Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 22151 del 03/08/2021

Cassazione civile sez. VI, 03/08/2021, (ud. 27/01/2021, dep. 03/08/2021), n.22151

LA CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE

SEZIONE SESTA CIVILE

SOTTOSEZIONE L

Composta dagli Ill.mi Sigg.ri Magistrati:

Dott. DORONZO Adriana – Presidente –

Dott. LEONE Maria Margherita – rel. Consigliere –

Dott. ESPOSITO Lucia – Consigliere –

Dott. PONTERIO Carla – Consigliere –

Dott. DE FELICE Alfonsina – Consigliere –

ha pronunciato la seguente:

ORDINANZA

sul ricorso iscritto al n. 36904-2019 proposto da:

L.F., elettivamente domiciliato in ROMA, VIA ANTONIO

TOSCANI 27, presso lo studio dell’avvocato MARGANI ANTONINO,

rappresentato e difeso dagli avvocati L.F.,

MASTROPASQUA NICOLO’;

– ricorrente –

contro

UNICREDIT SPA, in persona dei legali rappresentanti pro tempore,

elettivamente domiciliata in ROMA, VIA PO 25-B, presso lo studio

dell’avvocato PESSI ROBERTO, che la rappresenta e difende unitamente

all’avvocato GIAMMARIA FRANCESCO;

– controricorrente –

per regolamento di competenza avverso l’ordinanza n. R.G. 402/19 del

TRIBUNALE di MILANO, depositata il 31/10/2019;

udita la relazione della causa svolta nella camera di consiglio non

partecipata del 27/01/2021 dal Consigliere Relatore Dott. ESPOSITO

LUCIA.

lette le conclusioni scritte del PUBBLICO MINISTERO in persona del

SOSTITUTO PROCURATORE GENERALE DOTT. MISTRI CORRADO che conclude per

la declaratoria di inammissibilità dell’istanza di regolamento di

competenza proposta da L.F. avverso l’ordinanza più

compiutamente indicata in epigrafe.

 

Fatto

RILEVATO

Che:

Il tribunale di Milano, in controversia instaurata da Unicredit s.p.a. nei confronti di L.F. al fine di ottenere la restituzione di somme in ipotesi illegittimamente percepite a titolo di credito afferente al rapporto di lavoro intercorso tra le parti, con ordinanza 31 ottobre 2019, rigettava l’eccezione preliminare di incompetenza sollevata dal L.;

osservava il tribunale che il L. aveva intrattenuto il rapporto di lavoro con Banca Bipop Carige s.p.a., la quale era stata incorporata in Unicredit s.p.a. con atto di fusione del 20 ottobre 2008, sicché il foro del giudice adito corrispondeva a quello della società ai sensi dell’art. 413 c.p.c.;

avverso la sentenza propone ricorso per regolamento di competenza L.F. sulla base di tre motivi;

resiste Unicredit s.p.a. con controricorso;

entrambe le partì hanno prodotto memorie;

la proposta del relatore, unitamente al decreto di fissazione dell’adunanza camerale non partecipata è stata notificata alla controparte.

Diritto

CONSIDERATO

Che:

con il primo motivo il ricorrente deduce l’incompetenza per materia del giudice del lavoro del Tribunale di Milano per essere la controversia di competenza del magistrato tributario, con violazione della L. n. 448 del 2001, art. 12, osservando che, fondandosi la richiesta di ripetizione sulla pretesa erogazione di somme al lordo della ritenuta alla fonte, il thema decidendum verte sull’applicabilità della ritenuta fiscale, sicché la giurisdizione spetta esclusivamente al Giudice Tributario;

con il secondo motivo deduce l’incompetenza territoriale del tribunale di Milano per essere competente il tribunale di Bari, con violazione dell’art. 413 c.p.c. e del principio della perpetuatio iurisdictionis, osservando che il foro competente era da individuarsi nel tribunale di Bari, poiché il ricorrente aveva prospettato di essere stato assunto in Bipop Carire s.p.a. in Bari e di aver ivi lavorato; inoltre il contenzioso radicato da Unicredit s.p.a. dinanzi al tribunale di Milano era originato da sentenze emesse dal tribunale e dalla corte appello Bari e riguardava la concreta esecuzione di dette sentenze, sicché, in base al principio di perpetuatio iurisdictionis, competente a decidere era il tribunale di Bari, sede, peraltro, coincidente con la residenza del L.;

con l’ultimo motivo il ricorrente deduce l’incompetenza funzionale del giudice del lavoro di Milano perché il contenzioso si atteggia a ripetizione di indebito sicché, poiché la competenza per materia si determina sulla base della domanda e dei fatti posti a fondamento della medesima, senza che rilevi la qualificazione data all’azione proposta, non rientrando la ripetizione di indebito tra le materie di cui all’art. 409 c.p.c., il giudice cui spetta la giurisdizione va individuato nel Giudice ordinario in base al criterio generale del foro del convenuto, L., residente e domiciliato in Bari;

il primo motivo di ricorso è privo di fondamento;

premesso, infatti, che la questione posta si atteggia in termini di difetto di giurisdizione piuttosto che – in conformità al mezzo azionato – in termini di regolamento di competenza, va rilevato, in ogni caso, che l’oggetto del giudizio non consiste nell’accertare se siano o meno dovuti determinati oneri fiscali, bensì se sussista o meno il diritto di ripetere le somme erroneamente corrisposte al lavoratore in eccesso per titoli comunque aventi origine nel rapporto di lavoro subordinato e, pertanto, assume connotazione esclusivamente lavoristica;

anche il secondo motivo è infondato, ove si rilevi che l’art. 413 c.p.c. prevede tre fori alternativi tra loro concorrenti, essendo l’attore libero di scegliere uno di essi, tra i quali, come nella specie è avvenuto da parte del ricorrente, quello della sede dell’azienda, individuato in Milano in virtù della vicenda successoria, non oggetto di contestazione, che ha portato Unicredit s.p.a., che già ebbe a corrispondere al L. le somme che assume pagate in eccesso, a succedere alla Bipop Carire, originario datore di lavoro del dipendente;

quanto all’ultimo motivo, lo stesso è mal posto, giacché la presunta attribuzione della questione al giudice civile piuttosto che al giudice del lavoro, riguardando i rapporti tra due sezioni del medesimo ufficio giudiziario, esula da quelle tecnicamente qualificabili come di competenza, con conseguente inammissibilità del mezzo proposto;

alla luce delle svolte argomentazioni il regolamento di competenza deve essere rigettato, dichiarando la competenza del Tribunale di Milano;

le spese di giudizio relative al presente regolamento sono rimesse al definitivo.

PQM

La Corte rigetta il regolamento e dichiara competente il Tribunale di Milano. Spese al definitivo.

Ai sensi del D.P.R. 30 maggio 2002, n. 115, art. 13, comma 1-quater, nel testo introdotto dalla L. 24 dicembre 2012, n. 228, art. 1, comma 17, dà atto della sussistenza dei presupposti processuali per il versamento, da parte del ricorrente, dell’ulteriore importo a titolo di contributo unificato, pari a quello previsto per il ricorso, a norma dello stesso art. 13, comma 1-bis, se dovuto.

Così deciso in Roma, nella camera di consiglio, il 27 gennaio 2021.

Depositato in Cancelleria il 3 agosto 2021

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