Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 22612 del 31/10/2011

Cassazione civile sez. I, 31/10/2011, (ud. 05/07/2011, dep. 31/10/2011), n.22612

LA CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE

SEZIONE PRIMA CIVILE

Composta dagli Ill.mi Sigg.ri Magistrati:

Dott. LUCCIOLI Maria Grazia – Presidente –

Dott. FIORETTI Francesco Maria – Consigliere –

Dott. FELICETTI Francesco – rel. Consigliere –

Dott. CULTRERA Maria Rosaria – Consigliere –

Dott. GIANCOLA Maria Cristina – Consigliere –

ha pronunciato la seguente:

sentenza

sul ricorso 13718-2009 proposto da:

B.A. (c.f. (OMISSIS)), + ALTRI OMESSI

nella qualità di eredi di T.T.

L., elettivamente domiciliati in ROMA VIA QUINTILIO VARO 133,

presso l’avvocato GIULIANI ANGELO, che li rappresenta e difende,

giusta procure in calce al ricorso;

– ricorrenti –

contro

PRESIDENZA DEL CONSIGLIO DEI MINISTRI;

– intimata –

avverso il decreto della CORTE D’APPELLO di ROMA depositato il

15/04/2008, da n. 54775/06 al n. 54787/06 R.G.;

udita la relazione della causa svolta nella pubblica udienza del

05/07/2011 dal Consigliere Dott. FRANCESCO FELICETTI;

udito il P.M., in persona del Sostituto Procuratore Generale Dott.

FUCCI Costantino che ha concluso per l’accoglimento del ricorso per

quanto di ragione.

Fatto

SVOLGIMENTO DEL PROCESSO

1. I sigg. B.A., + ALTRI OMESSI (ed altri cinque attori) con separati ricorsi avevano adito la Corte d’appello di Roma chiedendo la condanna della Presidenza del Consiglio dei Ministri al pagamento dell’indennizzo previsto dalla L. n. 89 del 2001 in relazione a un giudizio promosso dinanzi al TAR del Lazio avente ad oggetto alcuni aumenti stipendiali. La Corte d’appello, riuniti i giudizi in quanto attinenti allo stesso procedimento presupposto, con decreto depositato il 15 aprile 2008, liquidava a ciascun attore la somma di Euro 4.000,00 oltre interessi legali dalla data del decreto.

Liquidava le spese complessivamente nella misura di Euro 1.750,00 di cui Euro 1.000,00 per onorari ed Euro 700,00 per diritti, con distrazione in favore dell’avv. Angelo Giuliani. I sigg. B. A., + ALTRI OMESSI hanno proposto ricorso a questa Corte avverso il decreto con atto notificato il 29 maggio 2009 alla Presidenza del Consiglio dei Ministri formulando due motivi. La parte intimata non ha depositato difese.

Il collegio dispone che si faccia luogo a motivazione semplificata.

Diritto

MOTIVI DELLA DECISIONE

1. Con il primo motivo si denuncia la violazione della L. n. 89 del 2001, art. 2 e dell’art. 1173 cod. civ. per non essere stati gl’interessi sulla somma attribuita liquidati dalla domanda, ma dalla data del decreto, stante la natura indennitaria e non meramente compensativa dell’equa riparazione.

Con il secondo motivo si denuncia la violazione degli artt. 90 e 91 c.p.c., artt. 4, 5 e 6 della tariffa professionale, per essere stati gli onorari e i diritti liquidati in (misura inferiore a quella di legge tenuto conto che i ricorsi erano stati riuniti solo all’udienza camerale, cosicchè gli onorari e i diritti, sino alla riunione, andavano liquidati separatamente per ciascun ricorso.

Entrambi i motivi sono accompagnati dai prescritti quesiti.

2. Il primo motivo va accolto in relazione alla costante giurisprudenza di questa Corte secondo la quale, in materia di equa riparazione per l’eccessiva durata del processo, gl’interessi vanno liquidati dalla domanda (ex multis Cass. 11 aprile 2005, n. 7389; 27 gennaio 2004, n. 1405; 17 febbraio 2003, n. 2382).

L’accoglimento del primo motivo comporta l’assorbimento del secondo, riguardante le spese. Il decreto impugnato va pertanto cassato in relazione alla decorrenza degli interessi ed alle spese relativamente ai ricorrenti B.A., + ALTRI OMESSI .

Sussistono le condizioni per la decisione della causa nel merito, attribuendo ai su detti ricorrenti gl’interessi sulla somma liquidata dalla domanda, oltre alle spese dei due gradi di giudizio.

Dovendo il decreto impugnato essere cassato in relazione al primo motivo limitatamente ai su detti ricorrenti ed essendo state le spese liquidate nel decreto impugnato unitariamente “pro quota” in favore dei sette ricorrenti in proprio e dei due ricorrenti eredi di T.T.L., e di altre cinque parti, la cassazione travolge anche per otto tredicesimi detta liquidazione, che deve rifarsi in questa sede.

Quanto alle spese del giudizio di merito e di questo giudizio di cassazione, che si liquidano come in dispositivo con distrazione in favore dell’avv. Angelo Giuliani, va osservato quanto segue.

Secondo quanto risulta dal ricorso, dopo un giudizio presupposto unitario, le parti hanno proposto ciascuna, con il medesimo difensore, separato giudizio dinanzi alla Corte d’appello per ottenere l’indennizzo ex lege n. 89 del 2001. Tale condotta dei ricorrenti, che dopo aver agito unitariamente nel processo presupposto, in tal modo dimostrando la carenza di interesse alla diversificazione delle rispettive posizioni, hanno proposto pressochè contemporaneamente distinti ricorsi per equa riparazione, con identico patrocinio legale, dando luogo a cause destinate alla riunione in quanto connesse per l’oggetto ed il titolo, si configura come abuso del processo (Cass. 3 maggio 2010, n. 10634) contrastando con l’inderogabile dovere di solidarietà, che impedisce di far gravare sullo Stato debitore il danno derivante dall’aumento degli oneri processuali, e con il principio costituzionale della ragionevole durata del processo, avuto riguardo all’allungamento dei tempi processuali derivante dalla proliferazione non necessaria dei procedimenti. Tale abuso, imponendo l’eliminazione per quanto possibile degli effetti distorsivi che ne derivano, comporta la valutazione dell’onere delle spese della fase di merito come se il procedimento fosse stato unico fin dall’origine e cioè con la liquidazione di un onorario unico per tutte le parti.

In relazione alle particolarità della fattispecie si ravvisano giusti motivi per compensare per metà le spese del giudizio di cassazione.

P.Q.M.

LA CORTE DI CASSAZIONE Accoglie il ricorso, cassa il decreto impugnato in relazione alla decorrenza degl’interessi e per otto tredicesimi con riferimento alle spese in esso liquidate. Decidendo nel merito, condanna la Presidenza del Consiglio dei Ministri al pagamento dalla data della domanda giudiziale, in favore di B.A., + ALTRI OMESSI degl’interessi legali sulla somma di Euro 4.000,00 liquidata dalla Corte d’appello, nonchè a C.R. e T.N. in qualità di eredi del sig. T.T. L. complessivamente sulla somma di Euro 4.000,00. Condanna la Presidenza del Consiglio dei Ministri al pagamento delle spese del giudizio di merito nella misura complessiva di Euro 825,00 per onorari, 810,00 per diritti, 50,00 per spese vive, oltre spese generali e accessori come per legge, nonchè di metà delle spese del giudizio di cassazione, che liquida nella misura così già ridotta in Euro 650,00, di cui Euro 50,00 per spese vive, oltre spese generali e accessori come per legge. Spese tutte distratte in favore dell’avv. Angelo Giuliani.

Così deciso in Roma, nella Camera di consiglio della prima sezione civile, il 5 luglio 2011.

Depositato in Cancelleria il 31 ottobre 2011

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