Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 2249 del 26/01/2022

Cassazione civile sez. VI, 26/01/2022, (ud. 17/12/2021, dep. 26/01/2022), n.2249

LA CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE

SEZIONE SESTA CIVILE

SOTTOSEZIONE T

Composta dagli Ill.mi Sigg.ri Magistrati:

Dott. MOCCI Mauro – Presidente –

Dott. CAPRIOLI Maura – rel. Consigliere –

Dott. LA TORRE Maria Enza – Consigliere –

Dott. LO SARDO Giuseppe – Consigliere –

Dott. DELLI PRISCOLI Lorenzo – Consigliere –

ha pronunciato la seguente:

ORDINANZA

sul ricorso 3499-2020 proposto da:

AGENZIA DELLE ENTRATE, (OMISSIS), in persona del Direttore pro

tempore, elettivamente domiciliata in ROMA, VIA DEI PORTOGHESI 12,

presso AVVOCATURA GENERALE DELLO STATO, che la rappresenta e

difende, ope legis;

– ricorrente –

contro

S.B.;

– intimato –

avverso la sentenza n. 4715/1/2018 della COMMISSIONE TRIBUTARIA

REGIONALE DELLA SICILIA, depositata il 30/10/2018;

udita la relazione della causa svolta nella Camera di consiglio non

partecipata del 17/12/2021 dal Consigliere Relatore Dott. MAURA

CAPRIOLI.

 

Fatto

FATTO E DIRITTO

Considerato che:

La CTR della Sicilia con sentenza nr 4715/2018 accoglieva l’appello di S.B. avverso la decisione n. 2009/2017 emessa dalla CTP di Palermo con cui era stato rigettato l’impugnativa del contribuente avente ad oggetto il controllo della posizione fiscale ai fini Irpef ed Irap per l’anno di imposta 2011.

Il giudice di appello annullava l’avviso di accertamento per la mancata instaurazione del contraddittorio preventivo che trovava fondamento nel diritto dell’Unione Europea e nell’art. 97 Cost..

Avverso tale decisione l’Ufficio propone ricorso per cassazione affidato ad un unico motivi cui non replica il contribuente.

Con l’unico motivo si deduce la violazione e falsa applicazione dell’art. 97 Cost., e della L. n. 212 del 2000, art. 12, in relazione all’art. 360 c.p.c., comma 1, n. 3, per aver ritenuto la CTR obbligatorio il contraddittorio preventivo in prima dell’emissione dell’avviso di accertamento malgrado l’assenza di un obbligo generalizzato.

Il motivo è fondato.

a necessità di un generale principio che imponga il contraddittorio preventivo in tema di tributi locali non è prevista da alcuna norma dell’ordinamento nazionale o Eurounionale.

Tale principio, di derivazione comunitaria, è unanimemente riconosciuto solo per i tributi “armonizzati”, e solo se espressamente previsto dalla legge per i tributi non armonizzati: nel nostro ordinamento ciò avviene solo in caso di accessi, ispezioni o verifiche presso la sede del contribuente. Le Sezioni Unite, con sentenza n. 24823 del 2015, hanno chiarito come l’ambito di applicazione della L. n. 212 del 2000, art. 12, comma 7, è circoscritto agli accertamenti con accessi, ispezioni o verifiche presso i locali del contribuente: al di fuori di tali ipotesi l’Ufficio non ha alcun obbligo di contraddittorio preventivo o redazione di PVC.

Per i tributi armonizzati, come l’IVA, invece, l’assenza del contraddittorio endoprocedimentale comporta invece la nullità del conseguente atto impositivo, sempreché il contribuente fornisca elementi idonei a superare la c.d. “prova di resistenza” (Cass. n. 9496 del 2020).

Ciò posto nel caso di specie la pretesa impositiva non è afferente all’Iva ed inoltre il contribuente non ha minimamente fatto cenno alle ragioni che avrebbe voluto rappresentare all’Amministrazione finanziaria in fase preventiva.

La sentenza va cassata e rinviata alla CTR della Sicilia in diversa composizione per un nuovo esame.

P.Q.M.

La Corte accoglie il ricorso; cassa la decisione impugnata e rinvia alla CTR della Sicilia in diversa composizione per un nuovo esame e per la liquidazione delle spese di legittimità.

Così deciso in Roma, il 17 dicembre 2021.

Depositato in Cancelleria il 26 gennaio 2022

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