Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 22119 del 22/09/2017


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Cassazione civile, sez. trib., 22/09/2017, (ud. 20/04/2017, dep.22/09/2017),  n. 22119

LA CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE

SEZIONE TRIBUTARIA

Composta dagli Ill.mi Sigg.ri Magistrati:

Dott. BIELLI Stefano – Presidente –

Dott. FRASCA Raffaele – Consigliere –

Dott. BRUSCHETTA Ernestino Luigi – Consigliere –

Dott. CAIAZZO Luigi – rel. Consigliere –

Dott. FUOCHI TINARELLI Giuseppe – Consigliere –

ha pronunciato la seguente:

SENTENZA

sul ricorso n. 11828/10, proposto da:

Ferrovie del Sud Est e Servizi Automobilistici s.r.l.- FSE-, in

persona del legale rappres. p.t., elett.te domic. in Roma, alla via

del Babuino n. 107, presso l’avv. Angelo R. Schiano, che la rappres.

e difende, con procura speciale a margine del ricorso;

– ricorrente –

contro

Agenzia delle entrate, elett,te domic. in Roma, alla via dei

Portoghesi n. 12, presso l’Avvocatura dello Stato che la rappres. e

difende;

– controricorrente –

Ministero dell’Economia e delle Finanze, in persona del legale

rappres. p.t.;

– intimato non costituito –

avverso la sentenza n. 27/11/2009 della CTR della Puglia, depositata

in data 16/3/2009;

udita la relazione del Consigliere, Dott. Caiazzo Rosario;

udito il difensore della parte ricorrente, avv. Schiano;

udito il difensore della parte controricorrente, avv. A. Volpe;

sentito il Pubblico Ministero, Dott. Del Core Sergio, il quale ha

concluso per l’inammissibilità del ricorso principale e per il

rigetto del ricorso incidentale; in subordine, per l’accoglimento

del secondo motivo del ricorso principale, e per il rigetto del

primo e terzo motivo.

Fatto

FATTI DI CAUSA

La FSE propose ricorso, innanzi alla Ctp di Bari, avverso cinque avvisi d’accertamento relativi al recupero a tassazione, per vari anni, di irpeg, irap, iva.

Si costituì l’ufficio con controdeduzioni.

La Ctp, riuniti i ricorsi, ne accolse alcuni pienamente e altri parzialmente, in ordine ai distinti avvisi d’accertamento impugnati.

La Ctr accolse parzialmente l’appello principale della FSE e quello incidentale dell’Agenzia delle entrate.

La società ha proposto ricorso per cassazione formulando sette motivi.

Resiste l’Agenzia con controricorso, eccependo l’inammissibilità dei motivi per omessa formulazione dei quesiti di diritto e la relativa infondatezza e proponendo ricorso incidentale affidato a tre motivi.

L’Agenzia ha altresì depositato memoria comunicando l’avvenuto condono per due avvisi d’accertamento, chiedendo che il giudizio fosse deciso in ordine agli altri avvisi, con rigetto del ricorso della FSE.

Non si è costituito il Ministero dell’Economia e delle Finanze.

Diritto

RAGIONI DELLA DECISIONE

Preliminarmente, va dichiarato il difetto di legittimazione del Ministero dell’Economia e delle Finanze, non essendo parte del rapporto tributario con il contribuente, la cui titolarità spetta all’Agenzia delle entrate.

Le Sezioni Unite hanno affermato che a seguito dell’istituzione dell’Agenzia delle entrate, divenuta operativa dall’1 gennaio 2001, si è verificata una successione a titolo particolare della stessa nei poteri e nei rapporti giuridici strumentali all’adempimento dell’obbligazione tributaria, per effetto della quale deve ritenersi che la legittimazione ad causam e ad processum nei procedimenti introdotti successivamente alla predetta data spetti esclusivamente all’Agenzia (Cass. S.U. n. 3116 e n. 3118 del 2006).

Ancora in via preliminare, va dichiarata la cessazione della materia del contendere circa i due avvisi d’accertamento oggetto del condono, come riconosciuto dall’Agenzia nella memoria depositata; ne consegue che la causa verte sull’impugnativa dei restanti tre avvisi d’accertamento.

Premesso ciò, i motivi del ricorso principale sono inammissibili, avendo la ricorrente omesso di formulare i quesiti di diritto.

Con il primo motivo del ricorso principale è stata denunziata violazione della L. n. 212 del 2000, art. 7, e del D.Lgs. n. 472 DEL 1997, art. 16, nonchè il difetto di motivazione degli atti impugnati, in relazione all’art. 360 c.p.c., comma 1, nn. 3 e 5. Con il secondo motivo, la ricorrente ha lamentato la violazione degli artt. 9 e 59 Tuir, in relazione all’art. 360 c.p.c., comma 1, n. 3, censurando la decisione della Ctr, confermativa della legittimità dell’operato dell’ufficio che recuperò a tassazione una somma quale minor valore contabile delle rimanenze finali al 31.12.2002.

Al riguardo, la Ctr ha condiviso il rilievo dell’ufficio, in ordine all’applicazione discrezionale della maggiore svalutazione.

Con il terzo motivo, la ricorrente ha denunziato la violazione dell’art. 163 Tuir, in relazione all’art. 360 c.p.c., comma 1, nn. 3 e 5, nonchè l’insufficiente motivazione in ordine alla questione della doppia imposizione, connessa al contributo erogato a favore della FSE per le differenze di magazzino in conseguenza del passaggio dalla gestione commissariale.

Con il quarto motivo, la ricorrente ha denunziato la violazione dell’art. 108, comma 2, Tuir, nonchè il difetto di motivazione circa la qualificazione delle spese indicate come di pubblicità, anzichè di rappresentanza, in relazione all’art. 360 c.p.c., comma 1, nn. 3 e 5.

Con il quinto motivo, la ricorrente ha lamentato la violazione di legge in ordine all’applicazione delle sanzioni, nonostante l’intervenuta sanatoria delle irregolarità riscontrate, attraverso il ravvedimento operoso, in relazione all’art. 360 c.p.c., comma 1, nn. 3 e 5.

Con il sesto motivo, la ricorrente ha denunziato la violazione del D.Lgs. n. 546 del 1992, art. 57, comma 1, per falsa applicazione della legge in ordine all’applicabilità dell’iva sugli incassi a titolo di oneri irap, lamentando altresì che la Ctr avesse ritenuto tale domanda inammissibile quale domanda nuova.

Con il settimo motivo, la ricorrente ha infine denunziato la violazione della L. n. 212 del 2000, art. 8, lamentando l’accoglimento del ricorso incidentale dell’ufficio riguardo al recupero a tassazione dell’iva sulle note di credito emesse oltre l’anno, in relazione all’art. 360 c.p.c., comma 1, nn. 3 e 5.

Tutti i motivi sono inammissibili, come già osservato, in quanto non è stato formulato il quesito di diritto di cui all’art. 366 – bis c.p.c., applicabile nella fattispecie.

Invero, tale norma è stata introdotta dal D.Lgs. 2 febbraio 2006, n. 40, art. 6, e resta applicabile – in virtù dell’art. 27, comma 2, del medesimo decreto – ai ricorsi per cassazione proposti avverso le sentenze e gli altri provvedimenti pubblicati a decorrere dalla data di entrata in vigore del decreto, cioè dal 2 marzo 2006, senza che possa rilevare la sua abrogazione a far tempo dal 4 luglio 2009 ad opera della L. 18 giugno 2009, n. 69, art. 47, comma 1, lett. d), in virtù della disciplina transitoria del suo art. 58, comma 5, (con ultra attività ritenuta conforme a Costituzione, tra le altre, da Cass., ord. 14 novembre 2011, n. 23800).

Al riguardo, va ricordato che i criteri elaborati per la valutazione della rilevanza dei quesiti vanno applicati anche dopo la formale abrogazione, nonostante i motivi che l’avrebbero determinata, attesa l’univoca volontà del legislatore di assicurare ultrattività alla norma (Cass., 1194 del 27 gennaio 2012; Cass., n. 12887 del 24 luglio 2012; Cass. n. 12248 del 20.5.2013).

Nel caso concreto, la sentenza impugnata fu depositata il 16.3.2009, cioè prima dell’entrata in vigore della L. n. 69, per cui il ricorso richiedeva la formulazione del quesito di diritto o del “momento di sintesi”.

Inoltre, giova rilevare che i motivi- escluso il sesto- sono stati formulati cumulando le censure di cui all’art. 360 c.p.c., comma 1, nn. 3 e 5.

Al riguardo, si sottolinea (per mera completezza di motivazione) che secondo l’orientamento della Corte – relativo al periodo in cui era applicabile l’art. 366 bi, c.p.c., è ammissibile il ricorso per cassazione nel quale si denunzino con un unico articolato motivo d’impugnazione vizi di violazione di legge e di motivazione in fatto, qualora lo stesso si concluda con una pluralità di quesiti, ciascuno dei quali contenga un rinvio all’altro, al fine di individuare su quale fatto controverso vi sia stato, oltre che un difetto di motivazione, anche un errore di qualificazione giuridica del fatto (SU, n. 7770 del 31.3.09).

Il ricorso incidentale è tardivo, in quanto è stato proposto oltre il termine annuale dalla pubblicazione della sentenza impugnata (non notificata).

Invero, la sentenza d’appello fu depositata il 16.3.2009, mentre il ricorso incidentale fu notificato il 27.5.2016, come s’evince dagli atti; pertanto, pur considerando il periodo di sospensione feriale di 46 gg., il ricorso fu proposto oltre il decorso del termine annuale.

Al riguardo, la Corte intende dare continuità al consolidato orientamento della Corte secondo cui l’inammissibilità del ricorso principale per Cassazione non priva di efficacia il ricorso incidentale che sia stato proposto tempestivamente ai sensi dell’art. 371 c.p.c. e nei termini per impugnare previsti dagli artt. 325,326 e 327 c.p.c., dovendosi ritenere anzi che il ricorso incidentale in tale ipotesi tenga luogo di quello principale. (Cass., ord. n. 6937 del 22.3.2007; n. 3056 dell’8.2.2011).

Pertanto, la sentenza impugnata va cassata, senza rinvio, in ordine all’impugnativa afferente ai due avvisi d’accertamento oggetto della cessata materia del contendere.

Le spese del giudizio sono da compensare, tenuto conto della reciproca soccombenza e della parziale cessazione della materia del contendere per intervenuto condono; va rilevato che anche le spese dei due gradi di merito furono compensate.

PQM

 

La Corte dichiara il difetto di legittimazione del Ministero dell’Economia e delle Finanze.

Dichiara cessata la materia del contendere, relativamente ai due avvisi d’accertamento – n. (OMISSIS) e n. (OMISSIS) – indicati nella memoria dell’Agenzia delle entrate – e cassa la sentenza impugnata “in parte qua”.

Dichiara inammissibili i motivi del ricorso principale; dichiara inammissibile il ricorso incidentale perchè tardivo.

Compensa le spese del giudizio di legittimità.

Così deciso in Roma, nella Camera di Consiglio, il 20 aprile 2017.

Depositato in Cancelleria il 22 settembre 2017

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