Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 22275 del 15/10/2020

Cassazione civile sez. VI, 15/10/2020, (ud. 15/07/2020, dep. 15/10/2020), n.22275

LA CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE

SEZIONE SESTA CIVILE

SOTTOSEZIONE 1

Composta dagli Ill.mi Sigg.ri Magistrati:

Dott. SCALDAFERRI Andrea – Presidente –

Dott. MELONI Marina – Consigliere –

Dott. PARISE Clotilde – Consigliere –

Dott. MARULLI Marco – Consigliere –

Dott. SCALIA Laura – rel. Consigliere –

ha pronunciato la seguente:

ORDINANZA

sul ricorso 18582-2019 proposto da:

K.A., elettivamente domiciliato in ROMA PIAZZA CAVOUR presso la

CANCELLERIA della CORTE DI CASSAZIONE, rappresentato e difeso

dall’avvocato ENNIO CERIO;

– ricorrente –

contro

MINISTERO DELL’INTERNO, – COMMISSIONE TERRITORIALE PER IL

RICONOSCIMENTO DELLA PROTEZIONE INTERNAZIONALE DI (OMISSIS),

(OMISSIS);

– intimato –

avverso il decreto n. R.G. 2155/2018 del TRIBUNALE di CAMPOBASSO,

depositato il 10/05/2019;

udita la relazione della causa svolta nella camera di consiglio non

partecipata del 15/07/2020 dal Consigliere Relatore Dott. LAURA

SCALIA.

 

Fatto

FATTI DI CAUSA E RAGIONI DELLA DECISIONE

1. K.A., cittadino del Pakistan, ricorre in cassazione avverso il decreto in epigrafe indicato con cui il Tribunale di Campobasso – Sezione specializzata in materia di immigrazione, protezione internazionale e libera circolazione dei cittadini dell’Unione Europea, adito D.Lgs. n. 25 del 2008, ex art. 35-bis, ne aveva rigettato la richiesta di protezione internazionale, nelle forme del rifugio e della protezione sussidiaria, nonchè di un permesso di soggiorno per motivi umanitari, nella ritenuta insussistenza delle condizioni per il riconoscimento delle misure. Il Ministero intimato non ha svolto difese.

2. Con unico motivo il ricorrente – che dinanzi alla competente commissione amministrativa aveva dichiarato di aver abbandonato il propriò paese temendo per la propria vita in seguito alle minacce ricevute da creditori con i quali si era indebitato per l’acquisto di terreni e bestiame – fa valere ex art. 360 c.p.c., comma 1, n. 3, la violazione del D.Lgs. n. 25 del 2008, art. 8, in cui era incorso il tribunale di Campobasso nel vagliare la situazione generale esistente nel paese di origine, il Pakistan, senza far ricorso a informazioni precise ed aggiornate, con il richiamare non meglio identificate “raccomandazioni della Farnesina” e senza dare conto della fonte nè dando accesso a quelle indicate in ricorso, in tal modo non assolvendo all’obbligo di collaborazione istruttoria D.Lgs. cit., ex art. 8.

Il motivo è manifestamente fondato.

Secondo la costante giurisprudenza di questa Corte di cassazione ai fini del riconoscimento della protezione internazionale è dovere del giudice verificare, avvalendosi dei poteri officiosi di indagine e di informazione di cui al D.Lgs. 28 gennaio 2008, n. 25, art. 8 comma 3, se la situazione di esposizione a pericolo per l’incolumità fisica indicata dal ricorrente e astrattamente sussumibile in una situazione tipizzata di rischio, sia effettivamente sussistente nel Paese nel quale dovrebbe essere disposto il rimpatrio, con accertamento aggiornato al momento della decisione (Cass. n. 13897 del 22/05/2019; Cass. 13451 del 2019; Cass. n. 28990 del 12/11/2018; Cass. n. 17075 del 28/06/2018).

Ed infatti in base a quanto prescritto dal D.Lgs. n. 25 del 2008, art. 8, comma 3, il predetto accertamento va compiuto… alla luce di informazioni precise e aggiornate circa la situatone generale esistente nel Paese di origine dei richiedenti asilo e, ove occorra, dei Paesi in cui questi sono transitati, elaborate dalla Commissione nazionale sulla base dei dati forniti dall’ACNUR, dal Ministero degli affari esteri, anche con la collaborazione di altre agenzie ed enti di tutela dei diritti umani operanti a livello internazionale, o comunque acquisite dalla Commissione stessa.

Ne deriva l’insufficienza del riferimento contenuto nel provvedimento impugnato a “raccomandazioni della Farnesina” che – privo peraltro di qualsiasi riferimento temporale – non soddisfa ai richiesti contenuti di specificità ed aggiornamento della fonte di cui non consente il controllo del D.Lgs. cit., ex art. 8, comma 3, sull’attendibilità e sulla ricomprensione nel novero di quelle previste dal norma.

3. In accoglimento del motivo di ricorso il decreto impugnato va cassato con rinvio del giudizio al Tribunale di Campobasso, Sezione specializzata in materia di immigrazione, protezione internazionale e libera circolazione dei cittadini dell’Unione Europea, in diversa composizione, anche per la regolamentazione delle spese del giudizio di cassazione.

P.Q.M.

La Corte accoglie il ricorso, cassa il provvedimento impugnato e rinvia la causa, anche per le spese del giudizio di legittimità, al Tribunale di Campobasso, Sezione specializzata in materia di immigrazione, protezione internazionale e libera circolazione dei cittadini dell’Unione Europea, in diversa composizione.

Depositato in Cancelleria il 15 ottobre 2020

 

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