Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 22142 del 22/09/2017


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Cassazione civile, sez. trib., 22/09/2017, (ud. 13/07/2017, dep.22/09/2017),  n. 22142

LA CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE

SEZIONE TRIBUTARIA

Composta dagli Ill.mi Sigg.ri Magistrati:

Dott. DI IASI Camilla – Presidente –

Dott. ZOSO Liana Maria Teresa – Consigliere –

Dott. CARBONE Enrico – Consigliere –

Dott. FASANO Anna Maria – rel. Consigliere –

Dott. GIORDANO Luigi – Consigliere –

ha pronunciato la seguente:

ORDINANZA

sul ricorso 20895-2012 proposto da:

SEPRIO COSTRUZIONI SRL, elettivamente domiciliato in ROMA VIALE

ANGELICO 36-B, presso lo studio dell’avvocato MASSIMO SCARDIGLI, che

lo rappresenta e difende unitamente all’avvocato RAFFAELE DI PALMA;

– ricorrente –

contro

AGENZIA DELLE ENTRATE UFFICIO DI MILANO (OMISSIS), in persona del

Direttore pro tempore, elettivamente domiciliata in ROMA VIA DEI

PORTOGHESI 12, presso l’AVVOCATURA GENERALE DELLO STATO, che la

rappresenta e difende;

– controricorrente –

avverso la sentenza n. 135/2011 della COMM.TRIB.REG. di MILANO,

deposita il 25/10/2011;

udita la relazione della causa svolta nella camera di consiglio del

13/07/2017 dal Consigliere Dott. ANNA MARIA FASANO.

Fatto

RITENUTO

CHE:

La società Seprio Costruzioni s.r.l. proponeva una istanza di sospensione innanzi alla CTP di Milano, di una cartella esattoriale scaturente da un avviso di liquidazione emesso per la revoca delle agevolazioni L. n. 388 del 2000, ex at. 33 richiamando un precedente ricorso avverso il predetto avviso di liquidazione, il n. RG. 5321/08, assegnato alla Sezione n. 47 della CTP e in attesa della fissazione della udienza di discussione. La CTP accoglieva l’istanza di sospensione dell’atto impugnato, ma fissava anche l’udienza per la trattazione del merito della controversia. Esaminando il merito, la CTP annullava l’avviso di liquidazione con sentenza n. 217 del 2009. l’Agenzia delle entrate proponeva appello, deducendo in via preliminare ed assorbente la nullità della sentenza per mancata notifica del ricorso all’Ufficio, ai sensi del D.Lgs. n. 546 del 1992, art. 20 ed evidenziando che l’istanza di sospensione era relativa ad un ricorso avverso un avviso di liquidazione pendente innanzi ad altra sezione. La CTR della Lombardia dichiarava nulla la sentenza impugnata, per violazione del principio del contraddittorio. La società Seprio Costruzioni s.r.l. propone ricorso per cassazione, svolgendo un motivo di censura e presentando memorie. Si è costituita con controricorso l’Agenzia delle entrate.

Diritto

CONSIDERATO

CHE:

1. Con l’unico motivo di ricorso, si censura la sentenza impugnata, denunciando la violazione ed erronea applicazione, ex art. 360 c.p.c., comma 1, n. 3, del D.L. n. 546 del 1992, art. 59, comma 1, lett. b), con riferimento all’obbligo della CTR di rimettere la causa alla CTP nel momento in cui ravvisava la violazione del principio del contraddittorio. Assume parte ricorrente che dalla corretta applicazione del D.Lgs. n. 546 del 1992, art. 59, comma 1, lett. b) deve conseguire la rimessione del processo alla CTR della Lombardia presso la quale pende, in attesa di fissazione, il processo R.G. n. 4546 del 12, sorto dall’appello proposto da Seprio Costruzioni s.r.l. avverso la sentenza della CTP di Milano, sez. 47, n. 240/11 che aveva dichiarato “improcedibile il ricorso perchè già deciso”. Con memoria depositata il 30.6.2017, parte ricorrente ha depositato: a)ordinanza n. 17/42/13 del 10.4.2013, della CTR di Milano, emessa nei procedimenti riuniti promossi da Seprio Costruzioni s.r.l. e B.G., avverso le sentenze n. 240/47/11 e n. 241/47/11 (con le quali la CTP di Milano aveva dichiarato improcedibili i ricorsi proposti per l’impugnazione dell’avviso di liquidazione n. (OMISSIS)), con cui è provveduto alla sospensione dei giudizi fino alla definizione del giudizio pendente dinanzi alla Corte di Cassazione; b) sentenza n. 142/1/2015 della CTR della Lombardia, resa nel giudizio avente ad oggetto l’avviso di liquidazione n. (OMISSIS), tra l’Agenzia delle entrate e il condebitore solidale P.S., con certificazione ex art. 124 disp. att. c.p.c. in calce, di cui si chiede che sia riconosciuta la rilevanza del giudicato esterno.

2. Il ricorso è fondato nei termini di cui in motivazione.

Emerge dai fatti di causa, per come la vicenda processuale è stata illustrata anche con il controricorso, che l’Agenzia delle entrate revocava con l’avviso di liquidazione n. (OMISSIS) le agevolazioni fiscali, di cui alla L. n. 388 del 2000, art. 33, comma 3, richieste dalla società Seprio Costruzioni s.r.l. con riferimento ad un atto di compravendita stipulato per l’acquisto di un terreno edificabile.

Le parti contraenti presentava distinti ricorsi, incardinati presso la sezione n. 47 della CTP di Milano, e precisamente: il ricorso n. 5319 del 2008 presentato da B.G., quale Amministratore Unico e legale rappresentante della società, il ricorso n. 5321 del 2008 presentato dalla società Seprio costruzioni s.r.l. ed il ricorso n. 6552 del 2008 presentato da P.S..

In data 14.1.2009 veniva depositata innanzi alla CTP, da parte della società Seprio Costruzioni s.r.l., una istanza di sospensione avverso la cartella di pagamento scaturita dall’avviso di liquidazione n. (OMISSIS), cui veniva erroneamente attribuito il numero R.G. 249 del 2009, oggetto della presente controversia.

L’istanza di sospensione avrebbe dovuto essere collegata al ricorso R.G.N. 5321 del 2008 ed assegnato alla sez. 47.

Con la sentenza 217/02/2009, la CTP di Milano accoglieva il ricorso R.G. n. 249 del 2009, ossia quello derivante dalla istanza di sospensione della cartella di pagamento erroneamente iscritta a ruolo, ed annullava l’avviso di liquidazione impugnato. La CTR con la sentenza impugnata, in epigrafe indicata, annullava la pronuncia della CTP, affermando che “il giudice di prime cure, cui è stata sottoposta per errore una istanza di sospensione, si è pronunciato, in assenza di contraddittorio, annullando l’avviso di liquidazione”.

3. Ciò premesso, va evidenziato che la CTR avrebbe dovuto, rilevato il difetto del contraddittorio, scaturito da un errore della CTP, rimettere la causa alla commissione tributaria provinciale, ai sensi del D.Lgs. n. 546 del 1992, art. 59.

Secondo l’indirizzo consolidato espresso da questa Corte, ove si rilevi una violazione del principio del contraddittorio deve disporsi il rinvio della causa al primo giudice ai sensi dell’art. 383 c.p.c., u.c. (Cass. S.U. n. 3679 del 2009; conf. n. 15566 del 2016, n. 7212 del 2015, n. 27337 del 2014, n. 18127 del 2013, n. 24791 del 2011, n. 5063 del 2010, n. 138825 del 2007).

In tal senso deve, quindi, disporsi per la controversia in oggetto, con la conseguenza che la CTR, dichiarata la nullità dell’intero giudizio, avrebbe dovuto rimettere la causa alla CTP ai sensi del D.Lgs. n. 546 del 1992, art. 59, laddove, invece, ha annullato la sentenza impugnata, omettendo di ottemperare a tale onere processuale.

4. Per i rilievi espressi il ricorso va accolto e dichiarata la nullità dell’intero giudizio, la sentenza impugnata va cassata con rinvio al giudice di primo grado, in diversa composizione, il quale accerterà anche quali effetti sostanziali e processuali I’ eventuale giudicato relativo alla sentenza n. 142/1/2015 abbia determinato sulla controversia in oggetto, dovendosi considerare che la Corte di legittimità, con particolare riferimento alla violazione delle norme sul litisconsorzio necessario, ha affermato il principio secondo cui:

“La violazione delle norme sul litisconsorzio necessario determina la nullità della sentenza, spettando, successivamente, al giudice di merito accertare l’eventuale formazione “medio tempore”, di un giudicato, nonchè i suoi effetti sostanziali e processuali nei confronti di uno dei litisconsorti ” (Cass. n. 20820 del 2012).

PQM

 

La Corte, accoglie il ricorso, cassa la sentenza impugnata e dichiara la nullità dell’intero giudizio, con rinvio alla CTP di Milano, in diversa composizione, che provvederà anche alla regolazione delle spese del giudizio di legittimità.

Così deciso in Roma, il 13 luglio 2017.

Depositato in Cancelleria il 22 settembre 2017

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