Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 22414 del 05/08/2021

Cassazione civile sez. I, 05/08/2021, (ud. 16/03/2021, dep. 05/08/2021), n.22414

LA CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE

SEZIONE PRIMA CIVILE

Composta dagli Ill.mi Sigg.ri Magistrati:

Dott. DE CHIARA Carlo – Presidente –

Dott. VALITUTTI Antonio – Consigliere –

Dott. VANNUCCI Marco – Consigliere –

Dott. FALABELLA Massimo – rel. Consigliere –

Dott. FIDANZIA Andrea – Consigliere –

ha pronunciato la seguente:

ORDINANZA

sul ricorso 1206/2019 proposto da:

N.S., rappresentato e difeso dall’avvocato Bassan Maria

Monica, come da procura in calce al ricorso;

– ricorrente –

contro

Ministero dell’Interno, in persona del Ministro pro tempore;

– intimato –

avverso il decreto del TRIBUNALE di VENEZIA, depositato il

16/11/2018;

udita la relazione della causa svolta nella camera di consiglio del

16/03/2021 da Dott. FALABELLA MASSIMO.

 

Fatto

FATTI DI CAUSA

1. – E’ impugnato per cassazione il decreto del Tribunale di Venezia del 16 novembre 2018. Con quest’ultima pronuncia è stato negato che al ricorrente N.S., nato in (OMISSIS), potesse essere ammesso ad alcuna forma di protezione internazionale.

2. – Il ricorso per cassazione si fonda su tre motivi. Il Ministero dell’interno, intimato, non ha svolto difese.

Diritto

RAGIONI DELLA DECISIONE

1. – Il primo motivo oppone la violazione e falsa applicazione del D.Lgs. 19 novembre 2007, n. 251, art. 3. Viene denunciata l’errata valutazione delle dichiarazioni fornite dal ricorrente; si osserva, in particolare, che i profili di non credibilità non sarebbero stati oggetto di approfondimento in sede di audizione personale dell’istante.

Il motivo è inammissibile.

Il Tribunale ha giudicato non credibile, per plurime ragioni, la narrazione dell’istante. Ebbene, la valutazione in ordine alla credibilità del racconto del cittadino straniero costituisce un apprezzamento di fatto rimesso al giudice del merito, il quale deve valutare se le dichiarazioni del ricorrente siano coerenti e plausibili, D.Lgs. 19 novembre 2007, n. 251, ex art. 3, comma 5, lett. c). Tale apprezzamento di fatto è censurabile in cassazione solo ai sensi dell’art. 360 c.p.c., comma 1, n. 5 come omesso esame circa un fatto decisivo per il giudizio che è stato oggetto di discussione tra le parti, come mancanza assoluta della motivazione, come motivazione apparente, come motivazione perplessa ed obiettivamente incomprensibile, dovendosi escludere la rilevanza della mera insufficienza di motivazione e l’ammissibilità della prospettazione di una diversa lettura ed interpretazione delle dichiarazioni rilasciate dal richiedente, trattandosi di censura attinente al merito (Cass. 5 febbraio 2019, n. 3340; cfr. pure Cass. 2 luglio 2020, n. 13578). Ora, il ricorrente ha confutato alcuni passaggi del giudizio di inattendibilità espresso dal Tribunale, ma non ha formulato censure nel senso sopra indicato. Si è quindi in presenza di doglianze che investono il giudizio di fatto rimesso al giudizio di fatto riservato al giudice del merito.

Rileva l’istante che “attraverso domande mirate, il giudicante dovrebbe chiedere conto di eventuali incongruenze emerse nel corso dell’audizione, al fine di permettere al ricorrente di fornire una spiegazione o di chiarire alcuni contenuti”. La deduzione è tuttavia inammissibile, in quanto ci colloca su di un piano di totale astrattezza: l’istante omette, infatti di trascrivere i brani del verbale di audizione che paleserebbero le richiamate incongruenze. Va rammentato, in proposito, che sono inammissibili, per violazione dell’art. 366 c.p.c., n. 6, le censure fondate su atti e documenti del giudizio di merito qualora il ricorrente si limiti a richiamare tali atti e documenti, senza riprodurli nel ricorso ovvero, laddove riprodotti, senza fornire puntuali indicazioni necessarie alla loro individuazione con riferimento alla sequenza dello svolgimento del processo inerente alla documentazione, come pervenuta presso la Corte di cassazione, al fine di renderne possibile l’esame, ovvero ancora senza precisarne la collocazione nel fascicolo di ufficio o in quello di parte e la loro acquisizione o produzione in sede di giudizio di legittimità (Cass. Sez. U. 27 dicembre 2019, n. 34469).

2. – Col secondo motivo sono lamentate la violazione e falsa applicazione del D.Lgs. 19 novembre 2007, n. 251, artt. 3, comma 3, e art. 14, lett. c), nonché del D.Lgs. 25 gennaio 2008, n. 25, art. 27, comma 1 bis. Il ricorrente deduce sia mancata la valutazione della condizione generale di insicurezza della propria regione di provenienza dovuta alla criminalità organizzata e la mancanza di protezione di controllo da parte delle forze di polizia.

Il motivo è inammissibile.

La sentenza impugnata è censurata nella parte in cui ha escluso che il richiedente avesse diritto alla protezione sussidiaria di cui al D.Lgs. 19 novembre 2007, n. 251, art. 14, lett. c), (pag. 7 del ricorso). Ai fini del concreto riconoscimento della indicata forma di protezione contava, dunque, il concreto riscontro della minaccia grave e individuale alla vita e alla persona derivante da violenza indiscriminata in situazioni di conflitto armato interno o internazionale. Tale riscontro è mancato, avendo il Tribunale appurato, sulla base del report EASO aggiornato al 2018, che il suddetto conflitto armato non può dirsi sussistente nella regione di Abia State, da cui proviene l’istante. Ciò detto, la violenza indiscriminata in situazioni di conflitto armato, interno o internazionale, costituisce oggetto di un apprezzamento di fatto rimesso al giudice del merito (Cass. 12 dicembre 2018, n. 32064); né il ricorrente ha formulato, al riguardo, le uniche censure che potevano svolgersi in questa sede di legittimità: quelle di omesso esame di un fatto decisivo ex art. 360 c.p.c., n. 5 (Cass. 21 novembre 2018, n. 30105) e di sostanziale assenza di motivazione (nel senso precisato da Cass. Sez. U. 7 aprile 2014, nn. 8053 e 8054).

3. – Col terzo mezzo sono denunciate la violazione e falsa applicazione del D.Lgs. 25 gennaio 2008, n. 25, art. 32, comma 3, e del D.Lgs. 25 luglio 1998, n. 286, art. 5, comma 6, ovvero in relazione al D.Lgs. 25 gennaio 2008, n. 25, art. 2, comma 1, lett. h bis. E’ lamentata l’errata valutazione dei presupposti per il riconoscimento della protezione umanitaria, stante la temporanea instabilità della regione di provenienza del ricorrente.

Il motivo è inammissibile.

All’accertamento del giudice del merito, il quale ha escluso che il ricorrente presentasse profili di vulnerabilità, viene contrapposta la situazione generale di instabilità che presenterebbe la (OMISSIS). E’ noto, però, che la situazione di vulnerabilità atta a giustificare il riconoscimento della protezione umanitaria deve necessariamente correlarsi alla vicenda personale del richiedente, perché altrimenti si finirebbe per prendere in considerazione non già la situazione particolare del singolo soggetto, ma piuttosto quella del suo paese d’origine in termini del tutto generali ed astratti, in contrasto col parametro normativo di cui all’art. 5, comma 6 cit. (Cass. Sez. U. 13 novembre 2019, n. 29459 e Cass. 23 febbraio 2018, n. 4455, in motivazione; Cass. 2 aprile 2019, n. 9304).

4. – Il ricorso è quindi dichiarato inammissibile, senza che debba statuirsi in punto di spese, stante la mancata resistenza del Ministero.

PQM

LA CORTE

dichiara inammissibile il ricorso; ai sensi del D.P.R. n. 115 del 2002, art. 13, comma 1 quater, inserito dalla L. n. 228 del 2012, art. 1, comma 17, dà atto della sussistenza dei presupposti per il versamento, da parte della ricorrente, dell’ulteriore importo a titolo di contributo unificato pari a quello stabilito per il ricorso, ove dovuto.

Così deciso in Roma, nella camera di consiglio della Sezione Prima Civile, il 16 marzo 2021.

Depositato in Cancelleria il 5 agosto 2021

Sostieni LaLeggepertutti.it

La pandemia ha colpito duramente anche il settore giornalistico. La pubblicità, di cui si nutre l’informazione online, è in forte calo, con perdite di oltre il 70%. Ma, a differenza degli altri comparti, i giornali online non ricevuto alcun sostegno da parte dello Stato. Per salvare l'informazione libera e gratuita, ti chiediamo un sostegno, una piccola donazione che ci consenta di mantenere in vita il nostro giornale. Questo ci permetterà di esistere anche dopo la pandemia, per offrirti un servizio sempre aggiornato e professionale. Diventa sostenitore clicca qui

LEGGI ANCHE



NEWSLETTER

Iscriviti per rimanere sempre informato e aggiornato.

CERCA CODICI ANNOTATI

CERCA SENTENZA