Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 22560 del 27/09/2017


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Cassazione civile, sez. trib., 27/09/2017, (ud. 19/09/2017, dep.27/09/2017),  n. 22560

 

LA CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE

SEZIONE TRIBUTARIA

Composta dagli Ill.mi Sigg.ri Magistrati:

Dott. CHINDEMI Domenico – Presidente –

Dott. DE MASI Oronzo – Consigliere –

Dott. ZOSO Liana M. T. – rel. Consigliere –

Dott. STALLA Giacomo Maria – Consigliere –

Dott. CARBONE Enrico – Consigliere –

ha pronunciato la seguente:

ORDINANZA

sul ricorso 15548-2010 proposto da:

AGENZIA DELLE ENTRATE in persona del Direttore pro tempore,

elettivamente domiciliato in ROMA VIA DEI PORTOGHESI 12, presso

l’AVVOCATURA GENERALE DELLO STATO, che lo rappresenta e difende;

– ricorrente –

contro

EUROELECTRIC 2000 DI P.G. & C. SNC, elettivamente

domiciliato in ROMA VIA CELIMONTANA 38, presso lo studio

dell’avvocato PAOLO PANARITI, che lo rappresenta e difende;

– controricorrente –

e contro

P.G., M.M., PO.RO.;

– intimati –

avverso la sentenza n. 81/2009 della COMM.TRIB.REG. di ROMA,

depositata il 23/04/2009;

udita la relazione della causa svolta nella camera di consiglio del

19/09/2017 dal Consigliere Dott. LIANA MARIA TERESA ZOSO.

Fatto

ESPOSIZIONE DEI FATTI DI CAUSA

1. La società Euroelectric 2000 s.n.c. ed i soci P.G., M.M. e Po.Ro., in proprio e quali legali rappresentanti, impugnavano l’avviso di accertamento notificato dall’agenzia delle entrate relativamente all’anno d’imposta 1999 con cui era stata contestata l’indebita detrazione di costi derivanti dall’emissione di fatture da parte della società Elettroimpianti Srl ritenute inesistenti in quanto la società stessa non era titolare di partita Iva. La commissione tributaria provinciale di Viterbo accoglieva il ricorso con sentenza che era confermata dalla commissione tributaria regionale del Lazio sul rilievo che non spettava alla committente verificare la regolare posizione fiscale del proprio fornitore di servizi e che la prova che i lavori erano stati effettivamente eseguiti dalla società Elettroimpianti Srl per conto della Euroelectric 2000 s.n.c. derivava dal fatto che quest’ultima società aveva, a sua volta, emesso fatture nei confronti della propria committente per i lavori che risultavano tutti realizzati. Osservava, poi, la CTR che non era ammissibile nel caso di specie l’accertamento induttivo di cui al D.P.R. n. 600 del 1973, art. 39trattandosi di strumento eccezionale applicabile solo nei casi previsti dalla norma stessa.

2. Avverso la sentenza della CTR propone ricorso per cassazione l’agenzia delle entrate affidato a due motivi. Resistono con controricorso i contribuenti.

3. Con il primo motivo la ricorrente, formulando idoneo quesito di diritto, deduce violazione di legge, ai sensi dell’art. 360 c.p.c., comma 1, n. 3, in relazione al D.P.R. n. 600 del 1973, art. 39, comma 2 e art. 41. Sostiene che nell’anno d’imposta in L contestazione la società Euroelectric 2000 s.n.c. non aveva presentato la dichiarazione dei redditi, per il che l’ufficio aveva proceduto legittimamente all’accertamento ai sensi del D.P.R. n. 600 del 1973, art. 41 a norma del quale era possibile determinare il reddito sulla base dei dati e delle notizie comunque raccolti, con facoltà di avvalersi di presunzioni prive dei requisiti di cui all’art. 38, comma 3, D.P.R. citato e di prescindere dalle scritture contabili. Ed ha errato la CTR nel confermare l’annullamento dell’atto impositivo ritenendo che non sussistesse alcuna delle ipotesi di cui al D.P.R. n. 600 del 1973, art. 39, comma 2, quando, invece, avrebbe dovuto riscontrare la sussistenza dei presupposti dell’accertamento dell’ufficio disciplinato dall’art. 41, non avendo la società contribuente presentato la dichiarazione dei redditi nell’anno d’imposta in contestazione.

4. Con il secondo motivo deduce, formulando idoneo quesito di fatto, insufficiente motivazione su un fatto decisivo e controverso per il giudizio, ai sensi dell’art. 360 c.p.c., comma 1, n. 5. Sostiene che non poteva essere tratto alcun argomento di prova in ordine all’emissione delle fatture da parte della società Elettroimpianti Srl dal fatto che la società Euroelectric 2000 s.n.c. avesse a sua volta emesso fattura a carico del proprio committente relativamente alle opere asseritamente subappaltate a Elettroimpianti Srl, posto che non era stata documentata l’esistenza di un contratto nè di un pagamento effettuato a favore della Elettroimpianti Srl e posto che si doveva tener conto che tale ultima società era priva di partita Iva.

Diritto

ESPOSIZIONE DELLE RAGIONI DELLA DECISIONE

1. Osserva la Corte che il primo motivo di ricorso è fondato. Invero, nelle ipotesi di omessa presentazione della dichiarazione da parte del contribuente, la legge abilita l’Ufficio delle imposte a servirsi di qualsiasi elemento probatorio ai fini dell’accertamento del reddito e, quindi, a determinarlo anche con metodo induttivo ed anche utilizzando, in deroga alla regola generale, presunzioni semplici prive dei requisiti di cui al D.P.R. 29 settembre 1973, n. 600, art. 38, comma 3 sul presupposto dell’inferenza probatoria dei fatti costitutivi della pretesa tributaria ignoti da quelli noti, di tal che, a fronte della legittima prova presuntiva offerta dall’Ufficio, incombe sul contribuente l’onere di dedurre e provare i fatti impeditivi, modificativi o estintivi della predetta pretesa (cfr. Cass. n. 20708 del 03/10/2007). Nel caso che occupa non è contestato che la società Euroelectric 2000 s.n.c. non aveva presentato la dichiarazione dei redditi per l’anno in contestazione, per il che il ricorso all’accertamento induttivo era legittimo.

2. Parimenti fondato è il secondo motivo di ricorso poichè, avendo proceduto l’Ufficio con accertamento induttivo che risultava fondato sulle presunzioni derivanti dal fatto che la società Elettroimpianti Srl era priva di partita Iva e che non esisteva un contratto stipulato tra le due società nè vi era prova del pagamento delle opere asseritamente eseguite, la CTR ha dedotto la prova della veridicità delle fatture dal fatto che i lavori appaltati alla società Euroelectric 2000 s.n.c. erano stati eseguiti. Ciò facendo la CTR è incorsa in motivazione illogica poichè la circostanza che i lavori siano stati eseguiti e fatturati dalla società Euroelectric 2000 s.n.c. non può costituire fatto idoneo a provare, di per se solo, che le opere stesse siano state eseguite per suo conto dalla Elettroimpianti Srl.

3. Il ricorso va, dunque, accolto e l’impugnata decisione va cassata con rinvio alla Commissione Tributaria Regionale del Lazio in diversa composizione che, adeguandosi ai principi esposti, procederà alle necessarie verifiche e deciderà nel merito oltre che sulle spese di questo giudizio di legittimità.

PQM

 

La Corte accoglie il ricorso dell’Agenzia Entrate, cassa l’impugnata decisione e rinvia alla Commissione Tributaria Regionale del Lazio in diversa composizione.

Così deciso in Roma, nell’adunanza camerale, il 19 settembre 2017.

Depositato in Cancelleria il 27 settembre 2017

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