Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 22388 del 04/11/2016


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Cassazione civile sez. VI, 04/11/2016, (ud. 16/09/2016, dep. 04/11/2016), n.22388

LA CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE

SEZIONE SESTA CIVILE

SOTTOSEZIONE 3

Composta dagli Ill.mi Sigg.ri Magistrati:

Dott. AMENDOLA Adelaide – Presidente –

Dott. SESTINI Danilo – Consigliere –

Dott. DE STEFANO Franco – Consigliere –

Dott. SCRIMA Antonietta – Consigliere –

Dott. CIRILLO Francesco Maria – rel. Consigliere –

ha pronunciato la seguente:

ORDINANZA

sul ricorso 11018/25015 proposto da:

ENEL SERVIZIO ELETTRICO SPA – ENEL SERVIZIO ELETTRICO S.P.A.,

(OMISSIS), elettivamente domiciliato in ROMA, VIA ENNIO QUIRINO

VISCONTI 20, presso lo studio dell’avvocato NICOLA DOMENICA

PETRACCA, rappresentato e difeso dall’avvocato GIOVANNI DOMENICO

TRAVIA, giusta delega in calce al ricorso su foglio separato;

– ricorrente –

contro

L.C.U.;

– intimato –

avverso la sentenza n. 1676/2014 del TRIBUNALE di REGGIO CALABRIA;

udita la relazione della causa svolta nella Camera di consiglio del

16/09/2016 dal Consigliere Relatore Dott. FRANCESCO MARIA CIRILLO.

Fatto

SVOLGIMENTO DEL PROCESSO

E’ stata depositata la seguente relazione.

“1. L.C.U. convenne in giudizio, davanti al Giudice di pace di Villa San Giovanni, l’ENEL Servizio elettrico s.p.a., chiedendo che fosse riconosciuto il suo diritto di non pagare una fattura commerciale di Euro 3.305,65, a suo dire non dovuta.

Si costituì in giudizio la società convenuta, chiedendo il rigetto della domanda.

Il Giudice di pace accolse la domanda, riconobbe il diritto dell’attore come da richiesta e condannò la società convenuta al pagamento delle spese di giudizio.

2. Nei confronti della pronuncia è stato proposto appello da parte della società soccombente e il Tribunale di Reggio Calabria, con sentenza dell’11 novembre 2014, ha dichiarato inammissibile l’appello, osservando che la sentenza di primo grado era stata depositata in data 19 settembre 2012 e che l’atto di appello era stato notificato il successivo 20 marzo 2013, cioè oltre il termine di sei mesi di cui all’art. 327 c.p.c. nel testo ratione temporis applicabile.

3. Contro la sentenza del Tribunale ricorre l’ENEL Servizio elettrico s.p.a. con atto affidato a due motivi.

L.C.U. non ha svolto attività difensiva in questa sede.

4. Osserva il relatore che il ricorso può essere trattato in Camera di consiglio, in applicazione degli artt. 375, 376 e 380-bis c.p.c., in quanto appare destinato ad essere accolto.

5. Il primo motivo di ricorso lamenta violazione degli artt. 137, 138 e 327 c.p.c., rilevando che il Tribunale avrebbe erroneamente assunto, ai fini del calcolo della tempestività dell’appello, la data di ricezione dell’atto da parte del destinatario, senza tenere conto che l’appello risultava consegnato all’ufficiale giudiziario in data 18 marzo 2013.

5.1. Il motivo è fondato.

Costituisce giurisprudenza pacifica di questa Corte il principio per cui in tema di notificazione, il momento di perfezionamento per il notificante, ai fini della tempestività dell’impugnazione, è costituito) dalla consegna dell’atto da notificarsi all’ufficiale giudiziario, la cui prova può essere ricavata dal timbro, ancorchè privo di sottoscrizione, da questi apposto sull’atto, recante il numero cronologico, la data e la specifica delle spese, salvo che sia in contestazione la conformità al vero di quanto da esso desumibile, atteso che le risultanze del registro cronologico, che egli deve tenere ai sensi del D.P.R. 15 dicembre 1959 n. 1229, art. 116, comma 1, n. 1), fanno fede fino a querela di falso (sentenze 11 gennaio 2007, n. 390, 30 maggio 2013, n. 13640, e 25 febbraio 2015, n. 3755).

Nella specie, depositata la sentenza di primo grado il 19 settembre 2012, l’atto di appello fu consegnato all’ufficiale giudiziario il 18 marzo 2013, come risulta dal timbro attestante il pagamento dei relativi diritti, e poi effettivamente consegnato il successivo 20 marzo 2013. Il che comporta che l’appello non poteva essere dichiarato inammissibile, in quanto evidentemente tempestivo.

5.2. Il secondo motivo di ricorso rimane assorbito.

6. Si ritiene, pertanto, che il ricorso vada trattato in camera di consiglio per essere accolto”.

Diritto

MOTIVI DELLA DECISIONE

1. Non sono state depositate memorie alla trascritta relazione.

A seguito della discussione sul ricorso, tenuta nella camera di consiglio, ritiene il Collegio di condividere i motivi in fatto e in diritto esposti nella relazione medesima e di doverne fare proprie le conclusioni.

2. Il ricorso, pertanto, è accolto e la sentenza impugnata è cassata. Il giudizio è rinviato al Tribunale di Reggio Calabria, in diversa composizione personale, il quale deciderà nel merito l’appello erroneamente ritenuto inammissibile.

Al giudice di rinvio è demandato anche il compito di liquidare le spese del presente giudizio di cassazione.

PQM

La Corte accoglie il ricorso, cassa la sentenza impugnata e rinvia al Tribunale di Reggio Calabria, in diversa composizione personale, anche per la liquidazione delle spese del giudizio di cassazione.

Così deciso in Roma, nella Camera di consiglio della Sezione Sesta Civile – 3, il 16 settembre 2016.

Depositato in Cancelleria il 4 novembre 2016

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