riguardante il giudizio di inattendibilità del ricorrente, in riferimento alla protezione sussidiaria ed umanitaria, anche considerando l’omessa acquisizione da parte del giudice di informazioni relative alla situazione del (OMISSIS) che esporrebbero l’istante a pericolo in caso di rimpatrio.

Il secondo motivo denunzia violazione del D.Lgs. n. 150 del 2011, art. 19 e art. 702 quater c.p.c., per non aver la Corte territoriale valutato e motivato in ordine alla documentazione prodotta, nonché violazione del D.Lgs. n. 251, art. 7 per aver la Corte d’appello omesso di svolgere un’indagine sull’esistenza dei presupposti della protezione umanitaria. Al riguardo, il ricorrente si duole del mancato utilizzo, ai fini della protezione umanitaria, dei documenti afferenti al rapporto di lavoro prodotti nel corso del giudizio d’appello, e di quelli relativi a esami medici dai quali poter desumere che il ricorrente fosse affetto da gravi disagi psicologici, rilevando che erano documenti prodotti dopo la sentenza di primo grado.

Il terzo motivo denunzia violazione del D.Lgs. 25 luglio 1998, n. 286, art. 5, comma 6, D.Lgs. 25 gennaio 2008, n. 25, art. 32, comma 3, art. 2 Cost., art. 8 Cedu, nonché omessa motivazione su un punto decisivo, non avendo la Corte territoriale esaminato, ai fini della protezione umanitaria, i documenti in atti attestanti la vulnerabilità e il percorso d’inserimento sociale del ricorrente in Italia, attraverso l’attività lavorativa, senza effettuare la comparazione tra la condizione attuale dell’istante con quella in cui verserebbe in caso di rimpatrio.

Il quarto motivo denunzia violazione del D.Lgs. n. 251, art. 3 avendo il giudice d’appello – come anche il Tribunale – omesso di svolgere un’adeguata attività di cooperazione istruttoria, attraverso l’esame dei documenti prodotti in appello, limitandosi a verificare le contraddizioni in cui sarebbe incorso il ricorrente, senza però porre tutte le domande utili a chiarire le eventuali lacune emerse dalle dichiarazioni del ricorrente.

Il ricorso è inammissibile.

Il primo motivo è inammissibile, avendo la Corte d’appello adeguatamente motivato sull’inattendibilità delle dichiarazioni rese dal ricorrente, con argomentazioni incensurabili in questa sede.

Il secondo e terzo motivo, esaminabili congiuntamente poiché tra loro connessi, sono inammissibili. Le censure sono basate sull’omesso esame di documenti prodotti nel corso del giudizio di appello, ma non viene indicato con sufficiente specificità, nel ricorso, il contenuto di tali documenti, dei quali pertanto questa Corte non è in grado di valutare la decisività.

Il quarto motivo è parimenti inammissibile poiché diretto al riesame del merito della causa, avendo la Corte territoriale esaminato approfonditamente le dichiarazioni rese dal ricorrente, sia innanzi alla Commissione territoriale, sia innanzi al Tribunale.

Nulla per le spese, considerando che il Ministero non ha depositato il controricorso.

P.Q.M.

La Corte dichiara inammissibile il ricorso.

Ai sensi del D.P.R. n. 115 del 2002, art. 13, comma 1 quater, dà atto della sussistenza dei presupposti per il versamento, da parte del ricorrente, dell’ulteriore importo a titolo di contributo unificato pari a quello dovuto per il ricorso principale, a norma dello stesso art. 13, comma 1 bis ove dovuto.

Così deciso in Roma, nella camera di consiglio, il 23 marzo 2021.

Depositato in Cancelleria il 10 agosto 2021

 

 

Sostieni LaLeggepertutti.it

La pandemia ha colpito duramente anche il settore giornalistico. La pubblicità, di cui si nutre l’informazione online, è in forte calo, con perdite di oltre il 70%. Ma, a differenza degli altri comparti, i giornali online non ricevuto alcun sostegno da parte dello Stato. Per salvare l'informazione libera e gratuita, ti chiediamo un sostegno, una piccola donazione che ci consenta di mantenere in vita il nostro giornale. Questo ci permetterà di esistere anche dopo la pandemia, per offrirti un servizio sempre aggiornato e professionale. Diventa sostenitore clicca qui

LEGGI ANCHE


NEWSLETTER

Iscriviti per rimanere sempre informato e aggiornato.

CERCA CODICI ANNOTATI

CERCA SENTENZA