Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 22458 del 27/10/2011

Cassazione civile sez. VI, 27/10/2011, (ud. 07/10/2011, dep. 27/10/2011), n.22458

LA CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE

SEZIONE SESTA CIVILE

SOTTOSEZIONE 2

Composta dagli Ill.mi Sigg.ri Magistrati:

Dott. GOLDONI Umberto – Presidente –

Dott. BUCCIANTE Ettore – Consigliere –

Dott. MAZZACANE Vincenzo – Consigliere –

Dott. MATERA Lina – Consigliere –

Dott. GIUSTI Alberto – rel. Consigliere –

ha pronunciato la seguente:

ordinanza

sul ricorso proposto da:

AVV. F.C.F., rappresentato e difeso da se

medesimo, elettivamente domiciliato in Roma, Via Pescaglia, n. 71;

– ricorrente –

contro

AGENZIA DELLE ENTRATE, in persona del direttore centrale pro tempore,

rappresentata e difesa, per legge, dall’Avvocatura Generale dello

Stato e presso gli Uffici di questa domiciliata in Roma, Piazza dei

Portoghesi, n. 12;

– controricorrente –

per la cassazione dell’ordinanza del Presidente del Tribunale di Gela

in data 30 gennaio 2010 (n. 539/2009 V.G.);

Udita la relazione della causa svolta nella Camera di consiglio del 7

ottobre 2011 dal Consigliere relatore Dott. Alberto Giusti.

Fatto

FATTO E DIRITTO

Ritenuto che il Consigliere designato ha depositato, in data 20 luglio 2011, la seguente proposta di definizione, ai sensi dell’art. 380 bis cod. proc. civ.: “L’Avv. F.C.F. ha proposto ricorso per cassazione avverso l’ordinanza del Presidente del Tribunale di Gela in data 30 gennaio 2010, con cui, in accoglimento dell’opposizione ai sensi del D.P.R. 30 maggio 2002, n. 115, art. 170 (T.U. disposizioni legislative e regolamentari in materia di spese di giustizia) dallo stesso presentata, è stato liquidato in favore del medesimo l’importo di Euro 5.400,00 oltre accessori, per la difesa di un imputato ammesso al patrocinio a spese dello Stato.

Il ricorso per cassazione è affidato a tre motivi, con i quali si lamenta omessa pronuncia.

L’intimata Agenzia delle entrate ha resistito con controricorso.

L’eccezione di difetto di legittimazione passiva, sollevata dalla controricorrente, è infondata, alla luce del principio espresso da Cass., Sez. 1^, 22 novembre 2007, n. 24349, che ha individuato nell’Amministrazione finanziaria che dovrebbe sopportare l’esborso degli oneri per il patrocinio a spese dello Stato la destinataria del ricorso per cassazione promosso da chi lamenti l’insufficiente liquidazione.

Nel merito, i motivi di ricorso sono manifestamente fondati.

Il Presidente del Tribunale di Gela ha accolto l’opposizione, rilevando: che nulla il Tribunale ha liquidato per la fase antecedente a quella dibattimentale; che anche le somme liquidate per la complessità e la durata del procedimento penale appaiono assai limitate in considerazione anche della gravità delle imputazioni.

Sennonchè, cosi decidendo, il Presidente del Tribunale non ha esaminato altri motivi di opposizione: il primo, nella parte in cui si lamentava la mancata liquidazione del compenso per l’attività professionale espletata in materia cautelare; il secondo, cui ci si doleva della determinazione della decorrenza degli effetti del provvedimento di ammissione (dal 23 ottobre 2007 anzichè dal 4 ottobre 2007); il quarto, attinente alla mancata liquidazione del compenso per l’attività svolta durante la fase dibattimentale in relazione alla materia cautelare.

Sussiste, pertanto, la denunciata violazione dell’art. 112 cod. proc. civ..

In conclusione, il ricorso può essere trattato in Camera di consiglio, in applicazione degli artt. 376, 380 bis e 375 cod. proc. civ., per esservi accolto”.

Considerato che il Collegio condivide argomenti e proposte contenuti nella relazione di cui sopra, alla quale non sono stati mossi rilievi critici;

che pertanto, il ricorso deve essere accolto;

che cassata l’ordinanza impugnata, la causa deve essere rinviata al Tribunale di Gela, che la deciderà in persona di diverso magistrato;

che il giudice del rinvio provvedere anche sulle spese del giudizio di cassazione.

P.Q.M.

La Corte accoglie il ricorso, cassa, l’ordinanza impugnata e rinvia la causa, anche per le spese del giudizio di cassazione, al Tribunale di Gela, in persona di diverso magistrato.

Così deciso in Roma, nella Camera di consiglio della Sezione Sesta Civile -2, della Corte Suprema di Cassazione, il 7 ottobre 2011.

Depositato in Cancelleria il 27 ottobre 2011

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