Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 22213 del 26/10/2011

Cassazione civile sez. trib., 26/10/2011, (ud. 29/09/2011, dep. 26/10/2011), n.22213

LA CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE

SEZIONE TRIBUTARIA

Composta dagli Ill.mi Sigg.ri Magistrati:

Dott. LUPI Fernando – Presidente –

Dott. BOGNANNI Salvatore – Consigliere –

Dott. CAPPABIANCA Aurelio – Consigliere –

Dott. IACOBELLIS Marcello – rel. Consigliere –

Dott. VIRGILIO Biagio – Consigliere –

ha pronunciato la seguente:

ordinanza

sul ricorso proposto da:

I.M., elett.te dom.to in Roma, alla via Silla n. 3,

presso lo studio dell’avv. Ferzi Carlo e Gianfranco Liuzzi dai quali

è rapp.to e difeso, giusta procura in atti;

– ricorrente –

CONTRO

Agenzia delle Entrate, in persona del legale rapp.te pro tempore;

– intimata –

per la cassazione della sentenza della Commissione Tributaria

Regionale del Lazio n. 124/2006/07 depositatali 22/1/2007;

Udita la relazione della causa svolta dal Consigliere Relatore Dott.

Marcello Iacobellis;

Udito l’avv. Ferzi per il ricorrente;

Udito il P.M., in persona del Sostituto Procuratore Generale, dott.

SEPE Ennio Attilio, che ha concluso aderendo alla relazione.

Fatto

SVOLGIMENTO DEL PROCESSO

La controversia promossa da I.M. contro l’Agenzia delle Entrate è stata definita con la decisione in epigrafe, recante l’accoglimento dell’appello principale proposto dall’Agenzia delle Entrate contro la sentenza della CTP di Roma n. 301/13/2005 che aveva accolto il ricorso del contribuente avverso il silenzio rifiuto dell’Ufficio sull’istanza di rimborso dell’Irap versata negli anni 1999-2002; la CTR rigettava l’appello incidentale proposto dallo I. avverso la decisione di compensazione delle spese, sul rilievo che il reddito del geometra era stato ottenuto con l’apporto determinante della propria organizzazione, costituita con il suo ausilio e con l’impiego di beni strumentali ancorchè minimi.

Il ricorso proposto si articola in tre motivi. Nessuna attività ha svolto l’intimata. Il ricorrente ha depositato memoria.

Diritto

MOTIVI DELLA DECISIONE

Con primo motivo con cui deduce violazione e falsa applicazione di norme di diritto in riferimento al D.Lgs. n. 546 del 1992, art. 53 (art. 360 c.p.c., n. 3) errata ed illegittima motivazione relativamente ad un punto decisivo della controversia (art. 360 c.p.c., n. 5) il ricorrente lamenta che la CTR avrebbe ignorato il rilievo, sollevato dal contribuente, di inammissibilità dell’impugnazione dell’Ufficio.

La censura di violazione di legge è inammissibile per la genericità del quesito di diritto.

Inammissibile è la censura in ordine alla motivazione in quanto priva di una esposizione chiara e sintetica del fatto controverso – in relazione al quale la motivazione si assume omessa – ovvero delle ragioni per le quali la dedotta insufficienza rende inidonea la motivazione a giustificare la decisione.

Con secondo motivo (con cui deduce violazione e falsa applicazione di norme di diritto in riferimento al combinato disposto del D.Lgs. n. 446 del 1997, art. 2, periodo e art. 3, comma 1 e del D.P.R. 22 dicembre 1986, n. 917, art. 53 TUIR (art. 360 c.p.c., n. 3), il ricorrente lamenta che la CTR avrebbe ritenuto soggetto ad Irap il reddito prodotto nonostante l’uso di beni strumentali minimi.

La censura è fondata alla luce del principio affermato da questa Corte (Sent. 3678 de 16/02/2007) secondo cui, in tema di IRAP, l’esercizio per professione abituale, ancorchè non esclusiva, di attività di lavoro autonomo diversa dall’impresa commerciale costituisce, secondo l’interpretazione costituzionalmente orientata fornita dalla Corte costituzionale con la sentenza n. 156 del 2001, presupposto dell’imposta soltanto qualora si tratti di attività autonomamente organizzata. Il requisito dell’autonoma organizzazione, il cui accertamento spetta al giudice di merito ed è insindacabile in sede di legittimità se congruamente motivato, ricorre quando il contribuente che eserciti attività di lavoro autonomo: a) sia, sotto qualsiasi forma, il responsabile dell’organizzazione, e non sia quindi inserito in strutture organizzative riferibili ad altrui responsabilità ed interesse; b) impieghi beni strumentali eccedenti le quantità che, secondo l’id quod plerumque accidit, costituiscono nell’attualità il minimo indispensabile per l’esercizio dell’attività anche in assenza di organizzazione, oppure si avvalga in modo non occasionale di lavoro altrui.

Con terzo motivo (con cui deduce l’omessa insufficiente e contraddittoria motivazione in ordine al negato rimborso delle spese legali (art. 360 c.p.c., n. 5) il ricorrente lamenta il mancato rimborso, da parte della CTR, delle spese del doppio grado: la CTP di Roma infatti, nell’accogliere il ricorso, avrebbe erroneamente compensato le spese del giudizio sul presupposto della parziale soccombenza di esso ricorrente.

La censura è infondata. La CTR con la pronuncia oggetto di impugnazione, ha affermato che “la decisione della Commissione tributaria non può essere assolutamente condivisa e va dunque riformata in totale accoglimento dell’appello interposto dall’Ufficio”, con conseguente “rigetto dell’appello incidentale interposto dal contribuente”. Il nuovo regolamento delle spese risulta quindi fondato sulla riforma della sentenza della CTP, quale conseguenza della pronuncia di merito adottata, dato che l’onere di esse va attribuito e ripartito tenendo presente l’esito complessivo della lite.

Consegue da quanto sopra la cassazione della sentenza impugnata in relazione al motivo accolto. Non essendo necessari ulteriori accertamenti di fatto – la CTR ha infatti dichiarato l’impiego di beni strumentali minimi -, ai sensi dell’art. 384 c.p.c., decidendo nel merito, va accolto il ricorso proposto dallo I. avverso il silenzio rifiuto dell’Amministrazione in ordine all’istanza di rimborso Irap per gli anni 1999-2002.

I contrasti giurisprudenziali sulla interpretazione della normativa in esame giustificano la compensazione delle spese dell’intero giudizio.

P.Q.M.

La Corte accoglie il secondo motivo di ricorso, rigetta il primo ed il terzo, cassa la sentenza impugnata e decidendo nel merito, accoglie il ricorso proposto dallo I. avverso il silenzio rifiuto dell’Ufficio sull’istanza di rimborso IRAP relativa agli anni 1999-2002. Compensa tra le parti le spese del giudizio.

Così deciso in Roma, il 29 settembre 2011.

Depositato in Cancelleria il 26 ottobre 2011

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