Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 22281 del 05/09/2019

Cassazione civile sez. VI, 05/09/2019, (ud. 11/07/2019, dep. 05/09/2019), n.22281

LA CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE

SEZIONE SESTA CIVILE

SOTTOSEZIONE 2

Composta dagli Ill.mi Sigg.ri Magistrati:

Dott. D’ASCOLA Pasquale – Presidente –

Dott. COSENTINO Antonello – Consigliere –

Dott. GRASSO Giuseppe – Consigliere –

Dott. TEDESCO Giuseppe – rel. Consigliere –

Dott. FORTUNATO Giuseppe – Consigliere –

ha pronunciato la seguente:

ORDINANA PER CORREZIONE DI ERRORE MATERIALE

sul ricorso 14851-2019 proposto da:

F.G., elettivamente domiciliato in ROMA, VIA GOLAMETTO

4, presso lo studio dell’avvocato ABBATE FERDINANDO EMILIO, che lo

rappresenta e difende;

– ricorrente –

contro

MINISTERO DELLA GIUSTIZIA (OMISSIS);

– intimato –

avverso l’ordinanza n. 8043/2019 della CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE di

ROMA, depositata il 21/03/2019;

udita la relazione della causa svolta nella camera di consiglio non

partecipata dell’11/07/2019 dal Consigliere Relatore Dott. TEDESCO

GIUSEPPE.

Fatto

RITENUTO

Che:

L’avv. Abbate Pierferdinando Emilio, quale difensore di F.G. nel giudizio iscritto al n. 25748 del Ruolo generale per l’anno 2017, promosso da F.G. contro il Ministero della Giustizia, definito da questa Corte con ordinanza n. 8043/2019 di accoglimento del ricorso con decisione nel merito, ha chiesto la correzione della ordinanza, in quanto la Corte, pur condannando il Ministero al pagamento delle spese di lite sia del giudizio di merito, sia del giudizio di legittimità, ha omesso disporne la distrazione in favore del difensore, come da richiesta formulata nella iniziale domanda alla Corte d’appello di Perugia e poi nel ricorso per cassazione.

Il Ministero è rimasto intimato.

Su proposta del relatore, che riteneva che il ricorso dovesse essere accolto, con la conseguente possibilità di definizione nelle forme di cui all’art. 380-bis c.p.c., in relazione all’art. 375 c.p.c., comma 1, n. 5), il presidente ha fissato l’adunanza della camera di consiglio.

Il ricorso va accolto.

In caso di omessa pronuncia sull’istanza di distrazione delle spese proposta dal difensore, il rimedio esperibile, in assenza di un’espressa indicazione legislativa, è costituito dal procedimento di correzione degli errori materiali di cui agli artt. 287 e 288 c.p.c., e non dagli ordinari mezzi di impugnazione, non potendo la richiesta di distrazione qualificarsi come domanda autonoma. La procedura di correzione, oltre ad essere in linea con il disposto dell’art. 93 c.p.c., comma 2 – che ad essa si richiama per il caso in cui la parte dimostri di aver soddisfatto il credito del difensore per onorari e spese – consente il migliore rispetto del principio costituzionale della ragionevole durata del processo, garantisce con maggiore rapidità lo scopo del difensore distrattario di ottenere un titolo esecutivo ed è un rimedio applicabile, ai sensi dell’art. 391-bis c.p.c., anche nei confronti delle pronunce della Corte di cassazione (Cass. S.U., n. 16037/2010; n. 12437/2017).

Dunque, in accoglimento della istanza, deve disporsi che nella ordinanza di questa Corte n. 8043 del 2019 siano apportata le correzioni richieste.

P.Q.M.

La Corte dispone che nella propria ordinanza n. 8043 del 2019 siano apportate le seguenti correzioni di errore materiale: nella ultimo capoverso della motivazione, immediatamente prima del dispositivo, dopo la frase, “oltre le spese del giudizio di merito e delle ulteriori spese del presente giudizio di legittimità” siano aggiunte le parole “da distrarsi in favore del difensore del ricorrente avv. Abbate Ferdinando Emilio, che ne ha fatto richiesta.”; nell’ultimo rigo del dispositivo, dopo le parole “accessori di legge” sia aggiunta la frase “Ordina la distrcqione delle spese stesse a favore del difensore del ricorrente avv. Abbate Ferdinando Emilio”; dispone che la correzione sia annotata sull’originale del provvedimento Corretto.

Così deciso in Roma, nella Camera di Consiglio della 6 – 2 Sezione civile della Corte suprema di cassazione, il 11 luglio 2019.

Depositato in Cancelleria il 5 settembre 2019

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