Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 22312 del 15/10/2020

Cassazione civile sez. VI, 15/10/2020, (ud. 01/10/2020, dep. 15/10/2020), n.22312

LA CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE

SEZIONE SESTA CIVILE

SOTTOSEZIONE 3

Composta dagli Ill.mi Sigg.ri Magistrati:

Dott. SCODITTI Enrico – Presidente –

Dott. GRAZIOSI Chiara – Consigliere –

Dott. CIRILLO Francesco Maria – Consigliere –

Dott. DELL’UTRI Marco – rel. Consigliere –

Dott. PELLECCHIA Antonella – Consigliere –

ha pronunciato la seguente:

ORDINANZA

sul ricorso iscritto al n. 31432-2019 R.G. proposto da:

G.O.R. in proprio e nella qualità di legale

rappresentante pro tempore della ORSINI GROUP DIVISIONE IMBALLAGGI

SRL, elettivamente domiciliati in ROMA, VIA SAN TOMMASO D’AQUINO

116, presso lo studio dell’avvocato MARIA CACCIAPAGLIA, che li

rappresenta e difende unitamente all’avvocato ALBERTO BELLET;

– ricorrenti –

contro

BORGIONI IMBALLAGGI SRL, ONDULATO PICENO SRL, entrambe in persona

dell’Amministratore unico pro tempore, elettivamente domiciliate in

ROMA, CIRCONVALLAZIONE CLODIA 29, presso lo studio dell’avvocato

ELISABETTA BUSUITO, rappresentate e difese dall’avvocato FENIZIA

MARINI;

– resistenti –

contro

G.A.;

– intimato –

per regolamento di competenza avverso l’ordinanza del TRIBUNALE di

ROMA, depositata il 16/09/2019;

udita la relazione della causa svolta nella camera di consiglio non

partecipata del 01/10/2020 dal Consigliere Relatore Dott. MARCO

DELL’UTRI;

lette le conclusioni scritte del Pubblico Ministero, in persona del

Sostituto Procuratore Generale Dott. CIMMINO ALESSANDRO, che chiede

che la Corte di Cassazione, in camera di consiglio, rigetti il

ricorso per regolamento di competenza, con le conseguenze di legge.

 

Fatto

RILEVATO

che:

con atto di citazione iscritto al ruolo del Tribunale di Roma con il n. 23165/2016, la società Orsini Group Divisione Imballaggi s.r.l. ha convenuto la Ondulato Piceno s.r.l. al fine di sentir: 1) accertare la sussistenza di un rapporto di somministrazione/fornitura di beni a carattere periodico tra le parti; 2) accertare l’insussistenza di taluni crediti rivendicati dalla Ondulato Piceno s.r.l. nei confronti dell’attrice; 3) pronunciare la risoluzione del contratto di somministrazione periodica per inadempimento della parte convenuta; 4) condannare quest’ultima al risarcimento dei danni subiti per l’inadempimento contestato; 4) condannare la parte convenuta al risarcimento dei danni subiti a titolo extracontrattuale in ragione dei diversi titoli dedotti;

con un secondo atto di citazione (iscritto al ruolo del Tribunale di Roma con il n. 36952/2016) la Orsini Group Divisione Imballaggi s.r.l. ha convenuto la Ondulato Piceno s.r.l. e la Borgioni Imballaggi s.n.c. (originaria denominazione sociale della Ondulato Piceno s.r.l.) al fine di sentir: 1) accertare l’insussistenza di taluni crediti rivendicati dalla Ondulato Piceno s.r.l. e dalla Borgioli Imballaggi nei propri confronti; 2) pronunciare la condanna della controparte al risarcimento dei danni contrattuali ed extracontrattuali sofferti per i titoli dedotti;

la Ondulato Piceno s.r.l. (costituitasi in entrambi i giudizi) e la Borgioni Imballaggi s.n.c. (costituita nel secondo giudizio) hanno agito in via riconvenzionale al fine di sentir condannare la controparte al pagamento, in proprio favore, di quanto asseritamente dovuto, oltre al risarcimento dei danni;

ad entrambi i giudizi sono stati chiamati a partecipare anche G.O.R. e G.A.;

con altro atto di citazione proposto dinanzi al Tribunale di Ascoli Piceno (iscritto a ruolo nel corso dell’anno 2017 con il n. 1507/2017), la Orsini Group Divisione Imballaggi s.r.l. ha proposto opposizione al decreto ingiuntivo emesso dal medesimo Tribunale di Ascoli Piceno, ottenuto (a seguito di ricorso depositato in data 27/4/2016) dalla Borgioni Imballaggi s.n.c. nei confronti della Orsini Group Divisione Imballaggi s.r.l. per il pagamento, da parte di quest’ultima, di talune fatture emesse nei relativi confronti dall’originaria società ricorrente in sede monitoria;

i procedimenti aventi R.G. n. 23165/2016 e n. 36952/2016 pendenti dinanzi al Tribunale di Roma sono stati riuniti nell’ottobre del 2017;

con ordinanza depositata in data 16/9/2019, il Tribunale di Roma, in accoglimento delle corrispondenti eccezioni sollevate dalla parte convenuta – dopo aver rilevato la continenza di una delle cause pendenti dinanzi a sè (quella iscritta al ruolo generale n. 36952/2016) con il giudizio preventivamente incardinato dinanzi al Tribunale di Ascoli Piceno (R.G. n. 1507/2017) (con il conseguente ordine di riassunzione della ridetta causa dinanzi al giudice marchigiano) – ha dichiarato la propria incompetenza per territorio in relazione alla causa iscritta al ruolo generale n. 23165/2016, avente a oggetto le domande con le quali la Orsini Group Divisione Imballaggi s.r.l. aveva invocato: 1) l’accertamento del rapporto di somministrazione/fornitura di beni a carattere periodico con la Ondulato Piceno s.r.l.; 2) l’accertamento dell’insussistenza di taluni crediti rivendicati dalla Ondulato Piceno s.r.l. nei propri confronti; 3) la risoluzione del contratto di somministrazione periodica per inadempimento della Ondulato Piceno s.r.l.; 4) la condanna di quest’ultima al risarcimento dei danni subiti a titolo contrattuale ed extracontrattuale per i titoli specificamente dedotti;

avverso detto provvedimento del Tribunale di Roma, la Orsini Group Divisione Imballaggi s.r.l. ha proposto regolamento di competenza, sulla base di due motivi d’impugnazione, illustrati da successiva memoria;

la Borgioni Imballaggi s.n.c. e la Ondulato Piceno s.r.l. si sono costituite depositando memoria;

il Procuratore generale presso la Corte di cassazione ha depositato memoria, concludendo per il rigetto del regolamento di competenza; nessun altro intimato ha svolto difese in questa sede.

Diritto

CONSIDERATO

che:

dev’essere preliminarmente rilevata l’ammissibilità dell’odierno regolamento di competenza, atteso che – in ragione dei contenuti e delle argomentazioni illustrate, delle particolari espressioni utilizzate dal giudice a quo, e della stessa definitiva liquidazione delle spese di lite – il provvedimento impugnato risulta aver deciso le questioni di competenza affrontate, affermando, in termini di assoluta e oggettiva inequivocità e incontrovertibilità, l’idoneità della propria determinazione a risolvere definitivamente, davanti a sè, la suddetta questione; e tanto, pur non avendo provveduto alla rimessione della causa in decisione e al previo invito rivolto alle parti a precisare le rispettive integrali conclusioni anche di merito (cfr. Sez. 6 – 3, Ordinanza n. 5354 del 07/03/2018, Rv. 648235 – 01; Sez. U, Ordinanza n. 20449 del 29/09/2014, Rv. 631956 – 01);

con il primo motivo, la società ricorrente censura il provvedimento impugnato per violazione e falsa applicazione dell’art. 20 c.p.c., nonchè dell’art. 1326 c.c., comma 1, per avere il giudice a quo illegittimamente affermato la competenza territoriale del Tribunale di Ascoli Piceno a conoscere della domanda volta ad accertare la natura del rapporto contrattuale concluso tra le parti (causa avente R.G. n. 23165/2016), sull’erroneo presupposto dell’avvenuta stipulazione, tra le società interessate, di una serie di rapporti contrattuali (corrispondenti a ogni singola fornitura), ciascuno definito secondo il meccanismo di cui all’art. 1327 c.c. (con la conseguente individuazione della sede della fornitrice quale luogo dirimente ai fini della conclusione), senza tener conto della circostanza che, sulla base di quanto dedotto con l’atto di citazione (da ritenersi decisivo, ai fini della determinazione della competenza territoriale), il rapporto contrattuale concluso tra le parti era fondato sull’originario unitario accordo (concluso in Roma) riconducibile al tipo legale della somministrazione, di cui le singole forniture avevano costituito meri episodi esecutivi;

il motivo è fondato;

osserva al riguardo il Collegio come, secondo il consolidato insegnamento della giurisprudenza di questa Corte, la determinazione della competenza dev’essere operata, ai sensi dell’art. 10 c.p.c. (che detta una regola di portata generale) in base alla domanda, senza che rilevino le contestazioni del convenuto (Sez. 6 – 1, Ordinanza n. 7182 del 26/03/2014, Rv. 630018 – 01);

più in particolare, la determinazione della competenza dev’essere compiuta in base al contenuto della domanda giudiziale, salvo che nei casi in cui la prospettazione ivi contenuta appaia prima facie artificiosa e finalizzata soltanto a sottrarre la cognizione della causa al giudice predeterminato per legge; detto principio, valevole anche per la competenza per territorio, non può essere derogato dalle contestazioni del convenuto circa la sussistenza del rapporto, nè dalla domanda riconvenzionale, che, a norma dell’art. 36 c.p.c., è conosciuta dal giudice competente per la causa principale, purchè non ecceda la sua competenza per materia o valore (Sez. L, Ordinanza n. 11415 del 17/05/2007, Rv. 597283 – 01);

ciò posto – premessa la rilevata insussistenza di alcuna artificiosa prospettazione, da parte dell’originaria società attrice, di argomentazioni o considerazioni strumentalmente finalizzate a sottrarre la cognizione della causa al ‘suò giudice, predeterminato secondo le norme sulla competenza – varrà rilevare come la società odierna ricorrente abbia originariamente sottoposto al giudice adito, in modo espresso ed inequivoco, la preliminare questione concernente l’esatta qualificazione giuridica del rapporto contrattuale dedotto in giudizio, invocando la sua considerazione alla stregua di un unitario rapporto di somministrazione, caratterizzato dalla preliminare e originaria programmazione delle sue forme di esecuzione, rimesse, in ragione della natura stessa della relazione (nel suo svolgersi attraverso il tempo), alle modalità determinative legate, volta a volta, alle specifiche esigenza della società somministrata;

da questa (dirimente) prospettiva, le singole prestazioni di fornitura – in relazione alle quali sono insorti i contrasti riferiti alla concreta corresponsione, da parte della società somministrata, di quanto da essa effettivamente dovuto – lungi dal prospettarsi alla stregua di adempimenti di singoli contratti conclusi secondo il particolare meccanismo di cui all’art. 1327 c.c., comma 1, necessariamente chiedono d’essere riguardate alla stregua di singoli episodi (o momenti) esecutivi dell’originario (e unitario) rapporto contrattuale di somministrazione, da ritenersi, pertanto, la causa (intesa quale ‘titolò o ‘fontè) delle singole obbligazioni (di fornitura della merce e di pagamento del relativo corrispettivo) dedotte in contestazione nell’odierno giudizio;

sulla base di tali premesse, ferma la sostenuta (dalla società attrice) conclusione dell’originario contratto di somministrazione in Roma, deve ritenersi che le questioni concernenti l’accertamento della natura del rapporto contrattuale tra le parti, e l’effettiva sussistenza delle obbligazioni poste a oggetto della causa avente r.g. n. 23165/2016, appartengano alla (concorrente) competenza territoriale del Tribunale di Roma, quale giudice del luogo in cui le obbligazioni in contestazione devono ritenersi sorte, ai sensi dell’art. 20 c.p.c.;

con il secondo motivo, la società ricorrente censura il provvedimento impugnato per violazione e falsa applicazione degli artt. 39 e 40 c.p.c., per avere il giudice a quo erroneamente ritenuto che il giudizio avente r.g. n. 36952/2016 fosse legato da un rapporto di continenza con il giudizio di opposizione a decreto ingiuntivo instaurato dinanzi al Tribunale di Ascoli Piceno, atteso che la complessa controversia insorta tra le parti si era articolata in tre diversi giudizi, coinvolgenti tre soggetti principali diversi, con la conseguente impossibilità che il giudizio di opposizione a decreto ingiuntivo (riguardante unicamente la Orsini Group Divisione Imballaggi s.r.l. e la Borgioni Imballaggi s.n.c.) potesse ricomprendere il più articolato giudizio proposto dinanzi al Tribunale di Roma, e dovendo ritenersi che il contrasto insorto tra la società odierna ricorrente e il gruppo economico avversario (solo formalmente distinto in compagini societarie diverse) richiedesse un’unitaria trattazione dinanzi al Tribunale di Roma (da ritenere) competente a conoscere del principale giudizio avente a oggetto l’accertamento della natura del rapporto in contestazione;

il motivo è infondato;

osserva sul punto il Collegio come, una volta radicata la competenza, innanzi al medesimo giudice, delle cause proposte nei confronti di due pretesi creditori (in base al criterio del cumulo soggettivo ai sensi dell’art. 33 c.p.c.), il criterio legale della continenza di cui all’art. 39 c.p.c. deve ritenersi necessariamente operante, tanto nei confronti delle cause cumulate nello stesso processo, quanto nei riguardi delle cause riunite ai sensi dell’art. 274 c.p.c., con la conseguente correttezza della decisione del giudice a quo là dove ha attribuito prevalenza al criterio legale della continenza, tanto rispetto alla scelta del cumulo soggettivo fatta propria, ai sensi dell’art. 33 c.p.c., dalla società originaria attrice, quanto con riguardo alla scelta (di opportunità) della riunione di cui all’art. 274 c.p.c.;

sulla base delle argomentazioni che precedono, in parziale accoglimento del regolamento proposto, dev’essere affermata la competenza territoriale del Tribunale di Roma in relazione al giudizio avente r.g. n. 23165/2016, e confermata la dichiarazione di continenza del giudizio avente r.g. n. 36952/2016 a giudizio preventivamente incardinato dinanzi al Tribunale di Ascoli Piceno avente r.g. n. 1507/2017;

sussistono giusti motivi, in ragione dell’accoglimento solo parziale del regolamento di competenza, per l’integrale compensazione, tra le parti, delle spese del presente giudizio.

PQM

Dichiara la competenza territoriale del Tribunale di Roma in relazione al giudizio avente r.g. n. 23165/2016.

Conferma la dichiarazione di continenza del giudizio avente r.g. n. 36952/2016 al giudizio preventivamente incardinato dinanzi al Tribunale di Ascoli Piceno avente r.g. n. 1507/2017.

Dichiara integralmente compensate tra le parti le spese del presente regolamento di competenza.

Così deciso in Roma, nella Camera di consiglio della Sesta Sezione Civile – 3, il 1 ottobre 2020.

Depositato in Cancelleria il 15 ottobre 2020

 

 

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