Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 22112 del 03/08/2021

Cassazione civile sez. trib., 03/08/2021, (ud. 27/04/2021, dep. 03/08/2021), n.22112

LA CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE

SEZIONE TRIBUTARIA

Composta dagli Ill.mi Sigg.ri Magistrati:

Dott. BRUSCHETTA Ernestino – Presidente –

Dott. FUOCHI TINARELLI Giuseppe – Consigliere –

Dott. PUTATURO DONATI VISCIDO DI NOCERA M.G. – Consigliere –

Dott. CASTORINA Rosaria M. – Consigliere –

Dott. CHIESI Gian A – rel. Consigliere –

ha pronunciato la seguente:

ORDINANZA

sul ricorso 4893-2015 proposto da:

AGENZIA DELLE ENTRATE, (C.F. (OMISSIS)), in persona del Direttore

p.t., dom.to in ROMA, alla VIA DEI PORTOGHESI, n. 12, presso

l’AVVOCATURA GENERALE DELLO STATO;

– ricorrente –

contro

FLAVIA 82 SOCIETA’ COOPERATIVA EDILIZIA A.R.L., IN LIQUIDAZIONE (C.F.

(OMISSIS)), in persona del liquidatore p.t., legale rappresentante,

rapp. e dif., in virtù di procura speciale a margine del ricorso,

dall’Avv. ALESSANDRO RICCIONI, presso il cui studio è elett.te

dom.to in ROMA, al V.LE BRUNO BUOZZI, n. 49;

– controricorrente –

avverso la sentenza n. 4427/29/14 della COMMISSIONE TRIBUTARIA

REGIONALE del LAZIO, depositata il 02/07/2014;

udita la relazione della causa svolta nella camera di consiglio del

27/4/2021 dal Consigliere Dott. GIAN ANDREA CHIESI;

 

Fatto

FATTO E DIRITTO

Osservato che:

l’AGENZIA DELLE ENTRATE notificò alla FLAVIA 82 SOCIETA’ COOPERATIVA EDILIZIA A.R.L. IN LIQUIDAZIONE (d’ora in avanti, breviter, “FLAVIA 82”) un avviso di accertamento con cui provvide, nei confronti della detta società e relativamente all’anno di imposta 2005, a riprese per IRES, IRAP ed IVA, in relazione a costi non documentati (e, quindi, indeducibili), componenti positivi non dichiarati ed imposta indebitamente detratta;

che la FLAVIA 82 impugnò detto avviso innanzi alla C.T.P. di Roma che, con sentenza 31/65/13, accolse il ricorso;

che tale decisione fu appellata dall’AGENZIA DELLE ENTRATE, innanzi alla C.T.R. del Lazio che, con sentenza n. 4427/29/14, depositata il 2.7.2014, rigettò il gravame, avendo ritenuto assolto, da parte della contribuente, l’onere della prova su di sé gravante, per avere la FLAVIA 82 dimostrato l’avvenuto compimento delle operazioni commerciali sottese alle detrazioni per cui è causa, mediante la produzione di “documentazione riferita alle…fatture” alle stesse relative e, al contempo, per non avere l’Ufficio “provato eventuali operazioni inesistenti”;

che avverso tale sentenza l’AGENZIA DELLE ENTRATE ha proposto ricorso per cassazione, affidato ad un motivo. Si è costituita, con controricorso, la FLAVIA 82;

Considerato che, con l’unico motivo, l’AGENZIA DELLE ENTRATE lamenta (in relazione all’art. 360 c.p.c., comma 1, n. 3) la violazione e falsa applicazione dell’art. 109 del T.U.I.R., nonché del D.P.R. n. 633 del 1972, art. 19 in relazione agli artt. 2697,2727 e 2729 c.c. per avere la C.T.R. erroneamente ritenuto assolto, ad opera della FLAVIA 82, l’onere della prova circa i fatti originanti i costi dalla contribuente dedotti ed oggetto, poi di ripresa, ritenendo “sufficiente la regolarità formale delle fatture esibite e la loro regolare iscrizione nel libro giornale” (cfr. ricorso, p. 7, terzo cpv.), nonostante l’Ufficio avesse dedotto “indizi idonei a confutare la veridicità dei documenti contabili” in questione (cfr. ivi, ult. cpv.);

che il motivo è fondato;

che è pacifico il principio per cui, ai fini del diritto alla deduzione di costi inerenti ex art. 109 TUIR e della detrazione di IVA D.P.R. n. 633 del 1972, ex art. 19 è necessaria la regolare tenuta delle scritture contabili e delle fatture che, ai fini dell’IVA medesima, sono idonee a rappresentare il costo dell’impresa e devono contenere oggetto e corrispettivo di ogni operazione commerciale, con la conseguenza che, in caso di operazioni ritenute dall’Amministrazione – come nella specie inesistenti, spetta a quest’ultima l”onere di dimostrare, attraverso la prova logica (o indiretta) o storica (o diretta) e anche con indizi integranti presunzione semplice, la fittizietà dell’operazione e non al contribuente la sua effettività, essendo questi chiamato a fornire la prova contraria soltanto quando sia assolto l’onere probatorio gravante sulla prima (cfr., da ultimo, Cass., Sez. 5, 11.12.2020, n. 28246, Rv. 660035-01);

che l’onere istruttorio incombente sull’Amministrazione – il quale concerne non solo l’oggettiva fittizietà del fornitore, ma anche la consapevolezza del destinatario che l’operazione si inseriva in una evasione dell’imposta – può essere assolto dimostrando, anche in via presuntiva, in base ad elementi oggettivi e specifici, che il contribuente era a conoscenza, o avrebbe dovuto esserlo, usando l’ordinaria diligenza in ragione della qualità professionale ricoperta, della sostanziale inesistenza del contraente, gravando solo in seguito, sul contribuente, per non essere coinvolto in un’operazione volta ad evadere l’imposta, la prova contraria, consistente nell’aver adoperato la diligenza massima esigibile da un operatore accorto, secondo criteri di ragionevolezza e di proporzionalità in rapporto alle circostanze del caso concreto, non assumendo rilievo, a tal fine, la regolarità della contabilità e dei pagamenti, né la mancanza di benefici dalla rivendita delle merci o dei servizi (per il leading case in materia cfr. Cass., Sez. 5, 20.4.2018, n. 9851, Rv. 647837-01.):n senso conforme, da ultimo, Cass., Sez. 5, 20.7.2020, n. 15369, Rv. 658429 – 01); che, nella specie, la difesa erariale ha trascritto (cfr. pp. 5-6 del ricorso, ai fini della specificità del motivo, ex art. 366 c.p.c., comma 1, n. 6) le argomentazioni difensive proposte nel proprio atto di appello, donde emerge che le società che avrebbero avuto rapporti commerciali con la FLAVIA 82 sarebbero evasori totali, hanno la sede legale nello stesso immobile della contribuente, non avrebbero struttura e mezzi propri, erano tutte in liquidazione e, in ultima analisi, non in grado di operare: sennonché la C.T.R., oltre a non avere tenuto conto, a monte, della prova (presuntiva) “tipica” offerta dall’Ufficio rispetto alla fittizietà delle operazioni oggetto di accertamento – non essendosi minimamente confrontata con le esposte emergenze – ha ulteriormente violato i principi innanzi esposti, avendo ritenuto soddisfacente, a valle, a sostegno della tesi dell’effettività delle dette operazioni, la contabilità formalmente corretta prodotta dalla FLAVIA la quale, invece, per quanto detto supra, non sarebbe comunque idonea allo scopo; Ritenuto, in conclusione, che il ricorso vada accolto, con cassazione della gravata decisione e rinvio alla C.T.R. del Lazio, in diversa composizione, affinché riesamini la controversia attenendosi ai principi che precedono e liquidi, altresì, le spese del presente giudizio di legittimità.

PQM

Accoglie il ricorso. Per l’effetto, cassa la decisione impugnata e rinvia alla C.T.R. del Lazio, in diversa composizione, affinché riesamini la controversia attenendosi ai principi che precedono e liquidi, altresì, le spese del presente giudizio di legittimità.

Così deciso in Roma, nella camera di consiglio della Sezione Civile Tributaria, il 27 aprile 2021.

Depositato in Cancelleria il 3 agosto 2021

 

 

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