Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 22530 del 09/08/2021

Cassazione civile sez. lav., 09/08/2021, (ud. 04/02/2021, dep. 09/08/2021), n.22530

LA CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE

SEZIONE LAVORO

Composta dagli Ill.mi Sigg.ri Magistrati:

Dott. TRIA Lucia – Presidente –

Dott. ARIENZO Rosa – Consigliere –

Dott. PATTI Adriano Piergiovanni – Consigliere –

Dott. GARRI Fabrizia – rel. Consigliere –

Dott. CINQUE Guglielmo – Consigliere –

ha pronunciato la seguente:

ORDINANZA

sul ricorso 2534-2020 proposto da:

W.A., domiciliato in ROMA, PIAZZA CAVOUR presso LA

CANCELLERIA DELLA CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE, rappresentato e

difeso dall’avvocato GIANDOMENICO DELLA MORA;

– ricorrente –

contro

MINISTERO DELL’INTERNO – COMMISSIONE TERRITORIALE PER IL

RICONOSCIMENTO DELLA PROTEZIONE INTERNAZIONALE DI GORIZIA, in

persona del Ministro pro tempore, rappresentato e difeso

dall’AVVOCATURA GENERALE DELLO STATO presso i cui Uffici domicilia

ex lege in ROMA, alla VIA DEI PORTOGHESI n. 12;

– resistente con mandato –

avverso il decreto n. cronologico 3116/2019 del TRIBUNALE di TRIESTE,

depositato il 30/10/2019 R.G.N. 47/2018;

udita la relazione della causa svolta nella camera di consiglio del

04/02/2021 dal Consigliere Dott. GARRI FABRIZIA.

 

Fatto

RILEVATO IN FATTO

CHE:

1. Il Tribunale Trieste ha rigettato la domanda di protezione internazionale ed umanitaria di W.A., cittadino Pakistano proveniente da Sialkot nella regione del Punjab, evidenziando la genericità delle ragioni poste a fondamento dell’espatrio (persecuzioni religiose) non credibili nella narrazione offertane e non supportate da specifiche allegazioni e da elementi di riscontro oggettivi. Inoltre, il Tribunale, all’esito dell’indagine officiosa svolta sulle fonti internazionali accreditate consultate, ha escluso l’esistenza in Pakistan di una situazione di generale vulnerabilità che potrebbe giustificare il riconoscimento della protezione sussidiaria ovvero di quella umanitaria non supportata da idonee ragioni.

2. Per la cassazione del provvedimento ha proposto ricorso W.A. affidato a due motivi. Il Ministero dell’Interno si è costituito tardivamente al solo fine di partecipare alla discussione.

Diritto

CONSIDERATO IN DIRITTO

CHE:

3. Con il primo motivo di ricorso è denunciata la violazione ed errata applicazione D.Lgs. n. 251 del 2007, art. 3, e ss. mm. e dell’art. 14 dello stesso decreto e si osserva che nel condurre i suoi approfondimenti il Tribunale non avrebbe individuato correttamente l’area geografica di provenienza del richiedente asilo né sarebbero state approfondite le problematiche specifiche relative all’ingravescente conflitto indo pakistano.

4. La censura è prima ancora che infondata inammissibile atteso che il provvedimento impugnato, seppure sinteticamente, riferisce della situazione generale del Paese ma approfondisce specificatamente quella dell’area di provenienza del ricorrente (il Punjab pakistano) e ne valuta l’incidenza rispetto all’estensione e al numero di abitanti. Ciò posto dalla lettura del ricorso non si comprende se effettivamente le allegazioni nell’atto introduttivo contenessero riferimenti più precisi e specifici rispetto ad una situazione particolare da indagare. Per tale aspetto la censura si rivela generica e non supera il vaglio di ammissibilità coerente con l’interpretazione data da questa Corte all’art. 366 c.p.c. In tema di ricorso per cassazione, infatti, il principio di specificità di cui all’art. 366 c.p.c., comma 1, n. 4, richiede per ogni motivo l’indicazione della rubrica, la puntuale esposizione delle ragioni per cui è proposto nonché l’illustrazione degli argomenti posti a sostegno della sentenza impugnata e l’analitica precisazione delle considerazioni che, in relazione al motivo, come espressamente indicato nella rubrica, giustificano la cassazione della pronunzia (cfr. tra le tante Cass. n. 17224 del 2020). Nello specifico, dunque, poiché la decisione del Tribunale muove dall’assunto della non credibilità del racconto generico e privo di riscontri, il ricorrente avrebbe dovuto in primo luogo allegare le ragioni a confutazione della premessa e poi sviluppare specifici rilievi circa l’esistenza di ragioni oggettive a conforto della pretesa. Al contrario il ricorrente pur diffondendosi sulla giurisprudenza formatasi in Cassazione sulla protezione sussidiaria tuttavia non censura specificatamente queste affermazioni del Tribunale. Ne consegue per tale aspetto il ricorso è generico e la censura deve essere dichiarata inammissibile.

5. Anche il secondo motivo di ricorso, con il quale è denunciata la violazione del D.Lgs. n. 286 del 1998, art. 5, comma 6 e art. 19 e del D.Lgs. n. 25 del 2008, artt. 29 e 32, è inammissibile. La censura investe temi e si riferisce a fatti che non sono oggetto della presente controversia (il fatto sottostante non sarebbero le persecuzioni religiose per l’esercizio del culto da parte della sua famiglia ma piuttosto le minacce connesse al suo tentativo di sposare una ragazza di etnia diversa). Ne segue che la censura non pertinente non supera il vaglio di ammissibilità.

6. In conclusione, per le ragioni esposte, il ricorso deve essere dichiarato inammissibile. Non occorre provvedere sulle spese stante la mancata costituzione dell’amministrazione che non ha svolto inoltre alcuna attività difensiva. Ai sensi del D.P.R. n. 115 del 2002, art. 13, comma 1 quater, va dato atto della sussistenza dei presupposti processuali per il versamento da parte del ricorrente dell’ulteriore importo a titolo di contributo unificato pari a quello previsto per il ricorso a norma del citato D.P.R., art. 13 comma 1 bis, se dovuto.

P.Q.M.

La Corte dichiara inammissibile il ricorso. Nulla per le spese.

Ai sensi del D.P.R. n. 115 del 2002, art. 13, comma 1 quater, da atto della sussistenza dei presupposti processuali per il versamento da parte della ricorrente dell’ulteriore importo a titolo di contributo unificato pari, a quello previsto per il ricorso a norma del citato D.P.R., art. 13 comma 1 bis, se dovuto.

Così deciso in Roma, Nell’adunanza Camerale, il 4 febbraio 2021.

Depositato in Cancelleria il 9 agosto 2021

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