Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 22131 del 03/08/2021

Cassazione civile sez. trib., 03/08/2021, (ud. 15/06/2021, dep. 03/08/2021), n.22131

LA CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE

SEZIONE TRIBUTARIA

Composta dagli Ill.mi Sigg.ri Magistrati:

Dott. DE MASI Oronzo – Presidente –

Dott. STALLA Giacomo Maria – Consigliere –

Dott. PAOLITTO Liberato – Consigliere –

Dott. MONDINI Antonio – Consigliere –

Dott. BOTTA Raffaele – rel. Consigliere –

ha pronunciato la seguente:

ORDINANZA

sul ricorso iscritto al n. 3852/2018 R.G. proposto da:

B.A., elettivamente domiciliata in Roma, via Domenico

Cirillo 15, presso l’avv. Agnese Condarelli, che la rappresenta e

difende giusta delega in calce al ricorso;

– ricorrente –

contro

Agenzia delle entrate Riscossione, in persona del legale

rappresentante pro tempore, elettivamente domiciliata in Roma viale

Gioacchino Rossini 18, presso l’avv. Gioia Vaccari, giusta delega in

calce al ricorso;

e:

Agenzia delle Entrate, in persona del Direttore pro tempore,

elettivamente domiciliata in Roma, via dei Portoghesi 12, presso

l’Avvocatura Generale dello Stato, che la rappresenta e difende per

legge;

– controricorrenti –

avverso la sentenza della Commissione Regionale del Lazio (Roma),

Sez. 5, n. 3647/05/17, del 22 maggio 2017, depositata il 20 giugno

2017, non notificata.

Udita la relazione svolta nella camera di consiglio del 15 giugno

2021 dal Consigliere Raffaele Botta;

Preso atto che il P.G. non ha depositato conclusioni scritte e che le

parti non hanno depositato memoria.

 

Fatto

FATTO E DIRITTO

1. La controversia concerne l’impugnazione della comunicazione preventiva di iscrizione di ipoteca relativa e diverse cartelle di pagamento opposte per nullità e/o inesistenza della notifica e per intervenuta prescrizione del credito. Il ricorso era respinto in primo grado sulla base del fatto che la comunicazione di iscrizione ipotecaria era stata preceduta dalla regolare notifica delle cartelle presupposte con la conseguente inammissibilità delle eccezioni sollevate e che avrebbero dovuto essere formulate con la tempestiva impugnazione delle cartelle;

2. L’appello della contribuente limitato solo ad alcune delle cartelle era respinto con la sentenza in epigrafe che riteneva impugnabile solo per vizi propri la comunicazione dell’iscrizione di ipoteca in presenza della regolare notifica delle cartelle presupposto e quindi non delibabile l’eccezione di prescrizione che avrebbe dovuto opporsi alle singole cartelle. Avverso tale sentenza la contribuente propone ricorso per cassazione con unico motivo. Resistono con controricorso il concessionario e l’Agenzia delle entrate;

3. Con l’unico motivo di ricorso la contribuente censura la sentenza impugnata in quanto il giudice d’appello non avrebbe accertato l’intervenuta decorrenza dei termini di prescrizione delle cartelle successivamente alla notifica delle stesse;

4. Il motivo è inammissibile dato che la parte ricorrente, in contrasto con il principio di autosufficienza, non riporta nel ricorso alcun passo dei propri atti difensivi nei quali sia stata sollevata una simile eccezione fin dal ricorso introduttivo: sicché la questione risulta “nuova” nel giudizio di legittimità e pertanto non conoscibile da questo giudice;

5. Peraltro non può essere assolutamente considerato irrilevante il fatto che nel caso di specie il giudice di merito abbia ritenuto ritualmente notificate le cartelle di pagamento, che, quindi, avrebbero dovuto essere impugnate nei prescritti termini di legge, non potendosi ammettere una possibilità di recupero di termini di impugnazione ormai inutilmente trascorsi, mediante l’impugnazione dell’atto successivo (nel caso la comunicazione di iscrizione di ipoteca) che dai precedenti atti (non tempestivamente impugnati) fosse giustificato: e in questo senso concludono i precedenti giurisprudenziali (forse non proprio opportunamente) richiamati dalla parte ricorrente;

6. Pertanto il ricorso deve essere dichiarato inammissibile con condanna della parte ricorrente alle spese della presente fase del giudizio nei confronti di ciascuna delle parti resistenti, liquidate in Euro 5.600,00 per compensi oltre spese prenotate a debito e oneri di legge.

PQM

Dichiara il ricorso inammissibile e condanna la parte ricorrente alle spese della presente fase del giudizio liquidate in complessivi Euro 5.600,00 per compensi oltre spese prenotate a debito e oneri di legge.

Ai sensi del D.P.R. n. 115 del 2002, art. 13, comma 1 quater, dà atto della sussistenza dei presupposti per il versamento da parte della parte ricorrente dell’ulteriore importo a titolo di contributo unificato pari a quello dovuto per il ricorso a norma dello stesso art. 13, comma 1 bis.

Così deciso in Roma, il 15 giugno 2021.

Depositato in Cancelleria il 3 agosto 2021

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