Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 22281 del 04/08/2021

Cassazione civile sez. I, 04/08/2021, (ud. 16/04/2021, dep. 04/08/2021), n.22281

LA CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE

SEZIONE PRIMA CIVILE

Composta dagli Ill.mi Sigg.ri Magistrati:

Dott. CAMPANILE Pietro – Presidente –

Dott. VANNUCCI Marco – Consigliere –

Dott. AMATORE Roberto – Consigliere –

Dott. SOLAINI Luca – rel. Consigliere –

Dott. SCALIA Laura – Consigliere –

ha pronunciato la seguente:

ORDINANZA

sul ricorso 10751/2019 proposto da:

A.S., elettivamente domiciliato in Brindisi, via G.

Tarantini n. 52, presso lo studio dell’avv. V. Corsa, che lo

rappresenta e difende per procura in atti;

– ricorrente –

contro

Ministero Dell’interno, (OMISSIS), elettivamente domiciliato in Roma

Via Dei Portoghesi 12 Avvocatura Generale Dello Stato che lo

rappresenta e difende;

– controricorrente –

avverso il decreto del TRIBUNALE di LECCE, depositato il 13/03/2019;

udita la relazione della causa svolta nella camera di consiglio del

16/04/2021 dal cons. SOLAINI LUCA.

 

Fatto

RILEVATO IN FATTO

che:

Il Tribunale di Lecce ha respinto il ricorso proposto da A.S. cittadino nigeriano, avverso il provvedimento della competente Commissione territoriale che aveva negato al richiedente asilo il riconoscimento della protezione internazionale sia come “rifugiato” che nella forma della protezione sussidiaria che di quella umanitaria.

Il ricorrente ha riferito di essere fuggito dalla Nigeria per il timore di essere arrestato dalle autorità nazionali per via del furto di un escavatore che – nella disponibilità dell’istante per motivi di lavoro avrebbe dovuto essere utilizzato per l’esecuzione di taluni lavori meccanici nella città di Moqua.

A supporto della decisione di rigetto, il tribunale ha ritenuto che la vicenda narrata fosse scarsamente attendibile, e comunque, insussistenti i presupposti per il riconoscimento della protezione internazionale richiesta; inoltre, il tribunale ha ritenuto che non vi fosse una situazione di violenza indiscriminata nella zona di provenienza del richiedente e non ha ravvisato neppure la ricorrenza di gravi motivi di carattere umanitario.

Contro il decreto del medesimo Tribunale è ora proposto ricorso per cassazione sulla base di cinque motivi.

Il Ministero dell’Interno non ha spiegato difese scritte.

Diritto

CONSIDERATO IN DIRITTO

che:

Il ricorrente censura la decisione del Tribunale: (1) sotto un primo profilo, per il vizio di nullità della sentenza o del procedimento per violazione dell’art. 132 c.p.c., comma 2, n. 4, e dell’art. 118 disp. att. c.p.c., perché la motivazione del decreto era apparente e incomprensibile, tale da non rendere percepibile il fondamento della decisione; (2) sotto un secondo profilo, per omesso esame circa un fatto decisivo per il giudizio, che è stato oggetto di discussione tra le parti, in relazione all’art. 360 c.p.c., comma 1, n. 5 e per violazione del D.Lgs. n. 251 del 2007, artt. 3 e 14; (3) sotto un terzo profilo per violazione del D.Lgs. n. 25 del 2008, art. 35 bis comma 9, in relazione all’art. 360 c.p.c., comma 1, n. 3, perché erroneamente, il tribunale aveva rigettato la richiesta di approfondimento istruttorio, basandosi su informazioni non aggiornate relativamente alla situazione socio-politica della Nigeria; (4) sotto un quarto profilo, per violazione del D.Lgs. n. 25 del 2008, art. 35 bis, comma 10, lett. c), in combinato disposto con l’art. 24 Cost., comma 2, in relazione all’art. 360 c.p.c., comma 1, n. 3, per la mancata audizione del ricorrente; (5) sotto un quinto profilo, per violazione del D.Lgs. n. 286 del 1998, art. 5, comma 6, in relazione all’art. 360 c.p.c., comma 1, nn. 3 e 4, per il mancato riconoscimento della protezione umanitaria.

I primi due motivi, che possono essere oggetto di un esame congiunto, sono fondati, con assorbimento dei restanti, in quanto la motivazione del rigetto della protezione sussidiaria si basa su una vicenda (la richiesta di cooptazione del ricorrente da parte della confraternita degli Ogboni) che non è quella raccontata dal richiedente in sede di audizione davanti alla Commissione territoriale (furto di un escavatore da parte del ricorrente), come riportato (e “localizzato”) dal richiedente alla p. 5 del ricorso, cosicché tale motivazione è apparente e “grafica” tale da inficiare la decisione finale.

In accoglimento dei primi due motivi, assorbiti i restanti, il decreto va cassato e la causa va rinviata al tribunale di Lecce, affinché, alla luce dei principi sopra esposti, riesamini il merito della controversia.

PQM

LA CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE;

Accoglie i primi due motivi di ricorso, assorbe i restanti.

Cassa la sentenza impugnata e rinvia, anche per le spese del presente giudizio di legittimità, al tribunale di Lecce, in diversa composizione.

Così deciso in Roma, alla Camera di Consiglio, il 16 aprile 2021.

Depositato in Cancelleria il 4 agosto 2021

 

 

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