Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 22260 del 15/10/2020

Cassazione civile sez. VI, 15/10/2020, (ud. 01/07/2020, dep. 15/10/2020), n.22260

LA CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE

SEZIONE SESTA CIVILE

SOTTOSEZIONE 1

Composta dagli Ill.mi Sigg.ri Magistrati:

Dott. SCALDAFERRI Andrea – Presidente –

Dott. VALITUTTI Antonio – Consigliere –

Dott. ACIERNO Maria – rel. Consigliere –

Dott. IOFRIDA Giulia – Consigliere –

Dott. CAIAZZO Rosaria – Consigliere –

ha pronunciato la seguente:

ORDINANZA

sul ricorso 2350-2018 proposto da:

S.I., elettivamente domiciliato in ROMA, PIAZZA CAVOUR,

presso la CORTE DI CASSAZIONE, rappresentato e difeso dall’avvocato

LUCA FROLDI;

– ricorrente –

contro

MINISTERO DELL’INTERNO COMMISSIONE TERRITORIALE PER IL RICONOSCIMENTO

DELLA PROTEZIONE INTERNAZIONALE DI ANCONA;

– intimato –

avverso la sentenza n. 1350/2017 della CORTE D’APPELLO di ANCONA,

depositata il 28/08/2017;

udita la relazione della causa svolta nella camera di consiglio non

partecipata del 01/07/2020 dal Consigliere Relatore Dott. MARIA

ACIERNO.

 

Fatto

RAGIONI DELLA DECISIONE

La Corte d’appello di Ancona ha rigettato la domanda di protezione internazionale e umanitaria proposta da S.I., cittadino del Bangladesh, il quale aveva riferito di aver acquistato il negozio adibito a proprio esercizio commerciale con denaro in prestito; di aver subito un incendio appiccato dolosamente dai sostenitori dell'(OMISSIS), per motivi politici; di essere fuggito perchè, non riuscendo a saldare il suo debito e a pagare gli interessi sul prestito, sicuramente sarebbe morto.

La Corte d’appello ha evidenziato che dalla narrazione non si evincono atti di persecuzione non essendovi, peraltro, alcun riscontro a sostegno del pericolo causato dalla condotta dei creditori; non si evidenziano situazioni di pericolo di danno grave provenienti dallo Stato o da organizzazioni che controllano lo Stato, essendo del tutto ipotetico quanto sostenuto dal richiedente in relazione alla riconducibilità dell’incendio doloso ai ragazzi dell'(OMISSIS). Deve anche escludersi che le condizioni generali del paese inducano a configurare una situazione di violenza indiscriminata. Infine, viene rigettata la domanda riguardante la protezione umanitaria per la genericità del racconto del richiedente in relazione all’individuazione di situazioni di vulnerabilità.

Avverso tale pronuncia ha proposto ricorso per Cassazione il cittadino straniero con unico motivo avente ad oggetto una censura inammissibile per radicale genericità. Manca nella formulazione delle critiche un ancoraggio preciso alle rationes decidendi concretamente poste a base della decisione. All’inammissibilità del ricorso non consegue alcuna statuizione sulle spese processuali in mancanza di difese della parte intimata.

PQM

Dichiara inammissibile il ricorso. Non vi è statuizione sulle spese di lite in mancanza di difese della parte intimata Ministero dell’Interno.

Sussistono i requisiti processuali per il versamento dell’ulteriore contributo, ove dovuto, D.P.R. n. 115 del 2002, ex art. 13, comma 1 quater, a carico del ricorrente.

Così deciso in Roma, nella Camera di consiglio, il 1 luglio 2020.

Depositato in Cancelleria il 15 ottobre 2020

 

 

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