Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 22132 del 03/08/2021

Cassazione civile sez. trib., 03/08/2021, (ud. 15/06/2021, dep. 03/08/2021), n.22132

LA CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE

SEZIONE TRIBUTARIA

Composta dagli Ill.mi Sigg.ri Magistrati:

Dott. DE MASI Oronzo – Presidente –

Dott. STALLA Giacomo Maria – Consigliere –

Dott. PAOLITTO Liberato – Consigliere –

Dott. MONDINI Antonio – Consigliere –

Dott. BOTTA Raffaele – rel. Consigliere –

ha pronunciato la seguente:

ORDINANZA

sul ricorso iscritto al n. 5742/2018 R.G. proposto da:

G.S., elettivamente domiciliato in Roma, Corso Vittorio

Emanuele II 287, presso l’avv. Antonio Iorio, rappresentato e difeso

dagli avv.ti Giuseppe Falcone e Francesco Falcone giusta delega a

margine del ricorso;

– ricorrente –

contro

Comune di Cosenza, in persona del Sindaco pro tempore, elettivamente

domiciliato in Roma, via Giosue’ Borsi 21, presso l’avv. Vincenzo

Genovese, rappresentato e difeso dall’avv. Nicola Carolillo giusta

delega a margine del controricorso;

– controricorrente –

e nei confronti di:

Agenzia delle entrate Riscossione, in persona del legale

rappresentante pro tempore;

nonché

Agenzia delle Entrate, in persona del Direttore pro tempore;

– intimati –

avverso la sentenza della Commissione Regionale della Calabria

(Reggio Calabria), Sez. 2, n. 2087/02/17, del 23 maggio 2017,

depositata il 6 luglio 2017, non notificata.

Udita la relazione svolta nella camera di consiglio del 15 giugno

2021 dal Consigliere Raffaele Botta;

Preso atto che il P.G. non ha depositato conclusioni scritte e che le

parti non hanno depositato memoria.

 

Fatto

FATTO E DIRITTO

1. La controversia concerne l’impugnazione della comunicazione preventiva di iscrizione di ipoteca relativa e diverse cartelle di pagamento opposte per nullità e/o inesistenza della notifica e per intervenuta prescrizione del credito. Il ricorso era parzialmente accolto in primo grado con riduzione dell’importo complessivo per il quale era chiesto l’iscrizione di ipoteca. L’appello del contribuente era rigettato con la sentenza in epigrafe avverso la quale il contribuente propone ricorso per cassazione con due motivi. Resiste con controricorso il Comune di Cosenza mentre non si sono costituiti l’Agenzia delle entrate e il concessionario;

2. Con il primo motivo di ricorso il contribuente censura la sentenza impugnata in quanto il giudice d’appello avrebbe considerato notificate le cartelle nonostante queste fossero state consegnate a tal P.R. (qualificatosi come addetto alla ricezione), ma poi risultato essere il macellaio del quartiere il cui negozio sarebbe stato ubicato nello stesso stabile abitato dal contribuente;

3. Il motivo non è fondato. La ratio decidendi della sentenza impugnata è espressa in buona sostanza dalla ritenuta mancata prova, che spettava alla parte ricorrente, dell’assenza di un conferimento di incarico del G. al P. di ricevere gli atti al primo destinati. Questa dimostrazione è rimasta del tutto inevasa anche in sede di ricorso per cassazione, laddove il contribuente continua ad insistere sulla estraneità tra P. e G., la quale, in sé, non significa che non vi possa essere stato un incarico a ricevere gli atti dal secondo al primo, incarico la cui assenza deve essere oggetto di una specifica prova;

4. Il rigetto del primo motivo è assorbente rispetto al secondo, sicché il ricorso deve essere rigettato con condanna della parte ricorrente alle spese della presente fase del giudizio nei confronti della parte resistente, liquidate in Euro 4.100,00 per compensi ed Euro 200,00 per esborsi, oltre spese forfettarie e oneri di legge.

P.Q.M.

Rigetta il ricorso e condanna la parte ricorrente alle spese della presente fase del giudizio liquidate in complessivi Euro 4.100,00 per compensi oltre Euro 200,00 per esborsi, oltre spese forfettarie e oneri di legge.

Ai sensi del D.P.R. n. 115 del 2002, art. 13, comma 1 quater, dà atto della sussistenza dei presupposti per il versamento da parte della parte ricorrente dell’ulteriore importo a titolo di contributo unificato pari a quello dovuto per il ricorso a norma dello stesso art. 13, comma 1 bis.

Così deciso in Roma, il 15 giugno 2021.

Depositato in Cancelleria il 3 agosto 2021

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