Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 22317 del 25/09/2017


Clicca qui per richiedere la rimozione dei dati personali dalla sentenza

Cassazione civile, sez. VI, 25/09/2017, (ud. 08/06/2017, dep.25/09/2017),  n. 22317

LA CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE

SEZIONE SESTA CIVILE

SOTTOSEZIONE 3

Composta dagli Ill.mi Sigg.ri Magistrati:

Dott. FRASCA Raffaele – Presidente –

Dott. SESTINI Danilo – rel. Consigliere –

Dott. BARRECA Giuseppina Luciana – Consigliere –

Dott. CIRILLO Francesco Maria – Consigliere –

Dott. POSITANO Gabriele – Consigliere –

ha pronunciato la seguente:

ORDINANZA

sul ricorso 19525-2016 proposto da:

G.R., S.G., elettivamente domiciliati in ROMA,

PIAZZALE BELLE ARTI 8, presso lo studio dell’avvocato IGNAZIO

ABRIGNANI, rappresentati e difesi dall’avvocato GIOVAN BATTISTA

MESSINA;

– ricorrente –

contro

CREDITO EMILIANO SPA, in persona del Presidente e legale

rappresentante, elettivamente domiciliata in ROMA, PIAZZLE CLODIO,

14, presso lo studio dell’avvocato ANDREA GRAZIANI, rappresentato e

difeso dagli avvocati ADELE PIPITONE e GIOACCHINO PIPITONE;

– controricorrente –

avverso la sentenza n. 845/2015 della CORTE D’APPELLO di PALERMO,

depositata il 05/06/2015;

udita la relazione della causa svolta nella camera di consiglio non

partecipata dell’08/06/2017 dal Consigliere Dott. DANILO SESTINI;

Dato atto che il Collegio ha disposto la motivazione semplificata.

Fatto

RILEVATO

che:

i coniugi S.G. e G.R. hanno proposto ricorso per cassazione avverso la sentenza n. 845/2015 emessa dalla Corte di Appello di Palermo il 10.4.2015 e pubblicata il 5.6.2015;

ha resistito l’intimata Credito Italiano s.p.a..

Diritto

CONSIDERATO

che:

il ricorso è inammissibile in quanto proposto tardivamente;

trattandosi di causa introdotta nel novembre 2004, trova applicazione il termine “lungo” di un anno previsto dal previgente testo dell’art. 327 c.p.c.;

il termine è rimasto sospeso dal 1 al 31 agosto 2015 (ai sensi del D.L. n. 132 del 2014, art. 16, comma 1 conv. in L. n. 162 del 2014), andando a scadere il 6.7.2016;

risulta pertanto tardiva la notifica effettuata in data 15.7.2016;

le spese di lite seguono la soccombenza;

trattandosi di ricorso proposto successivamente al 30.1.2013, sussistono le condizioni per l’applicazione del D.P.R. 30 maggio 2002, n. 115, art. 13, comma 1 quater.

PQM

 

la Corte dichiara l’inammissibilità del ricorso e condanna i ricorrenti, in solido, a rifondere al controricorrente le spese di lite, liquidate in Euro 5.600,00 per compensi, oltre alle spese forfettarie nella misura del 15 per cento, agli esborsi liquidati in euro 200,00 e agli accessori di legge.

Ai sensi del D.P.R. 30 maggio 2002, n. 115, art. 13, comma 1 quater, dà atto della sussistenza dei presupposti per il versamento, da parte dei ricorrenti, dell’ulteriore importo a titolo di contributo unificato pari a quello dovuto per il ricorso, a norma dello stesso art. 13, comma 1 bis.

Motivazione semplificata.

Così deciso in Roma, il 8 giugno 2017.

Depositato in Cancelleria il 25 settembre 2017

LEGGI ANCHE


NEWSLETTER

Iscriviti per rimanere sempre informato e aggiornato.

CERCA CODICI ANNOTATI

CERCA SENTENZA