Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 22164 del 12/09/2018

Cassazione civile sez. VI, 12/09/2018, (ud. 04/07/2018, dep. 12/09/2018), n.22164

LA CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE

SEZIONE SESTA CIVILE

SOTTOSEZIONE L

Composta dagli Ill.mi Sigg.ri Magistrati:

Dott. CURZIO Pietro – Presidente –

Dott. ESPOSITO Lucia – rel. Consigliere –

Dott. FERNANDES Giulio – Consigliere –

Dott. GHINOY Paola – Consigliere –

Dott. SPENA Francesca – Consigliere –

ha pronunciato la seguente:

ORDINANZA

sul ricorso 18139/2016 proposto da:

P.R., elettivamente domiciliata in ROMA, VIA DEGLI

SCIALOJA n. 3, presso lo studio dell’avvocato GIORGIO GRASSO, che la

rappresenta e difende;

– ricorrente –

contro

I.N.P.S. – ISTITUTO NAZIONALE DELLA PREVIDENZA SOCIALE, C.F.

(OMISSIS), in persona del legale rappresentante pro tempore,

domiciliato in ROMA, VIA CESARE BECCARIA 29, presso la sede

dell’AVVOCATURA CENTRALE dell’Istituto medesimo, rappresentato e

difeso unitamente e disgiuntamente dagli avvocati EMANUELA

CAPANNOLO, MAURO RICCI, CLEMENTINA PULLI;

– controricorrente –

avverso la sentenza n. 188/2016 del TRIBUNALE di NAPOLI, depositata

il 13/01/2016;

udita la relazione della causa svolta nella Camera di consiglio non

partecipata del 04/07/2018 dal Consigliere Dott. LUCIA ESPOSITO.

Fatto

RILEVATO

Che il Tribunale di Napoli respingeva l’opposizione all’accertamento tecnico preventivo ex art. 445 bis c.p.c., richiesto ad istanza di P.R. in funzione dell’accertamento del requisito sanitario per la pensione di inabilità con indennità di accompagnamento e, in via gradata, di assegno di invalidità civile, condannando la ricorrente al pagamento delle spese di giudizio in ragione della “mancanza e/o insufficienza della dichiarazione prevista dall’art. 152 disp. att. c.p.c.”;

che avverso la sentenza propone ricorso per cassazione P.R. sulla base di unico motivo, illustrato con memoria;

che l’Inps si è costituito con controricorso;

che la proposta del relatore, ai sensi dell’art. 380-bis c.p.c., è stata comunicata alle parti, unitamente al decreto di fissazione dell’adunanza in Camera di consiglio non partecipata.

Diritto

CONSIDERATO

Che con unico motivo la ricorrente deduce violazione dell’art. 132 c.p.c., comma 2, n. 3 e art. 118 disp. att. c.p.c., per apparente, perplessa e obiettivamente incomprensibile motivazione, ovvero per omessa motivazione con contestuale violazione dell’art. 24 Cost., art. 11 Cost., comma 2 e art. 101 c.p.c., per lesione del principio del contraddittorio e del diritto di difesa in relazione all’art. 360 c.p.c., comma 1, n. 5, in relazione a due profili: A) l’espressione adottata con riferimento alla dichiarazione ex art. 152 disp. att. c.p.c., come sopra richiamata, si traduce in una sostanziale incomprensibilità dei motivi che si è inteso porre a base della statuizione accessoria, tra essi visibilmente contrastanti, soprattutto atteso che la dichiarazione cui si riferisce il giudicante è ben leggibile nelle conclusioni in calce al ricorso introduttivo del giudizio. Rileva che l’incertezza dell’enunciato non consente al destinatario di affrontarne il corretto esame; B) analoghi rilievi investono la preferenza accordata alla prima perizia di ATP rispetto a quella successiva;

che la censura è infondata. In primo luogo, quanto al profilo sub A), non è ravvisabile la dedotta incolmabile carenza motivazionale, poichè l’enunciato della Corte territoriale fa ben comprendere che la statuizione in punto di spese è conseguente alla rilevata non conformità della dichiarazione ai requisiti di cui all’art. 152 disp. att., nè l’idoneità della suddetta dichiarazione può essere vagliata in questa sede, non essendo stata formulata censura in termini di violazione della suddetta norma. In secondo luogo, quanto al profilo sub B), è da rilevare che la preferenza accordata in sentenza alle conclusioni del primo consulente tecnico nominato è congruamente argomentata, senza che possa ravvisarsi un’ipotesi di motivazione apparente nei termini individuati dalla giurisprudenza di questa Corte (cfr. Cass. n. 22232 del 03/11/2016), secondo cui “la mancanza della motivazione (con conseguente nullità della pronuncia per difetto di un requisito di forma indispensabile) si verifica nei casi di radicale carenza di essa, ovvero del suo estrinsecarsi in argomentazioni non idonee a rivelare la ratio decidendi (cosiddetta motivazione apparente), o fra di loro logicamente inconciliabili, o comunque perplesse od obiettivamente incomprensibili, e sempre che i relativi vizi emergano dal provvedimento in sè”;

il ricorso, pertanto, in parziale difformità rispetto alla proposta, deve essere rigettato, senza provvedimento alcuno in ordine alle spese di lite in ragione della dichiarazione di esonero ex art. 152 disp. att. c.p.c..

PQM

La Corte rigetta il ricorso. Nulla sulle spese.

Ai sensi del D.P.R. n. 115 del 2002, art. 13, comma 1 quater, dà atto della sussistenza dei presupposti per il versamento, da parte del ricorrente, dell’ulteriore importo a titolo di contributo unificato pari a quello dovuto per il ricorso, a norma dello stesso art. 13, comma 1 bis.

Così deciso in Roma, il 4 luglio 2018.

Depositato in Cancelleria il 12 settembre 2018

Sostieni LaLeggepertutti.it

La pandemia ha colpito duramente anche il settore giornalistico. La pubblicità, di cui si nutre l’informazione online, è in forte calo, con perdite di oltre il 70%. Ma, a differenza degli altri comparti, i giornali online non ricevuto alcun sostegno da parte dello Stato. Per salvare l'informazione libera e gratuita, ti chiediamo un sostegno, una piccola donazione che ci consenta di mantenere in vita il nostro giornale. Questo ci permetterà di esistere anche dopo la pandemia, per offrirti un servizio sempre aggiornato e professionale. Diventa sostenitore clicca qui

LEGGI ANCHE


NEWSLETTER

Iscriviti per rimanere sempre informato e aggiornato.

CERCA CODICI ANNOTATI

CERCA SENTENZA