Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 22117 del 25/10/2011

Cassazione civile sez. VI, 25/10/2011, (ud. 16/06/2011, dep. 25/10/2011), n.22117

LA CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE

SEZIONE SESTA CIVILE

SOTTOSEZIONE 3

Composta dagli Ill.mi Sigg.ri Magistrati:

Dott. FINOCCHIARO Mario – Presidente –

Dott. MASSERA Maurizio – Consigliere –

Dott. SEGRETO Antonio – Consigliere –

Dott. VIVALDI Roberta – Consigliere –

Dott. ARMANO Uliana – rel. Consigliere –

ha pronunciato la seguente:

ordinanza

sul ricorso 15082/2010 proposto da:

I.V. (OMISSIS), elettivamente domiciliata

in ROMA, LARGO SOMALIA, 30/C, presso lo studio dell’avvocato VISCA

MAURIZIO, rappresentata e difesa dall’avvocato CARACCI Giovanni

giusta procura in calce al ricorso;

– ricorrente –

contro

FONDIARIA SAI SPA;

– intimata –

avverso la sentenza n. 263/2008 del TRIBUNALE di MARSALA, SEZIONE

DISTACCATA di CASTELVETRANO dell’1/12/09, depositata il 01/12/2009;

udita la relazione della causa svolta nella Camera di consiglio del

16/06/2011 dal Consigliere Relatore Dott. ULIANA ARMANO;

è presente il P.G. in persona del Dott. IGNAZIO PATRONE.

Fatto

SVOLGIMENTO DEL PROCESSO

E’ stata depositata le seguente relazione: “1.- I. V. propone ricorso per Cassazione avverso la sentenza del Tribunale di Marsala, depositata 1-12-2009, di conferma della decisione di primo grado, che aveva rigettato la domanda proposta dalla I. nei confronti della Fondiaria Sai s.p.a. – nella qualità di società gerente il Fondo di Garanzia Vittime della Strada – per un incidente asseritamene avvenuto fra la I. ed un veicolo rimasto sconosciuto. Il Tribunale di Marsala ha rigettato l’impugnazione ritenendo non raggiunta la prova dell’effettivo verificarsi dell’incidente fra l’ I. ed un veicolo rimasto non identificato responsabile dello scontro.

Non ha svolto difese la Fondiaria-Sai.

2. – Il ricorso contiene un motivo. Può essere trattato in Camera di consiglio (art. 375 c.p.c.) e dichiarato inammissibile alla stregua delle considerazioni che seguono;

Con l’unico motivo di ricorso viene denunziato vizio di violazione o falsa applicazione di norme di diritto e nullità della sentenza e del procedimento, ai sensi dell’art. 360 c.p.c., comma 1, nn. 3 e 4.

La ricorrente deduce che, ai sensi dell’art. 342 c.p.c., l’effetto devolutivo dell’appello opera nei limiti in cui le censure vengono riproposte dai soggetti interessati, con formazione di giudicato parziale per i capi della sentenza che non risultano oggetto d’impugnazione. Nella fattispecie, l’unico punto in contestazione era quello della non tempestività della denuncia querela del fatto, mentre la cognizione del giudice d’appello, lungi dal rimanere circoscritta alle questioni dedotte dall’appellante, aveva esteso le sue decisioni a punti che non erano compresi nei motivi di appello.

Il motivo è inammissibile per difetto di autosufficienza. In tema di ricorso per Cassazione, ai fini della ammissibilità del motivo con il quale si lamenta un vizio del procedimento (art. 360 cod. proc. civ., comma 1, n. 4) per pronunzia ultra petita ex art. 112 cod. proc. civ., affermandosi che la sentenza ha pronunciato oltre i limiti dei motivi di impugnazione, è necessario che il ricorrente, alla luce del principio di autosufficienza dell’impugnazione, indichi e trascriva anche solo parte dell’atto di appello, al fine di consentire alla Corte la valutazione della fondatezza della doglianza.

Nel caso di specie la ricorrente si limita ad affermare che il giudice ha pronunziato oltre i limiti di quanto devoluto con l’atto di appello, senza però trascrivere il contenuto dell’atto richiamato, quantomeno nella parti necessarie al giudice di legittimità per controllare la fondatezza della doglianza.

Si propone quindi la dichiarazione di inammissibilità del ricorso”.

2. La relazione è stata comunicata al pubblico ministero e notificata ai difensori delle parti. Non sono state depositate conclusioni scritte. Il ricorrente ha presentato memoria difensiva.

Diritto

MOTIVI DELLA DECISIONE

A seguito della discussione sul ricorso, tenuta nella Camera di consiglio, il Collegio ha condiviso i motivi in fatto ed in diritto esposti nella relazione. Il ricorso deve essere dichiarato inammissibile. Nulla per le spese.

P.Q.M.

La Corte dichiara inammissibile il ricorso. Nulla per le spese.

Così deciso in Roma, il 16 giugno 2011.

Depositato in Cancelleria il 25 ottobre 2011

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