Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 22598 del 27/09/2017


Clicca qui per richiedere la rimozione dei dati personali dalla sentenza

Cassazione civile, sez. I, 27/09/2017, (ud. 21/06/2017, dep.27/09/2017),  n. 22598

LA CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE

SEZIONE PRIMA CIVILE

Composta dagli Ill.mi Sigg.ri Magistrati:

Dott. ANIELLO Roberto – Presidente –

Dott. DI VIRGILIO Rosa Maria – Consigliere –

Dott. SCALDAFERRI Andrea – rel. Consigliere –

Dott. TERRUSI Francesco – Consigliere –

Dott. DOLMETTA Aldo Angelo – Consigliere –

ha pronunciato la seguente:

SENTENZA

sul ricorso 29986/2011 proposto da:

Banca Popolare di Ancona S.p.a., in persona del legale rappresentante

pro tempore, elettivamente domiciliata in Roma, Via Donatello n. 23,

presso lo studio dell’avvocato Villa Piergiorgio, rappresentata e

difesa dall’avvocato Bertola Massimo giusta procura in calce al

ricorso;

contro

Fallimento di P.L., nonchè della Fros S.a.s. di

O.F., già (OMISSIS) S.a.s. Cucine Componibili di

R.A. e già (OMISSIS) S.p.a. Cucine Componibili, in persona del

curatore fallimentare Dott.ssa Ro.Pa., domiciliato in Roma,

Piazza Cavour, presso la Cancelleria Civile della Corte di

Cassazione, rappresentato e difeso dall’avvocato Strinati Carlo,

giusta procura a margine del controricorso;

– controricorrente –

avverso il provvedimento del TRIBUNALE di MACERATA, depositato il

18/11/2011;

udita la relazione della causa svolta nella pubblica udienza dei

21/06/2017 dal cons. SCALDAFERRI ANDREA;

udito il P.M., in persona del Sostituto Procuratore Generale CAPASSO

LUCIO che ha concluso per il rigetto del ricorso;

udito, per la ricorrente, l’Avvocato Travarelli Ettore, per delega

orale dell’avv. Bertola, che ha chiesto l’accoglimento del ricorso;

udito, per il controricorrente, l’Avvocato Strinati Carlo che ha

chiesto il rigetto del ricorso.

Fatto

FATTI DI CAUSA

La Banca Popolare di Ancona s.p.a. proponeva opposizione allo stato passivo del Fallimento di P.L. (fallimento dichiarato il 3.5.2010 in estensione del fallimento della FROS s.a.s, già (OMISSIS) s.a.), nel quale era stato escluso il credito insinuato in via ipotecaria dalla Banca per Euro 1.544.680,91 in virtù di contratto di mutuo erogato il 14.4.2008 in favore di tale R.V., con l’intervento del P. quale terzo datore di ipoteca e promittente venditore in favore del V. degli immobili sui quali era stata iscritta ipoteca.

Si costituiva in giudizio la Curatela, deducendo, da un lato, la simulazione assoluta del contratto preliminare di compravendita in favore del V., ed insistendo, d’altro lato, nella nullità del mutuo per mancanza di causa e nella revocabilità dell’atto di concessione di ipoteca, limitatamente alla parte (Euro 688.000) della somma pervenuta, attraverso il V., al P. – effettivo destinatario del mutuo – e da questi versata sul conto corrente intrattenuto presso la stessa Banca Popolare di Ancona dalla (OMISSIS) s.p.a. (poi s.a.s.), che aveva esposizioni per milioni di euro sì da versare ormai chiaramente in stato di decozione. Non si opponeva la Curatela alla ammissione (con riserva) del credito limitatamente alla residua somma di Euro 785.624,71 corrispondente all’importo (gravato di accessori) parimenti pervenuto attraverso il V. al P. ma da questi utilizzato per estinguere altro debito ipotecario gravante su altra società (Ruter) nei confronti del Monte dei Paschi di Siena, ugualmente garantito personalmente dal P..

Il Tribunale di Macerata, in riforma del decreto opposto, ha ammesso, con riserva e in via ipotecaria, il solo credito di Euro 785.624,71; e rigettato l’opposizione quanto alla somma di Euro 688.000, stante la ritenuta “nullità ed inefficacia del contratto di mutuo”. Il tribunale, individuato – anche sulla base della testimonianza del V.- nel P. il reale destinatario ab origine della somma erogata dalla Banca (l’intervento del V. risultando meramente apparente, sulla base di un contratto preliminare di vendita in suo favore assolutamente simulato), ha affermato la mancanza di causa del mutuo e la gratuità dello stesso, con conseguente inefficacia – L.Fall., ex art. 66, e art. 2901 c.c., dell’atto di costituzione di ipoteca, in relazione a quella parte della somma mutuata utilizzata dal P. per un versamento sul conto corrente intrattenuto presso la stessa Banca dalla (OMISSIS) (società della quale era socio di maggioranza e amministratore), “che in effetti non era mai davvero uscita dalle casse della Banca, in ragione dei passaggi dapprima illustrati” essendo sin dall’inizio destinata a ridurre l’esposizione della società stessa verso la Banca ed a trasformare nei fatti un credito chirografario in ipotecario.

Avverso tale decreto la s.p.a. Banca Popolare di Ancona ha proposto ricorso a questa Corte, formulando quattro motivi, cui resiste con controricorso la Curatela del Fallimento di P.L..

Diritto

RAGIONI DELLA DECISIONE

1. Il primo motivo lamenta, sotto il profilo del vizio di motivazione, che il tribunale, ritenuta la simulazione assoluta del contratto preliminare di compravendita P. – V. e la interposizione fittizia di quest’ultimo nel contratto di mutuo fondiario, sia poi pervenuto a conclusioni indimostrate. Si sostiene che, anche ad. ammettere che l’intera operazione consisteva in effetti in un finanziamento ipotecario in favore del P., da ciò non possa trarsi che la somma versata da quest’ultimo sul conto corrente della (OMISSIS) poi fallita (della quale P. era fideiussore) non sarebbe mai uscita dalle casse della banca (invece le somme mutuate erano state erogate concretamente, ed erano entrate nella disponibilità dell’effettivo mutuatario P., per il tramite del V.), nè che tale versamento costituisse pagamento di un credito esigibile della banca stessa, dal momento che la (OMISSIS) – come eccepito da essa ricorrente e non considerato dal tribunale – era, alla data del contratto di mutuo, titolare di conti regolarmente affidati e non scoperti, anche se in passivo.

2. Analoghe considerazioni vengono svolte nel secondo e nel terzo motivo con cui -rispettivamente- si censura, sotto il profilo del vizio di motivazione, la ritenuta mancanza di causa dei contratto di mutuo anzidetto, per la parte riguardante le somme versate dal P. alla Banca per ridurre l’esposizione della (OMISSIS), e la ritenuta gratuità negli stessi limiti dell’atto di dazione di ipoteca. Si sostiene che dalla testimonianza del V. -sulla quale il tribunale sembrerebbe aver basato le sue oltremodo sintetiche valutazioni- emerge non solo la estraneità del medesimo alla operazione ma anche come il contratto di mutuo sia stato realmente esistente tra le parti effettive ( P. e Banca) ed abbia prodotto i suoi effetti, conformemente alla causa prevista: P., socio di (OMISSIS) (all’epoca s.p.a.), monetizza attraverso una operazione di finanziamento ipotecario il valore di alcuni suoi beni al fine di reperire provvista nuova e finanziare l’attività della società, di cui è il riferimento ed il reale soggetto economico.

3. Il quarto motivo infine denuncia la violazione dell’art. 2697 c.c. ed il vizio di motivazione per non avere il tribunale ritenuto decisiva l’omessa dimostrazione, da parte della Curatela, della preesistenza di debiti del P. e/o della (OMISSIS) nei confronti della BPA che con l’operazione in questione sarebbero stati trasformati da chirografari in ipotecari.

4. Tali doglianze, esaminabili congiuntamente stante la stretta connessione, sono fondate nei limiti delle considerazioni che seguono.

5. Premesso che nella specie è in discussione la revocabilità parziale dell’ipoteca iscritta, e non della rimessa eseguita dal P. sul conto corrente della (OMISSIS), il punto centrale è che il tribunale, nello statuire tale inefficacia parziale dell’ipoteca ritenendo la mancanza parziale della causa del mutuo fondiario sull’assunto che una parte della somma mutuata non sarebbe effettivamente uscita dalle casse della Banca, non risulta aver adeguatamente valutato l’incidenza, sulla verifica circa tale oggettiva causa di nullità del contratto, della circostanza pacifica (risultante dallo stesso provvedimento) che una parte consistente, pari a oltre la metà, della somma mutuata è stata utilizzata dall’effettivo mutuatario P. per estinguere altra passività gravante su altra società a lui riferibile (Ruter) verso altro Istituto (Monte dei Paschi di Siena).

La ricostruzione della fattispecie, in tal modo, si rivela del tutto sommaria e non adeguatamente giustificata, laddove l’indagine sulla sussistenza di una ragione economica del contratto deve essere condotta in modo accurato e specifico, tenendo conto di tutti gli elementi dell’accordo posto. in essere dalle parti, in una valutazione complessiva che in questo caso non risulta essere stata adeguatamente operata.

Tali considerazioni, peraltro, si riverberano anche sulla ritenuta gratuità dell’atto di costituzione di ipoteca atteso che tale natura gratuita, non risultando nel provvedimento in esame sorretta da specifica motivazione, ed essendo d’altra parte in contrasto con il puntuale disposto dell’art. 2901 c.c., comma 2, appare esser stata considerata quale mera conseguenza automatica della ritenuta mancanza di causa, non adeguatamente valutata come detto.

6. Si impone pertanto la cassazione del provvedimento impugnato, con rinvio della causa al Tribunale di Macerata in diversa composizione, che procederà ad un nuovo esame nel rispetto delle considerazioni qui esposte, regolando anche le spese di questo giudizio di legittimità.

PQM

 

La Corte accoglie il ricorso,, cassa il provvedimento impugnato e rinvia la causa al Tribunale di Macerata in diversa composizione, anche per le spese di questo giudizio di legittimità.

Così deciso in Roma, nella Camera di Consiglio della sezione prima civile della Corte Suprema di Cassazione, il 21 giugno 2017.

Depositato in Cancelleria il 27 settembre 2017

LEGGI ANCHE


NEWSLETTER

Iscriviti per rimanere sempre informato e aggiornato.

CERCA CODICI ANNOTATI

CERCA SENTENZA