Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 22339 del 05/08/2021

Cassazione civile sez. trib., 05/08/2021, (ud. 24/06/2021, dep. 05/08/2021), n.22339

LA CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE

SEZIONE TRIBUTARIA

Composta dagli Ill.mi Sigg.ri Magistrati:

Dott. CIRILLO Ettore – Presidente –

Dott. NAPOLITANO Lucio – Consigliere –

Dott. GIUDICEPIETRO Andreina – Consigliere –

Dott. D’ORAZIO Luigi – Consigliere –

Dott. FRAULINI Paolo – rel. Consigliere –

ha pronunciato la seguente:

ORDINANZA

sul ricorso iscritto al n. 28768/2012 R.G. proposto da:

Domus Viator sociedad limitata, con sede in Barcellona (Spagna), in

persona del legale rappresentante pro tempore, elettivamente

domiciliata in Roma, Piazza dei Martiri di Belfiore n. 2, presso lo

studio dell’avv. Angelo Stefanori, che la rappresenta e difende con

l’avv. Guglielmo Castaldo, giusta procura a margine del ricorso;

– ricorrente –

contro

Agenzia delle Entrate, in persona del direttore pro tempore,

elettivamente domiciliata in Roma via dei Portoghesi 12, presso

l’Avvocatura Generale dello Stato che la rappresenta e difende ope

legis;

– controricorrente –

avverso la sentenza n. 106/2/12della Commissione tributaria regionale

dell’Umbria, depositata in data 31 maggio 2012;

udita la relazione svolta nella camera di consiglio del 24 giugno

2021 dal Consigliere Paolo Fraulini.

 

Fatto

RILEVATO

che:

1. La Commissione tributaria regionale dell’Umbria, in parziale riforma della sentenza di primo grado, ha respinto l’impugnazione proposta dalla Domus Viator sociedad limitata avverso l’avviso n. (OMISSIS) relativo ad accertamento di maggior reddito a fini Ires per l’anno di imposta 2006, riducendo tuttavia l’ammontare del dovuto di quanto già versato dalla contribuente nelle casse erariali.

2. La CTR ha rilevato che la mancata presentazione, da parte della società, dell’istanza di disapplicazione della normativa antielusiva, pur non ostando alla proponibilità dell’impugnazione dell’avviso di accertamento, ridondava in carenza di prova dei presupposti disapplicativi, con conseguente reiezione della domanda originaria, al netto delle somme già versate a titolo di Ires per l’anno di imposta 2006, e con applicazione al minimo delle relative sanzioni.

3. Per la cassazione della citata sentenza la Domus Viator sociedad limitata ha proposto ricorso affidato a due motivi; l’Agenzia delle Entrate ha resistito con controricorso.

4. Con istanza del 5 luglio 2017, la Domus Viator sociedad limitata ha comunicato di volersi avvalere delle disposizioni di cui al D.L. n. 50 del 2017, art. 11, convertito dalla L. n. 96 del 2017.

5. Questa Corte, all’udienza del 17 luglio 2017, ha di conseguenza disposto il rinvio del procedimento a nuovo ruolo.

6. Con nota del 25 luglio 2019, la Domus Viator sociedad limitata ha depositato documentazione relativa al pagamento delle rate del condono.

7. Con ordinanza interlocutoria, resa all’esito dell’adunanza camerale tenutasi in data 11 gennaio 2021, la Corte ha concesso alla Domus Viator sociedad limitata termine per notificare all’Agenzia delle Entrate l’elenco della documentazione depositata e ha invitato le parti a fornire chiarimenti in relazione alle istanze condonistiche allegate in atti, disponendo il rinvio della causa a nuovo ruolo.

8. Esperiti gli incombenti, la causa è stata fissata per l’adunanza camerale odierna.

Diritto

CONSIDERATO

che:

In ottemperanza all’ordinanza, resa da questa Corte in esito all’udienza del 11 gennaio 2021, la ricorrente ha notificato all’Agenzia delle Entrate la documentazione depositata in data 18 novembre 2020;

in esito ai chiarimenti, forniti dalla ricorrente con memoria inviata via pec in data (OMISSIS), il debito oggetto dell’avviso di accertamento impugnato, generante tre successive cartelle di pagamento, risulta documentalmente estinto, essendo stati allegati in atti un pagamento parziale e uno definitivo per effetto dell’adesione alla disciplina condonistica di cui al D.L. n. 193 del 2016, art. 6, convertito con modificazioni dalla L. n. 225 del 2016;

pertanto, la controversia è estinta, laddove le spese di lite restano a carico di chi le ha anticipate, ai sensi del D.Lgs. n. 546 del 1992, art. 46; la formula definitoria esclude, infine, di dover provvedere in tema di contributo unificato.

P.Q.M.

La Corte dichiara estinto il giudizio; le spese di lite del presente giudizio di legittimità restano a carico di chi le ha anticipate.

Così deciso in Roma, nella Camera di consiglio, il 24 giugno 2021.

Depositato in Cancelleria il 5 agosto 2021

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