Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 2213 del 25/01/2022

Cassazione civile sez. VI, 25/01/2022, (ud. 01/12/2021, dep. 25/01/2022), n.2213

LA CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE

SEZIONE SESTA CIVILE

SOTTOSEZIONE 3

Composta dagli Ill.mi Sigg.ri Magistrati:

Dott. AMENDOLA Adelaide – Presidente –

Dott. CIRILLO Francesco Maria – Consigliere –

Dott. ROSSETTI Marco – Consigliere –

Dott. DELL’UTRI Marco – Consigliere –

Dott. TATANGELO Augusto – rel. Consigliere –

ha pronunciato la seguente:

ORDINANZA

sul ricorso iscritto al numero 20259 del ruolo generale dell’anno

2021, proposto da:

CENTRO GIURIDICO DELL’ACCADEMIA INTERNAZIONALE DI RICERCA PER LA

DIFESA DEI DIRITTI UMANI (C.F.: (OMISSIS)), in persona del legale

rappresentante pro tempore rappresentato e difeso dall’avvocato

Graziano Aschero (C.F.: SCH GZN 46S13 B927T);

– ricorrenti –

nei confronti di:

D.N.A. (C.F.: non indicato);

– intimato –

in relazione al procedimento iscritto al n. 1425/2021 R.G. del

Tribunale di Genova;

sulle conclusioni scritte del P.G., in persona del Dott. Giacalone

Giovanni, che ha chiesto la dichiarazione di inammissibilità del

ricorso;

udita la relazione sulla causa svolta nella Camera di Consiglio del 1

dicembre 2021 dal consigliere relatore Tatangelo Augusto.

 

Fatto

FATTI DI CAUSA E RAGIONI DELLA DECISIONE

1. Il Centro giuridico dell’accademia internazionale di ricerca per la difesa dei diritti umani (che si qualifica come “ente di volontariato per la cooperazione internazionale ai sensi della L. n. 49 del 1987”) propone un ricorso, intitolato come “richiesta di spostamento di competenza ex art. 360 c.p.c., nn. 1 e 2, art. 30 bis c.p.c., art. 11 c.p.p., nel procedimento RG 1425/2021 prima udienza 14 luglio 2021 Tribunale di Genova”, affermando di proporre tale ricorso nei confronti del magistrato Dott. D.N.A.. Il ricorso si conclude con la seguente richiesta alla Corte di Cassazione: “voglia emettere apposita ordinanza in Camera di Consiglio e voglia fissare l’estinzione del procedimento RG 1425/2021, fissato per il 14 luglio 2021 prima udienza. Voglia la Suprema Corte designare il giudice legittimato la controversia e dinanzi al quale il ricorrente potrà riassumere i procedimenti con conservazione degli effetti processuali precedentemente prodotti”.

2. Dal testo del ricorso non è possibile evincere con certezza se l’ente ricorrente abbia inteso proporre una istanza di regolamento di competenza (o addirittura di giurisdizione), una istanza di ricusazione del giudice designato alla trattazione di uno o più giudizi pendenti davanti al Tribunale di Genova, ovvero abbia inteso avanzare una richiesta di estinzione in relazione a tali giudizi, di cui in verità non è neanche chiarito adeguatamente l’esatto oggetto e le parti.

Anche al di là delle difficoltà di comprensione del suo senso effettivo (che di per sé impedirebbero un esame nel merito delle domande rivolte alla Corte), in ogni caso si tratta, senza dubbio alcuno, di un ricorso radicalmente e manifestamente inammissibile, in qualunque modo lo si possa e voglia qualificare.

In primo luogo, risulta evidente il difetto dei requisiti richiesti dall’art. 366 c.p.c.: manca infatti una adeguata e comprensibile indicazione delle parti del giudizio, della decisione impugnata, dei fatti di causa, dei motivi alla base del ricorso e degli atti e documenti su cui lo stesso ricorso si fonda.

L’esposizione si articola in un riferimento (oggettivamente confuso) ad una serie di giudizi pendenti davanti al Tribunale di Genova e nell’indicazione di varie ragioni che potrebbero in astratto fondare una richiesta di ricusazione del giudice D.N.A., indicato come magistrato designato alla trattazione di uno (o più, non lo si evince con chiarezza) di tali giudizi.

In ogni caso, è sufficiente osservare che:

– quale istanza di regolamento di competenza, l’inammissibilità del ricorso deriverebbe dalla mancata indicazione del provvedimento sulla competenza che si intenderebbe impugnare;

– quale istanza di ricusazione del giudice designato alla trattazione di uno o più procedimenti contenziosi pendenti davanti al tribunale, il ricorso sarebbe inammissibile in quanto l’istanza di ricusazione di uno dei componenti del tribunale o della corte di appello non può essere proposta con ricorso alla Corte di Cassazione (dovendo proporsi al collegio dello stesso ufficio giudiziario, ai sensi dell’art. 53 c.p.c.);

– altrettanto è a dirsi in relazione ad una eventuale eccezione o richiesta di estinzione del giudizio di merito (della quale peraltro non sono in alcun modo indicate le eventuali ragioni), che evidentemente non può proporsi direttamente con ricorso per cassazione, in mancanza di una pronuncia del giudice di merito sull’estinzione stessa (che nella specie neanche si allega essere intervenuta);

– non sussistono, infine, gli elementi minimi che potrebbero giustificare una qualificazione del ricorso in termini di regolamento di giurisdizione, non essendo indicata una eventuale autorità giudiziaria diversa dal giudice ordinario, cui spetterebbe di decidere la controversia.

3. Il ricorso va in definitiva dichiarato inammissibile, senza che sia necessario provvedere con riguardo alle relative spese, non avendo gli intimati svolto attività difensiva.

PQM

La Corte:

– dichiara inammissibile il ricorso;

– nulla per le spese.

Così deciso in Roma, il 1 dicembre 2021.

Depositato in Cancelleria il 25 gennaio 2022

 

 

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