Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 22377 del 05/08/2021

Cassazione civile sez. III, 05/08/2021, (ud. 24/02/2021, dep. 05/08/2021), n.22377

LA CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE

SEZIONE TERZA CIVILE

Composta dagli Ill.mi Sigg.ri Magistrati:

Dott. VIVALDI Roberta – Presidente –

Dott. SCODITTI Enrico – rel. Consigliere –

Dott. POSITANO Gabriele – Consigliere –

Dott. CRICENTI Giuseppe – Consigliere –

Dott. GUIZZI Stefano Giaime – Consigliere –

ha pronunciato la seguente:

SENTENZA

sul ricorso 7118-2019 proposto da:

M.C., M.D., elettivamente domiciliati in

ROMA, PIAZZA CAVOUR presso CORTE DI CASSAZIONE, rappresentati e

difesi dall’avv. FULVIO RICCA;

– ricorrenti –

nonché contro

MINISTERO DELL’INTERNO, (OMISSIS), COMUNE DI GIUNGANO, (OMISSIS) SPA,

(OMISSIS);

– intimati –

avverso l’ordinanza della CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE di ROMA,

depositata il 11/10/2019;

udita la relazione della causa svolta nella pubblica udienza del

24/02/2021 dal Consigliere Dott. ENRICO SCODITTI;

udito il P.M. in persona del Sostituto Procuratore Generale Dott.

NARDECCHIA GIOVANNI BATTISTA.

 

Fatto

FATTI DI CAUSA

1. M.D., quale genitore esercente la potestà sul minore M.C., convenne in giudizio innanzi al Tribunale di Salerno il Comune di Giungano ed il Ministero dell’Interno, avuto riguardo alla funzione del Sindaco di ufficiale di governo, chiedendo il risarcimento del danno. Espose in particolare parte attrice che il minore aveva subito gravi lesioni personali per essergli esploso nella mano destra un petardo, celato in un pezzo di carta raccolto da terra, costituente residuo dei fuochi d’artificio della festa patronale. Si costituì la parte convenuta chiedendo il rigetto della domanda. Il Comune chiamò in causa la (OMISSIS) e le (OMISSIS) s.p.a.

2. Il Tribunale adito accolse la domanda, condannando i convenuti in solido al pagamento della somma di Euro 213.336,00, e dichiarò inammissibile la domanda di garanzia nei confronti della società assicuratrice.

3. Avverso detta sentenza proposero distinti appelli i convenuti. Riunite le impugnazioni, la Corte d’appello di Salerno rideterminò il danno non patrimoniale nella misura di Euro 124.294,00, qualificando il danno da perdita della capacità lavorativa come danno non patrimoniale ed escludendo l’esistenza della perdita della capacità lavorativa specifica in mancanza di prova di astratta capacità reddituale.

4. M.C. e M.D. proposero ricorso per cassazione, rigettato con sentenza n. 25345 di data 11 ottobre 2019. La proposta del relatore ai sensi dell’art. 380 bis c.p.c., comma 1, era nel senso che il ricorso era inammissibile per violazione dell’art. 366 c.p.c., comma 1, n. 3 stante l’integrale riproduzione di una serie documenti. Osservò la Corte nell’ordinanza, per quanto qui rileva, premesso che il giudice di merito aveva qualificato il danno come perdita di capacità lavorativa generica, che il grado di invalidità permanente non si rifletteva automaticamente, nella stessa misura, sulla riduzione percentuale della capacità lavorativa specifica e che era onere del danneggiato supportare la richiesta risarcitoria con elementi idonei di prova del pregresso effettivo svolgimento di attività economica, ovvero del possesso di una qualificazione professionale acquisita e non ancora esercitata.

5. Hanno proposto ricorso per revocazione M.C. e M.D. sulla base di tre motivi. Il Collegio ha proceduto in camera di consiglio ai sensi del D.L. n. 137 del 2020, art. 23, comma 8 – bis convertito con L. n. 176 del 2020, in mancanza di richiesta di discussione orale. Il Procuratore generale ha formulato le sue conclusioni motivate ritualmente comunicate alla parte ricorrente.

Diritto

RAGIONI DELLA DECISIONE

1. Con il primo motivo si denuncia errore di fatto per violazione dell’art. 360 c.p.c., comma 1, n. 3. Osserva la parte ricorrente che erroneo è il rilievo nell’ordinanza alla mancanza del requisito di cui all’art. 366 c.p.c., comma 1, n. 3 in quanto la mera allegazione della sentenza impugnata non corrisponde ad esposizione non sommaria dei fatti di causa.

2. Con il secondo motivo si denuncia errore di fatto in quanto la causa è stata decisa in camera di consiglio, anziché in udienza pubblica, nonostante che i motivi di ricorso avessero carattere giuridico e non comportassero alcuna rivalutazione del merito.

3. Con il terzo motivo si denuncia errore di fatto per non avere la Corte considerato che la lesione subita dal M. era una lesione di non lieve entità e che dunque doveva essere liquidata come danno patrimoniale.

4. I motivi, da valutare unitariamente, sono inammissibili. Va premesso che, nonostante la nullità della notificazione del ricorso ad (OMISSIS) e (OMISSIS) in quanto eseguita non presso la parte personalmente (rimasta intimata nel giudizio di cassazione) ma presso il procuratore costituito presso il grado di merito, non deve essere disposta l’integrazione del contraddittorio per rispetto del diritto fondamentale ad una ragionevole durata del processo al cospetto di un ricorso manifestamente inammissibile (fra le tante ad ultimo Cass. n. 16141 del 2019).

Il primo motivo è del tutto estraneo alla ratio decidenti in quanto vertente, come si evince dalla medesima sommaria esposizione dei fatti di causa, non sull’ordinanza, ma sulla proposta del relatore ai sensi dell’art. 380 bis c.p.c., comma 1. Con riferimento agli altri due motivi va rammentato che in tema di revocazione delle sentenze della Corte di cassazione, la configurabilità dell’errore revocatorio presuppone un errore di fatto, che si configura ove la decisione sia fondata sull’affermazione di esistenza od inesistenza di un fatto che la realtà processuale induce ad escludere o ad affermare, non anche quando la decisione della Corte sia conseguenza di una pretesa errata valutazione od interpretazione delle risultanze processuali, essendo esclusa dall’area degli errori revocatori la sindacabilità di errori di giudizio formatisi sulla base di una valutazione (fra le tante da ultimo Cass. n. 17179 del 2020). Non costituiscono errore di fatto di carattere revocatorio né il perseguimento di un determinato procedimento decisionale (la camera di consiglio anziché la pubblica udienza) né la valutazione relativa alla qualificazione del danno.

5. Nulla per le spese del giudizio di cassazione, in mancanza della partecipazione della parte intimata.

Poiché il ricorso è stato proposto successivamente al 30 gennaio 2013 e viene rigettato, sussistono le condizioni per dare atto, ai sensi della L. 24 dicembre 2012, n. 228, art. 1, comma 17, che ha aggiunto il comma 1 – quater al testo unico di cui al D.P.R. 30 maggio 2002, n. 115, art. 13 della sussistenza dei presupposti processuali dell’obbligo di versamento, da parte della parte ricorrente, dell’ulteriore importo a titolo di contributo unificato pari a quello dovuto per la stessa impugnazione.

PQM

Dichiara inammissibile il ricorso.

Ai sensi del D.P.R. n. 115 del 2002, art. 13, comma 1 quater, inserito dalla L. n. 228 del 2012, art. 1, comma 17, dà atto della sussistenza dei presupposti processuali per il versamento, da parte dei ricorrenti, dell’ulteriore importo a titolo di contributo unificato pari a quello dovuto per il ricorso, a norma dello stesso art. 13, comma 1 bis.

In caso di diffusione del presente provvedimento omettere le generalità e gli altri dati identificativi, a norma del D.Lgs. n. 196 del 2003, art. 52 in quanto imposto dalla legge.

Così deciso in Roma, il 24 febbraio 2021.

Depositato in Cancelleria il 5 agosto 2021

Sostieni LaLeggepertutti.it

La pandemia ha colpito duramente anche il settore giornalistico. La pubblicità, di cui si nutre l’informazione online, è in forte calo, con perdite di oltre il 70%. Ma, a differenza degli altri comparti, i giornali online non ricevuto alcun sostegno da parte dello Stato. Per salvare l'informazione libera e gratuita, ti chiediamo un sostegno, una piccola donazione che ci consenta di mantenere in vita il nostro giornale. Questo ci permetterà di esistere anche dopo la pandemia, per offrirti un servizio sempre aggiornato e professionale. Diventa sostenitore clicca qui

LEGGI ANCHE



NEWSLETTER

Iscriviti per rimanere sempre informato e aggiornato.

CERCA CODICI ANNOTATI

CERCA SENTENZA