Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 2211 del 30/01/2010

Cassazione civile sez. III, 30/01/2010, (ud. 19/11/2009, dep. 30/01/2010), n.2211

LA CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE

SEZIONE TERZA CIVILE

Composta dagli Ill.mi Sigg.ri Magistrati:

Dott. PREDEN Roberto – Presidente –

Dott. MASSERA Maurizio – rel. Consigliere –

Dott. SEGRETO Antonio – Consigliere –

Dott. VIVALDI Roberta – Consigliere –

Dott. FRASCA Raffaele – Consigliere –

ha pronunciato la seguente:

ordinanza

sul ricorso 30145-2008 proposto da:

S.G., elettivamente domiciliato in ROMA, VIA BALDO DEGLI

UBALDI 250, preSSO IO Studio dell’avvocato VIGGIANO GIOVANNI MARIA,

rappresentato e difeso da se medesimo;

– ricorrente –

contro

CONDOMINIO DI (OMISSIS) in persona del suo

amministratore, elettivamente domiciliato in ROMA, PIAZZA SS.

APOSTOLI 81, presso lo studio dell’avvocato ALESSANDRO AMEDEO IWAN

MAINI, rappresentato e difeso dall’avvocato BENUSSI FERMO, giusta

delega a margine del controricorso;

– controricorrente –

avverso la sentenza n. 9619/2 008 del TRIBUNALE di MILANO del 18.3.08

– 3.6.08, depositata il 18/07/2008;

udita la relazione della causa svolta nella camera di consiglio del

19/11/2009 dal Consigliere Relatore Dott. MAURIZIO MASSERA.

E’ presente il P.G. in persona del Dott. EDUARDO VITTORIO

SCARDACCIONE.

La Corte, Letti gli atti depositati:

Fatto

OSSERVA

E’ stata depositata la seguente relazione:

1 – Con ricorso notificato il 9 dicembre 2008 S.G. ha chiesto la cassazione delle sentenze, notificate il 10 ottobre 2008, depositate in data 3 giugno 2008 dal Tribunale di Milano che avevano rigettato rispettivamente l’opposizione all’esecuzione e l’opposizione agli atti esecutivi proposte nell’ambito della procedura esecutiva instaurata dal Condominio di (OMISSIS).

Quest’ultimo ha resistito con controricorso.

2 – Osserva il Collegio (confronta, per tutte, Cass. n. 12423 del 2002) che è inammissibile il ricorso per cassazione proposto con unico atto avverso distinte sentenze pronunciate dal giudice di merito in esito a giudizi formalmente e sostanzialmente distinti ancorchè intercorsi tra le stesse parti e comportanti la soluzione di questioni in tutto o in parte coincidenti.

E’ consentita eccezionalmente l’impugnazione proposta con unico atto avverso una pluralità di provvedimenti, solo allorchè questi risultino emanati tra le stesse parti nell’ambito del medesimo procedimento (pur se in fasi o gradi diversi), e abbiano ad oggetto le medesime questioni di diritto.

Anche recentemente la Corte (Cass. n. 10134 del 2007) ha ribadito che nell’ordinamento processualcivilistico non è previsto che con un unico atto possano essere impugnati più sentenze o provvedimenti, tranne che nei casi nei quali le sentenze o le altre decisioni siano pronunciate fra le medesime parti e nell’ambito di un unico procedimento, ancorchè in diversi fasi o gradi. Pertanto, è inammissibile il ricorso per cassazione proposto contestualmente contro decisioni diverse, pronunciate dal giudice di merito all’esito di procedimenti formalmente e sostanzialmente distinti, ancorchè intercorsi fra le stesse parti e comportanti la soluzione di questioni in tutto o in parte coincidenti.

Nella specie una sentenza è stata pronunciata in sede di opposizione all’esecuzione promossa all’udienza stabilita per la dichiarazione del terzo pignorato e avente lo scopo di ottenere declaratoria d’inefficacia del precetto e degli atti successivi, mentre la seconda è stata pronunciata in sede di opposizione agli atti esecutivi promossa assumendo che il precetto era andato oltre i limiti del titolo.

Si tratta, dunque, di questioni diverse e risulta irrilevante la circostanza che i due giudizi siano stati originati nell’ambito della medesima procedura esecutiva.

3.- La relazione è stata comunicata al pubblico ministero e notificata ai difensori delle parti;

Entrambe le parti hanno presentato memorie; nessuna di esse ha chiesto d’essere ascoltata in camera di consiglio;

Le argomentazioni addotte dal ricorrente con la memoria contrastano con l’orientamento giurisprudenziale ormai consolidatosi, restando confermato che le due sentenze non sono state pronunciate in un procedimento unico e che, quindi, andavano censurate con separati ricorsi.

4.- Ritenuto:

che, a seguito della discussione sul ricorso, tenuta nella camera di consiglio, il collegio ha condiviso i motivi in fatto e in diritto esposti nella relazione;

che pertanto il ricorso va dichiarato inammissibile; le spese seguono la soccombenza;

visti gli artt. 380-bis e 385 cod. proc. civ..

P.Q.M.

Dichiara il ricorso inammissibile. Condanna il ricorrente al pagamento delle spese del giudizio di cassazione, liquidate in complessivi Euro 1.700,00, di cui Euro 1.500,00 per onorari, oltre spese generali e accessori di legge.

Così deciso in Roma, il 19 novembre 2009.

Depositato in Cancelleria il 30 gennaio 2010

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