Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 22159 del 03/08/2021

Cassazione civile sez. III, 03/08/2021, (ud. 11/05/2021, dep. 03/08/2021), n.22159

LA CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE

SEZIONE TERZA CIVILE

Composta dagli Ill.mi Sigg.ri Magistrati:

Dott. DE STEFANO Franco – Presidente –

Dott. SESTINI Danilo – Consigliere –

Dott. IANNELLO Emilio – rel. Consigliere –

Dott. MOSCARINI Anna – Consigliere –

Dott. GORGONI Marilena – Consigliere –

ha pronunciato la seguente:

ORDINANZA

sul ricorso iscritto al n. 2218/2020 R.G. proposto da

D.A., rappresentato e difeso dall’Avv. Gianluca Panetti,

con domicilio eletto presso il suo studio in Roma, Viale delle

Milizie, n. 38;

– ricorrente –

contro

Vittoria Assicurazioni S.p.a., rappresentata e difesa dagli Avv.ti

Jacopo Tognon, e Federico Corbò, con domicilio eletto presso lo

studio di quest’ultimo in Roma, Via A. Bertolini, n. 55;

– controricorrente e ricorrente incidentale –

avverso la sentenza del Tribunale di Rovigo, n. 391/2019 depositata

il 6 giugno 2019;

Udita la relazione svolta nella camera di consiglio dell’11 maggio

2021 dal Consigliere Dott. Emilio Iannello.

 

Fatto

RILEVATO

che:

con la sentenza in epigrafe il Tribunale di Rovigo, in parziale riforma della decisione di primo grado, ha condannato la Vittoria Assicurazioni S.p.a. al pagamento, in favore di D.A., della somma di Euro 4.374,49, a titolo di risarcimento del danno da lesione del diritto alla salute subito in conseguenza di sinistro stradale;

per la cassazione di tale sentenza ricorre il D. con due motivi, cui resiste l’intimata depositando controricorso, con il quale propone ricorso incidentale, con unico mezzo;

D.A. deposita controricorso per resistere al ricorso incidentale;

non sono state depositate conclusioni dal Pubblico Ministero;

le parti hanno depositato memorie ex art. 380-bis.1 c.p.c..

Diritto

CONSIDERATO

che:

con il primo motivo del ricorso principale Antonio D. denuncia con riferimento all’art. 360 c.p.c., comma 1, nn. 3 e 5, violazione degli artt. 115 e 116 c.p.c. e art. 118 disp. att. c.p.c. nonché omesso esame circa un fatto decisivo per il giudizio che è stato oggetto di discussione tra le parti;

lamenta l’erronea liquidazione del danno da invalidità permanente sulla base di una percentuale del 2% astratta dalla considerazione della preesistente patologia con percentuale invalidante del 10% (in rubrica: “erronea valutazione del danno differenziale a seguito delle risultanze di cause”);

con il secondo motivo egli deduce, ai sensi dell’art. 360 c.p.c., comma 1, n. 3, violazione degli artt. 2059 e 2697 c.c. per il mancato riconoscimento del danno morale;

con l’unico motivo del ricorso incidentale la Vittoria Assicurazioni S.p.a. denuncia, ai sensi dell’art. 360 c.p.c., comma 1, n. 4, vizio di omessa pronuncia sulla domanda di condanna di controparte alla restituzione delle maggiori somme versate in esecuzione della sentenza di primo grado;

senza che metta conto esaminare nel merito gli esposti motivi, deve preliminarmente rilevarsi, con effetto assorbente, la nullità della sentenza d’appello, così come anche di quella di primo grado, in quanto pronunciate in difetto di integrità del contraddittorio, non essendo stato convenuto in giudizio il responsabile del danno, litisconsorte necessario: rilievo, questo, come noto, operabile d’ufficio, anche nel giudizio di legittimità, alla duplice condizione, nella specie sussistente, che gli elementi che rivelano la necessità del contraddittorio emergano, con ogni evidenza, dagli atti già ritualmente acquisiti nel giudizio di merito e che sulla questione non si sia formato il giudicato (v. Cass. 03/11/2008, n. 26388; 28/02/2012, n. 3024);

come questa Corte ha già avuto più volte modo di affermare in tema di assicurazione obbligatoria della r.c.a., a norma della L. n. 990 del 1969, art. 23 il proprietario del veicolo assicurato deve essere, quale responsabile del danno, chiamato in causa come litisconsorte necessario nel giudizio promosso dal danneggiato contro l’assicuratore con azione diretta, in deroga al principio della facoltatività del litisconsorzio in materia di obbligazioni solidali, trovando detta deroga giustificazione nell’esigenza di rafforzare la posizione processuale dell’assicuratore, consentendogli di opporre l’accertamento di responsabilità al proprietario del veicolo, quale soggetto del rapporto assicurativo, ai fini dell’esercizio dei diritti nascenti da tale rapporto, ed in particolare, dall’azione di rivalsa ex art. 18 legge citata (v. Cass. 09/03/2011, n. 5538; Cass. 25/09/1998, n. 9592; e già Cass. 24/05/1982, n. 3162);

ne consegue che ove l’azione giudiziaria sia stata in siffatta ipotesi proposta soltanto contro alcuni dei legittimati passivi il contraddittorio deve essere integrato nei confronti degli altri, affinché la sentenza possa essere utiliter data (v. Cass. 13/04/2007, n. 8825; Cass. 08/02/2006, n. 2665; v. altresì Cass. 09/03/2011, n. 5538), come nel caso in cui venga in particolare omessa la proposizione della domanda nei confronti del comproprietario dell’autovettura coinvolta nel sinistro stradale asseritamente danneggiante (cfr. Cass., 27/3/2007, n. 7487);

orbene, nell’impugnata sentenza il giudice dell’appello ha invero disatteso il suindicato principio, applicabile anche in tutte le ipotesi di azione diretta disciplinate dal vigente cod. ass. (D.Lgs. n. 209 del 2005), nella specie ratione temporis applicabile: sia quella ordinaria ex art. 144, sia quella prevista all’art. 149 per l’ipotesi di risarcimento diretto (come pure quella prevista all’art. 141 in caso di danni al trasportato), essendo volta a rendere opponibile all’assicurato l’accertamento della sua condotta colposa, al fine di facilitare l’eventuale regresso dell’assicuratore (v. Cass. 02/12/2014, n. 25421; 22/11/2016, n. 23706; 20/09/2017, n. 21896; 13/04/2018, n. 9188; 09/05/2019, n. 12226; 31/05/2019, n. 14887; 08/04/2020, n. 7755; 07/01/2021, n. 53);

dell’impugnata sentenza, assorbiti gli altri motivi, s’impone pertanto la cassazione, con rinvio al primo giudice, che si designa nel Giudice di pace di Padova, in persona di diverso magistrato;

difatti, allorquando risulta integrata la violazione delle norme sul litisconsorzio necessario, non rilevata né dal giudice di primo grado, che non ha disposto l’integrazione del contraddittorio, né da quello di appello, che non ha provveduto a rimettere la causa al primo giudice ai sensi dell’art. 354 c.p.c., comma 1, resta viziato l’intero processo e s’impone, in sede di giudizio di cassazione, l’annullamento, anche d’ufficio, delle pronunce emesse ed il conseguente rinvio della causa al giudice di prime cure, a norma dell’art. 383 c.p.c., comma 3, (v. Cass. n. 6644 del 16/03/2018; 05/06/2016, n. 12297; 27/07/2013, n. 18127);

sicché, posta la nullità di entrambe le sentenze di merito, il giudice di primo grado cui è rimessa la causa dovrà procedere ad un nuovo giudizio, previa integrazione del contraddittorio nei confronti del responsabile civile; il medesimo giudice provvederà anche alla regolamentazione delle spese del presente giudizio di legittimità.

P.Q.M.

cassa l’impugnata sentenza; dichiara la nullità delle sentenze di primo e di secondo grado e rinvia, anche per le spese del giudizio di cassazione, al Giudice di pace di Padova, in persona di diverso magistrato onorario.

Così deciso in Roma, nella Camera di consiglio della Sezione Terza Civile della Corte Suprema di Cassazione, il 11 maggio 2021.

Depositato in Cancelleria il 3 agosto 2021

Sostieni LaLeggepertutti.it

La pandemia ha colpito duramente anche il settore giornalistico. La pubblicità, di cui si nutre l’informazione online, è in forte calo, con perdite di oltre il 70%. Ma, a differenza degli altri comparti, i giornali online non ricevuto alcun sostegno da parte dello Stato. Per salvare l'informazione libera e gratuita, ti chiediamo un sostegno, una piccola donazione che ci consenta di mantenere in vita il nostro giornale. Questo ci permetterà di esistere anche dopo la pandemia, per offrirti un servizio sempre aggiornato e professionale. Diventa sostenitore clicca qui

LEGGI ANCHE


NEWSLETTER

Iscriviti per rimanere sempre informato e aggiornato.

CERCA CODICI ANNOTATI

CERCA SENTENZA