Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 22548 del 27/09/2017


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Cassazione civile, sez. trib., 27/09/2017, (ud. 12/07/2017, dep.27/09/2017),  n. 22548

LA CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE

SEZIONE TRIBUTARIA

Composta dagli Ill.mi Sigg.ri Magistrati:

Dott. CHINDEMI Domenico – Presidente –

Dott. DE MASI Oronzo – Consigliere –

Dott. ZOSO Liana M.T. – Consigliere –

Dott. STALLA Giacomo Maria – Consigliere –

Dott. FASANO Anna Maria – rel. Consigliere –

ha pronunciato la seguente:

ORDINANZA

sul ricorso 21113-2013 proposto da:

PURICELLI SRL, elettivamente domiciliato in ROMA VIA DEL CARAVITA 5,

presso lo studio dell’avvocato GAETANO MASSIMO SARDO, che lo

rappresenta e difende unitamente all’avvocato MASSIMILIANO

COLANGELO;

– ricorrente –

contro

TERAMO AMBIENTE SPA, elettivamente domiciliato in ROMA VIA TRIONFALE

5637, presso lo studio dell’avvocato FERDINANDO D’AMARIO, che lo

rappresenta e difende;

– controricorrente –

avverso la sentenza n. 3/2013 della COMM. TRIB. REG. di L’AQUILA,

depositata il 04/02/2013;

udita la relazione della causa svolta nella camera di consiglio del

12/07/2017 dal Consigliere Dott. FASANO ANNA MARIA.

Fatto

RITENUTO IN FATTO

CHE:

La società Puricelli S.r.l. impugnava l’ingiunzione di pagamento emessa da TEAM, Teramo ambiente S.p.A., su incarico del Comune di Teramo, relativa a TIA, anno di imposta 2009, assumendo che il Comune aveva sottoposto a tassazione una superficie maggiore rispetto a quella per la quale era effettivamente dovuto il tributo. La CTP di Teramo rigettava l’appello proposto dalla società contribuente, sostenendo che la ricorrente non aveva fornito alcuna prova in merito ai rifiuti prodotti, limitandosi ad elencare i singoli codici e non specificando la destinazione delle singole superifici. La sentenza veniva appellata innanzi alla CTR dell’Abruzzo, che rigettava il gravame. Propone ricorso per cassazione la società contribuente, svolgendo due motivi. Si è costituita, con controricorso, la società T.E.A.M. Teramo Ambiente S.P.A..

Diritto

CONSIDERATO IN DIRITTO

CHE:

1. Con il primo motivo di ricorso si censura la sentenza impugnata per omessa, insufficiente e contraddittoria motivazione su un punto decisivo della controversia, lamentandosi che la CTP e la CTR hanno omesso qualsiasi valutazione sulla richiesta di ammissione di CTU volta a verificare le superfici su cui si producono rifiuti speciali, con cui si sarebbe potuto confermare l’impossibilità da parte della TEAM di smaltire i rifiuti prodotti dalla società contribuente.

2. Con il secondo motivo di ricorso, ci censura la sentenza impugnata per violazione di norme di diritto, in quanto la CTP e la CTR hanno omesso qualsiasi valutazione sulle richieste di ammissione della CTU volta a verificare le superfici in cui si producono i rifiuti speciali, precisandone anche il tipo, nonchè accertare l’effettiva possibilità della TEAM S.p.a. di smaltire tali tipi di rifiuti.

3. Ciò posto, deve preliminarmente rilevarsi che le parti, concordemente, hanno presentato un atto di rinuncia al ricorso, dichiarando di non avere più interesse alla prosecuzione del giudizio in quanto le stesse hanno definito il contenzioso, chiedendo la compensazione delle spese di lite. Ne consegue che essendo venuta meno la volontà alla prosecuzione del giudizio, va dichiarata la cessazione della materia del contendere (Cass. n. 4357 del 2017), secondo il consolidato orientamento giurisprudenziale, per sopraggiunto difetto di interesse (Cass. n. 2674 del 1993; Cass. n. 13113 del 2003; Cass. n. 2934 del 2015).

4. Per quanto sopra, va dichiarata l’estinzione del giudizio, per cessazione della materia del contendere. L’esito della lite giustifica ampliamente la compensazione delle spese processuali.

PQM

 

La Corte dichiara cessata la materia del contendere. Compensa tra le parti le spese di lite. Ai sensi del D.P.R. n. 115 del 2002, art. 13, comma 1 – quater, inserito dalla L. n. 228 del 2012, art. 1, comma 17, dà atto della non sussistenza dei presupposti per il versamento, da parte del ricorrente, dell’ulteriore importo a titolo di contributo unificato pari a quello dovuto per il ricorso, a norma del comma 1 – bis, dello stesso articolo.

Così deciso in Roma, il 12 luglio 2017.

Depositato in Cancelleria il 27 settembre 2017

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