Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 22618 del 10/08/2021

Cassazione civile sez. I, 10/08/2021, (ud. 07/07/2020, dep. 10/08/2021), n.22618

LA CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE

SEZIONE PRIMA CIVILE

Composta dagli Ill.mi Sigg.ri Magistrati:

Dott. DE CHIARA Carlo – Presidente –

Dott. VANNUCCI Marco – rel. Consigliere –

Dott. DI MARZIO Fabrizio – Consigliere –

Dott. CAIAZZO Rosario – Consigliere –

Dott. FALABELLA Massimo – Consigliere –

ha pronunciato la seguente:

ORDINANZA

sul ricorso n. 7070/2019 proposto da:

Y.P., elettivamente domiciliato in Roma, Piazza Cavour, presso

la cancelleria civile della Corte di cassazione, rappresentato e

difeso dall’avvocato Andrea Maestri, per procura speciale alla lite

estesa in calce al ricorso;

– ricorrente –

contro

MINISTERO DELL’INTERNO, in persona del Ministro pro tempore;

– intimato –

avverso la sentenza n. 3066/2018 della Corte di appello di Bologna,

depositata 1111 dicembre 2018;

udita la relazione della causa svolta nella camera di consiglio del 7

luglio 2020 dal relatore Dott. Marco Vannucci.

 

Fatto

OSSERVATO IN FATTO

che con ordinanza emessa il 25 ottobre 2016 a definizione di processo svoltosi nelle forme del rito sommario di cognizione, il Tribunale di Bologna, in parziale accoglimento delle domande proposte da Y.P. (di nazionalità (OMISSIS)), accertò il diritto di tale persona fisica al rilascio di permesso di soggiorno per motivi umanitari;

che, adita dal Ministero dell’Interno, la Corte di appello di Bologna, in riforma dell’ordinanza impugnata rigettò anche la domanda di protezione umanitaria;

che per la cassazione di tale sentenza Y. ha proposto ricorso affidato a tre motivi;

che l’intimato Ministero dell’Interno non ha svolto attività difensiva, essendosi costituito al solo scopo di poter essere ammesso a partecipare all’eventuale discussione della causa.

Diritto

CONSIDERATO IN DIRITTO

che, secondo l’indicazione dello stesso ricorrente, la sentenza impugnata è stata pubblicata il 11 dicembre 2018 e, “notificata a mezzo pec il medesimo giorno”;

che il ricorso per la cassazione di tale sentenza è stato notificato a mezzo posta elettronica certificata solo il 27 febbraio 2019, oltre il termine, breve, di sessanta giorni previsto dall’art. 325 c.p.c., comma 2;

che tale impugnazione è dunque inammissibile in ragione della sua tardività;

che non sussiste obbligo di pronuncia sulle spese relative al giudizio di legittimità, non avendo la parte intimata svolto difese.

PQM

La Corte dichiara inammissibile il ricorso.

Dà atto che sussistono i presupposti previsti dal D.P.R. n. 115 del 2002, art. 13, comma 1 quater, inserito dalla L. n. 228 del 2012, art. 1, comma 17, per il versamento da parte del ricorrente, se dovuto, di un ulteriore importo a titolo di contributo unificato pari a quello previsto per l’impugnazione.

Così deciso in Roma, nella camera di consiglio della Sezione Prima Civile, il 7 luglio 2020.

Depositato in Cancelleria il 10 agosto 2021

 

 

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