Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 22305 del 05/09/2019

Cassazione civile sez. VI, 05/09/2019, (ud. 04/06/2019, dep. 05/09/2019), n.22305

LA CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE

SEZIONE SESTA CIVILE

SOTTOSEZIONE 1

Composta dagli Ill.mi Sigg.ri Magistrati:

Dott. SCALDAFERRI Andrea – Presidente –

Dott. MELONI Marina – Consigliere –

Dott. ACIERNO Maria – rel. Consigliere –

Dott. NAZZICONE Loredana – Consigliere –

Dott. CAIAZZO Rosario – Consigliere –

ha pronunciato la seguente:

ORDINANZA

sul ricorso 4582-2018 proposto da:

I.O., elettivamente domiciliato in ROMA, MAZZINI 13,

presso lo studio dell’avvocato CALAMANI CRISTINA, rappresentato e

difeso dall’avvocato LORENZON ANGELO;

– ricorrente –

contro

MINISTERO DELL’INTERNO (OMISSIS), in persona del Ministro pro

tempore, elettivamente domiciliato in ROMA, VIA DEI PORTOGHESI 12,

presso l’AVVOCATURA GENERALE DELLO STATO, che lo rappresenta e

difende ope legis;

– resistente –

avverso il decreto n. R.G. 9518/2017 del TRIBUNALE di VENEZIA,

depositato il 27/12/2017;

udita la relazione della causa svolta nella camera di consiglio non

partecipata del 04/06/2019 dal Consigliere Relatore Dott. ACIERNO

MARIA.

Fatto

RAGIONI DELLA DECISIONE

il Tribunale di Venezia ha dichiarato inammissibile per tardività il ricorso proposto il 19/9//2017 da I.O. avverso il provvedimento notificato il 20/7/2017 della Commissione territoriale per il riconoscimento della protezione internazionale ai sensi del D.Lgs. n. 25 del 2008, art. 35. Il Tribunale ha rilevato che il ricorso era stato proposto oltre il termine di trenta giorni previsto dal D.Lgs. n. 25 del 2008, art. 35-bis, decorrente dalla data di notificazione del provvedimento amministrativo, avuto riguardo alla non applicazione della sospensione feriale dei termini per tali procedimenti d’impugnazione, come disposto dall’art. 35-bis, comma 14. Il predetto art. 35-bis, introdotto dal D.L. n. 13 del 2017 (convertito in L. n. 46 del 2017), si applica, ai sensi delle disposizioni transitorie di cui al D.L. n. 13 del 2017, art. 21, comma 1, ai procedimenti giudiziari sorti dopo 180 giorni dalla sua entrata in vigore, ovvero dal 18.08.2017, dovendosi escludere la rilevanza della notifica del provvedimento delle Commissioni territoriali al fine di stabilire il regime giuridico applicabile.

Avverso questa pronuncia ricorre per cassazione il cittadino straniero che denuncia, con tre motivi, la violazione del D.Lgs. n. 25 del 2008, art. 35-bis, perchè, al contrario di quanto ritenuto dalla Corte d’appello, dalla notificazione del provvedimento della Commissione, avvenuta il 20.07.2017, al deposito del ricorso, avvenuto il 19.09.2017, non erano ancora trascorsi i trenta giorni previsti dalla norma in esame, operando per il periodo 01.08.2017-17.08.2018 la sospensione feriale dei termini. L’Amministrazione intimata ha depositato esclusivamente atto di costituzione.

Il ricorso è manifestamente fondato. L’orientamento consolidato di questa Corte, nel regime giuridico vigente anteriormente alla novella introdotta con D.L. n. 13 del 2017, riteneva incontestatamente applicabile la sospensione feriale dei termini anche nei procedimenti di impugnazione di cui si tratta (Cass. 7333/2015, 19185/2015). Al riguardo, deve osservarsi, che la previsione del D.Lgs. n. 150 del 2011, art. 19, della trattazione di tali procedimenti “in via d’urgenza”, era stata ritenuta compatibile con la applicazione della sospensione feriale dei termini processuali (Cass. 7333 e 19185 del 2015 la prima non massirnata su questo punto e la seconda non massimata). Nel nuovo regime introdotto dal D.Lgs. n. 25 del 2008, art. 35-bis, comma 14, non opera più la sospensione feriale dei termini. Tale disciplina, come rilevato pure dal giudice a quo, si applica alle cause e ai procedimenti giudiziari sorti dopo il centottantesimo giorno dall’entrata in vigore del nuovo modello processuale introdotto dal D.L. n. 13 del 2017, vale a dire dal 17.08.2017 (D.L. n. 13 del 2017, ex art. 21, comma 1, che dispone il differimento dell’entrata in vigore della nuova disciplina normativa processuale anche in ordine all’art. 6, lett. g), norma con la quale è stato introdotto D.Lgs. n. 25 del 2008, art. 35-bis che contiene il nuovo principio dell’inapplicabilità della sospensione dei termini feriali). La lettura testuale della norma e la sua natura giuridica (processuale) inducono a ritenere che essa trovi applicazione per tutte le controversie instaurate a partire dalla sua entrata in vigore, dovendosi, tuttavia, escludere un’applicazione retroattiva del regime derogatorio della sospensione dei termini feriali. Alla data di notifica del provvedimento impugnato (20/7/2017) il nuovo regime derogatorio della sospensione dei termini feriali non poteva essere applicato perchè non ancora in vigore. Il computo del termine perentorio per l’impugnazione deve essere temporalmente ancorato al regime giuridico vigente alla data d’inizio della decorrenza del termine stesso. Il tale data era incontestatamente applicabile la sospensione dei termini feriali. Pertanto, alla luce di questo principio, il ricorso in questione è tempestivo, essendo stato depositato il 19/9/2017.

In conclusione, poichè alla data di notifica del provvedimento impugnato (20/7/2017) il regime applicabile era quello antevigente, fondato sulla sospensione dei termini feriali, il ricorso deve ritenersi proposto tempestivamente. Ne consegue l’accoglimento del ricorso e la cassazione della sentenza impugnata con rinvio al Tribunale di Venezia, in diversa composizione, anche per le spese del presente giudizio di legittimità, il quale si atterrà al seguente principio di diritto: “L’inapplicabilità del principio della sospensione dei termini feriali ai giudizi aventi ad oggetto il riconoscimento della protezione internazionale del cittadino straniero, introdotta con il D.Lgs. n. 25 del 2008, art. 35-bis, comma 14, non opera rispetto ai ricorsi avverso decisioni delle Commissioni territoriali emesse e comunicate (o notificate) anteriormente alla data del 17/8/2017, essendo la vigenza della nuova disciplina legislativa processuale differita a tale data”.

P.Q.M.

La Corte accoglie il ricorso; cassa la sentenza impugnata con rinvio al Tribunale di Venezia, in diversa composizione, anche per le spese del giudizio di legittimità.

Così deciso in Roma, nella Camera di Consiglio, il 4 giugno 2019.

Depositato in Cancelleria il 5 settembre 2019

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