Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 22491 del 24/09/2018

Cassazione civile sez. II, 24/09/2018, (ud. 08/02/2018, dep. 24/09/2018), n.22491

LA CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE

SEZIONE SECONDA CIVILE

Composta dagli Ill.mi Sigg.ri Magistrati:

Dott. MATERA Lina – Presidente –

Dott. GORJAN Sergio – Consigliere –

Dott. FEDERICO Guido – Consigliere –

Dott. GIANNACCARI Rossana – rel. Consigliere –

Dott. DONGIACOMO Giuseppe – Consigliere –

ha pronunciato la seguente:

ORDINANZA

sul ricorso 23329-2014 proposto da:

B.N.G., P.L., rappresentati e difesi

dall’avvocato AURELIA ZICARO;

– ricorrenti –

contro

TRIBUNALE CATANZARO;

– intimato –

avverso l’ordinanza n. 17/2014 della CORTE D’APPELLO di CATANZARO,

depositata il 18/06/2014;

udita la relazione della causa svolta nella camera di consiglio del

08/02/2018 dal Consigliere ROSSANA GIANNACCARI.

Fatto

La Corte d’Appello di Catanzaro con provvedimento del 18.6.2014, notificato il 9.7.2014, rigettava l’opposizione di B.N.G. e P.L., in qualità rispettivamente di amministratore e coadiutore giudiziario, avverso la liquidazione dei compensi effettuata dal Tribunale di Catanzaro.

La corte territoriale riteneva che la liquidazione fosse stata correttamente effettuata nella misura minima indicata nell’istanza di liquidazione, con esclusione della maggiorazione prevista per le attività di particolare complessità. Riteneva che fosse giustificata la decurtazione, in considerazione della breve durata della procedura, pari a soli sette mesi, considerato che essa era rimasta sospesa dal 25.1.2010 al 7.2.2012

Con ricorso ex art. 606 c.p.c. B.N.G. e P.L., censurano il provvedimento della Corte d’Appello di Catanzaro sulla base di due motivi; è rimasto intimato il Ministero della Giustizia.

Diritto

Il ricorso è inammissibile.

Rileva il collegio che il ricorso non risulta notificato al Ministero della Giustizia, non risultando agli atti la relata di notifica.

Ha affermato questa Corte che l’inesistenza della notificazione del ricorso per cassazione è configurabile, in base ai principi di strumentalità delle forme degli atti processuali e del giusto processo, oltre che in caso di totale mancanza materiale dell’atto, nelle sole ipotesi in cui venga posta in essere un’attività priva degli elementi costitutivi essenziali idonei a rendere riconoscibile un atto qualificabile come notificazione, ricadendo ogni altra ipotesi di difformità dal modello legale nella categoria della nullità (Cassazione civile, sez. un., 20/07/2016, n. 14917)

Tali elementi consistono: a) nell’attività di trasmissione, svolta da un soggetto qualificato, dotato, in base alla legge, della possibilità giuridica di compiere detta attività, in modo da poter ritenere esistente e individuabile il potere esercitato; b) nella fase di consegna, intesa in senso lato come raggiungimento di uno qualsiasi degli esiti positivi della notificazione previsti dall’ordinamento (in virtù dei quali, cioè, la stessa debba comunque considerarsi, “ex lege”, eseguita), restando, pertanto, esclusi soltanto i casi in cui l’atto venga restituito puramente e semplicemente al mittente, così da dover reputare la notificazione meramente tentata ma non compiuta, cioè, in definitiva, omessa.

L’assenza della notifica del ricorso, integra senza dubbio un’ipotesi di inesistenza del ricorso, insuscettibile di sanatoria, che determina la sanzione dell’inammissibilità.

Non deve provvedersi sulle spese non avendo l’intimato svolto attività difensiva.

Ai sensi del D.P.R. 30 maggio 2002, n. 115, art. 13, comma 1 quater, va dato atto della sussistenza dei presupposti per il versamento, da parte del ricorrente dell’ulteriore importo a titolo di contributo unificato pari a quello dovuto per il ricorso principale, a norma dello stesso art. 13, comma 1 bis.

PQM

Dichiara inammissibile il ricorso.

Ai sensi del D.P.R. 30 maggio 2002, n. 115, art. 13, comma 1 quater, dà atto della sussistenza dei presupposti per il versamento, da parte del ricorrente dell’ulteriore importo a titolo di contributo unificato pari a quello dovuto per il ricorso principale, a norma dello stesso art. 13, comma 1 bis.

Così deciso in Roma, nella Camera di Consiglio della Sezione seconda Civile della Corte di Cassazione, il 8 febbraio 2018.

Depositato in Cancelleria il 24 settembre 2018

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