Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 22351 del 05/08/2021

Cassazione civile sez. VI, 05/08/2021, (ud. 25/02/2021, dep. 05/08/2021), n.22351

LA CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE

SEZIONE SESTA CIVILE

SOTTOSEZIONE 1

Composta dagli Ill.mi Sigg.ri Magistrati:

Dott. BISOGNI Giacinto – Presidente –

Dott. FERRO Massimo – Consigliere –

Dott. DI MARZIO Mauro – Consigliere –

Dott. MERCOLINO Guido – Consigliere –

Dott. DOLMETTA Aldo Angelo – rel. Consigliere –

ha pronunciato la seguente:

ORDINANZA

sul ricorso 24796-2020 proposto da:

O.J., elettivamente domiciliato in ROMA, PIAZZA CAVOUR

presso la CANCELLERIA della CORTE di CASSAZIONE, rappresentato e

difeso dall’avvocato FELICE PATRUNO;

– ricorrente –

contro

MINISTERO DELL’INTERNO, (OMISSIS); PREFETTO DI CHIETI;

– intimati –

avverso l’ordinanza n. 12/2020 del GIUDICE DI PACE di CHIETI,

depositata il 06/02/2020;

udita la relazione della causa svolta nella camera di consiglio non

partecipata del 25/02/2021 dal Consigliere Relatore Dott. ALDO

ANGELO DOLMETTA.

 

Fatto

FATTI DI CAUSA

1. – O.J., cittadino nigeriano, ha presentato ricorso per la revoca del decreto di espulsione del Prefetto di Chieti emesso e notificatogli in data 10 ottobre 2019.

2. – Con ordinanza del 6 febbraio 2020, il giudice di pace di Chieti ha respinto il ricorso.

3. – L’atto prefettizio contiene – ha riscontrato il giudice – l'”indicazione dei fatti e delle circostanze che hanno dato luogo alla violazione delle norme espressamente richiamate, tanto da consentire di opporre le eccezioni”.

D’altro canto – si è proseguito -, il ricorrente “non ha specificato le ragioni dei gravi pericoli per la propria incolumità in caso di rimpatrio in Nigeria”, né “per quale motivo dovrebbe essere esposto a violenza indiscriminata”. Per quanto riguarda la presenza di minori – si è aggiunto ancora -, la permanenza di clandestini è consentita solo per un periodo determinato e solo per gravi motivi connessi con lo sviluppo psicofisico del minore se determinati da una situazione di emergenza. La “frequenza della scuola e il normale processo educativo formativo sono invece situazioni di “essenziale normalità”, come tali estranee alla nozione di situazione di emergenza, che qui rileva.

4. – Avverso questo provvedimento ricorre O.J., svolgendo due motivi di cassazione.

Il Ministero e il Prefetto di Chieti non hanno svolto attività difensive nel presente grado del giudizio.

Diritto

RAGIONI DELLA DECISIONE

5. – Il primo motivo lamenta la violazione del D.Lgs. n. 286 del 1998, art. 19 e omesso esame di fatto decisivo.

Assume il ricorrente che la “norma di protezione dell’art. 19 T.U.I. introduce una misura umanitaria a carattere negativo, che conferisce al beneficiario il diritto a non vedersi nuovamente immesso in un contesto di elevato rischio personale, qualora tale condizione venga positivamente accertata dal giudice”. Ne segue che l’ordinanza impugnata è errata, “per avere il giudice deciso di non annullare il provvedimento prefettizio non valutando adeguatamente il dedotto fatto storico della pericolosità della zona di provenienza”.

6.- Il motivo non merita di essere accolto.

La giurisprudenza di questa Corte ha anche di recente affermato – di fronte a una fattispecie che presenta forti prossimità con quella qui concretamente in esame – che il divieto di espulsione e respingimento, che è previsto nell’art. 19 T.U.I., comma 1.1. (prima parte), “implica pur sempre che sussista il concreto pericolo attuale, per il richiedente, di essere sottoposto a persecuzione o a trattamenti inumani e/o degradanti, in caso di rimpatrio nel Paese di origine”; come pure implica che il “rischio in oggetto debba essere accertato con riferimenti reali e concreti allegati dal richiedente” (Cass., 17 febbraio 2020, n. 3875).

Per contro, il richiedente si è limitato a richiamare, in proposito, delle “copiose allegazioni” svolte nel giudizio del merito; da queste, inoltre, si potrebbe – secondo la stessa dichiarazione del ricorrente – evincere non altro che la “situazione politica in Nigeria è caratterizzata da un clima di violenza indiscriminata e generalizzata, ascrivibile principalmente alle tensioni a sfondo religioso all’interno della comunità cristiana di cui il signor O. fa parte”.

7. – Il secondo motivo lamenta la violazione dell’art. 19 T.U.I. e degli artt. 2,3,30,31 e 32 Cost., dell’art. 337 ter c.c. e dell’art. 8CEDU.

La doglianza fa riferimento alla “genitorialità del ricorrente di figli minori in Italia”. Tale situazione – si sostiene – “configura una fattispecie di vulnerabilità soggettiva e una condizione di inespellibilità del ricorrente normativamente tipizzata (art. 19 T.U.I.)”. La “potestà genitoriale rientra nell’ambito dei diritti fondamentali dell’individuo”; la sua “esplicazione, in una dimensione relazionale, non si atteggia come statica e fissa in un preciso momento temporale, essendo suscettibile di declinarsi positivamente in una prospettiva futura, anche prescindendo dal requisito della sola “situazione di emergenza” come erroneamente sostenuto dal giudice del merito”.

Non bisogna dimenticare – così si conclude – che “il rimpatrio coatto dell’istante determina la totale interruzione del rapporto genitoriale”.

8. – Il motivo non può essere accolto.

Esso predica, infatti, una sorta di automatismo – la genitorialità di un figlio minore residente in Italia comporta di per sé stessa la non espellibilità del genitore -, che non trova riscontro nel sistema italiano vigente.

La seconda parte dell’art. 19, comma 1.1., dispone, infatti, che “non sono… ammessi il respingimento o l’espulsione di una persona verso uno Stato qualora esistano fondati motivi di ritenere che l’allontanamento dal territorio nazionale comporti una violazione del diritto al rispetto della propria vita privata e familiare…”. Per precisare subito dopo che, “ai fini della valutazione del rischio di violazione di cui al periodo precedente, si tiene conto della natura e dell’effettività dei vincoli familiari dell’interessato, del suo effettivo inserimento sociale in Italia, della durata del suo soggiorno nel territorio nazionale, nonché dell’esistenza di legami familiari, culturali o sociali con il suo Paese d’origine”.

Posta una simile struttura normativa, non sembra dubbio che la situazione familiare del ricorrente, che contesta il provvedimento di espulsione, è fatto “potenzialmente” – non necessariamente – ostativo dell’espulsione medesima (cfr. in questi termini anche la recente pronuncia di Cass., 23 novembre 2020, n. 26563).

Ciò posto, occorre svolgere ancora una precisazione, a completamente di quanto si è appena osservato. E’ vero, dunque, che il rapporto genitoriale è per sé idoneo a non esaurirsi in una “mera gestione delle emergenze”, secondo quanto viene a sottolineare il ricorrente. Il punto, tuttavia, non è questo. Per quanto qui in interesse, infatti, pure una simile notazione deve comunque venire inserita all’interno del contesto normativo, che è proposto dall’art. 19, comma 1.1., e confrontarsi con lo stesso.

La detta notazione non può quindi essere collocata e ricostruita secondo una prospettiva di potenzialità astratta, come tratta, cioè, dalla pura e semplice presenza di un rapporto di genitorialità. Deve essere letta, per contro, secondo una prospettiva che tenga presente tutti gli aspetti che la fattispecie concreta venga di volta in volta a proporre: ché questo è appunto quanto richiede la parte finale dell’art. 19, comma 1.1.

Nel caso di specie, però, il ricorrente ha concentrato, ed esaurito, la sua contestazione nell’indicare la sussistenza di un rapporto di genitorialità, senza fornire, e fare entrare nel giudizio, alcun aspetto in modo peculiare connotante la concretezza del rapporto di genitorialità che pure veniva in questione.

9. – Il ricorso dev’essere dunque respinto.

10. – Non si fa luogo alla liquidazione delle spese, perché le parti intimate non si sono costituite.

Non si fa luogo al raddoppio del contributo trattandosi di processo esente.

P.Q.M.

La Corte respinge il ricorso.

Così deciso in Roma, nella Camera di consiglio della Sesta Sezione civile – 1, il 25 febbraio 2021.

Depositato in Cancelleria il 5 agosto 2021

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