Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 21995 del 12/10/2020

Cassazione civile sez. VI, 12/10/2020, (ud. 09/09/2020, dep. 12/10/2020), n.21995

LA CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE

SEZIONE SESTA CIVILE

SOTTOSEZIONE T

Composta dagli Ill.mi Sigg.ri Magistrati:

Dott. GRECO Antonio – Presidente –

Dott. CROLLA Cosmo – rel. Consigliere –

Dott. LUCIOTTI Lucio – Consigliere –

Dott. RUSSO Rita – Consigliere –

Dott. D’AQUINO Filippo – Consigliere –

ha pronunciato la seguente:

ORDINANZA

sul ricorso 6511-2019 proposto da:

L.M.G., elettivamente domiciliato in ROMA, PIAZZA CAVOUR,

presso la CORTE DI CASSAZIONE, rappresentato e difeso dall’avvocato

SALVATORE PELUSO;

– ricorrente –

contro

COMUNE DI TRECASTAGNI;

– intimato –

avverso la sentenza n. 3470/13/2018 della COMMISSIONE TRIBUTARIA

REGIONALE della SICILIA SEZIONE DISTACCATA di CATANIA, depositata il

22/08/2018;

udita la relazione della causa svolta nella camera di consiglio non

partecipata del 09/09/2020 dal Consigliere Relatore Dott. CROLLA

COSMO.

 

Fatto

CONSIDERATO IN FATTO

1. L.M.G. proponeva ricorso davanti alla Commissione Tributaria Provinciale di Catania avverso l’avviso di accertamento, notificato 21/12/2011, con il quale il Comune di Trecastagni richiedeva il pagamento della maggiore imposta ICI per l’anno 2008 relativa agli immobili ubicati in quel Comune e individuati al foglio (OMISSIS), particella (OMISSIS) sub (OMISSIS) e al foglio (OMISSIS) particella (OMISSIS) sub (OMISSIS).

2. La Commissione Tributaria Provinciale rigettava il ricorso.

3. La sentenza veniva impugnata dal L.M. e la Commissione Tributaria Regionale della Sicilia rigettava l’appello sul rilievo che l’appellante non era riuscito a fornire la prova che le unità immobiliari, distinte in catasto da diversi numeri di subalterno, costituissero un’unica unità immobiliare adibita ad abitazione principale.

5. Avverso la sentenza della CTR il contribuente ha proposto ricorso per Cassazione affidandosi a quattro motivi. Nessuno si è costituito per l’ente territoriale.

Diritto

RITENUTO IN DIRITTO

1. Con i primi tre motivi d’impugnazione il ricorrente denuncia il mancato esame e l’omessa motivazione della questione relativa alla motivazione dell’atto di accertamento anche con riferimento al fatto che il Comune aveva proceduto solo nel corso del giudizio ad una non consentita modifica della motivazione dell’atto.

1.1. Con il quarto motivo si deduce violazione dell’art. 360 c.p.c., comma 1, n. 5, cpv, per avere la CTR omesso di valutare che il compendio immobiliare benchè contraddistinto da diversi subalterni costituiva un’unica villetta che fruiva delle agevolazioni fiscali legate alla prima casa di abitazione.

2. I primi tre motivi da trattarsi congiuntamente stante la loro intima connessione sono fondati.

2.1 E‘ ormai noto come Le Sezioni Unite (sentenza n. 8053 del 2014) abbiano fornito una chiave di lettura della riformulazione dell’art. 360 c.p.c., comma 1, n. 5, disposta dal D.L. 22 giugno 2012, n. 83, art. 54, convertito in L. 7 agosto 2012, n. 134, nel senso di una riduzione al minimo costituzionale del sindacato di legittimità sulla motivazione, con conseguente denunciabilità in cassazione della sola “anomalia motivazionale che si tramuta in violazione di legge costituzionalmente rilevante, in quanto attinente all’esistenza della motivazione in sè, purchè il vizio risulti dal testo della sentenza impugnata, a prescindere dal confronto con le risultanze processuali. Tale anomalia si esaurisce nella “mancanza assoluta di motivi sotto l’aspetto materiale e grafico”, nella “motivazione apparente”, nel “contrasto irriducibile tra affermazioni inconciliabili” e nella “motivazione perplessa ed obiettivamente incomprensibile”, esclusa qualunque rilevanza del semplice difetto di “sufficienza” della motivazione”.

2.2 Nella fattispecie benchè, come si desume dalla lettura del ricorso originario e dell’atto di appello prodotti, il ricorrente abbia denunciato la mancanza di motivazione dell’avviso di accertamento e con specifico motivo di appello abbia censurato la sentenza di primo grado che ha ritenuto tale doglianza infondata, la CTR ha del tutto omesso di trattare la questione incorrendo nella dedotta violazione della legge processuale per motivazione assolutamente carente.

3. Il quarto motivo è inammissibile.

3.1 Ai sensi dell’art. 348 ter c.p.c., commi 4 e 5, applicabile a norma del D.L. n. 83 del 2012, art. 54, comma 2, al caso concreto, in quanto il giudizio di appello è stato introdotto dopo l’11.09.2012, “Quando l’inammissibilità è fondata sulle stesse ragioni, inerenti alla questione di fatto, poste a base della decisione impugnata, il ricorso per Cassazione di cui al comma precedente può essere proposto esclusivamente per i motivi di cui all’art. 360 c.p.c., comma 1, nn. 1), 2), 3) e 4). La disposizione di cui al comma 4 si applica, fuori dai casi di cui all’art. 348 bis c.p.c., comma 2, lett. a), anche al ricorso per cassazione avverso la sentenza d’appello che conferma la decisione di primo grado.”

3.2 Nella fattispecie in esame non solo non è stato dimostrato che la “doppia conforme” si fondi su differenti ragioni di fatto poste a base delle decisioni di primo e secondo grado ma vi è la prova, desumibile dalla lettura delle sentenze della CTP e della CTR, che i due giudizi di merito sono giunti alle medesime condizioni della mancata dimostrazione da parte del contribuente della unicità dell’immobile

4. Consegue all’accoglimento dei primi tre motivi del ricorso la cassazione dell’impugnata sentenza con rinvio alla CTR della Sicilia, in diversa composizione, anche per le spese del giudizio di cassazione.

PQM

La Corte:

accoglie il primo secondo e terzo motivo del ricorso, dichiarato inammissibile il quarto, cassa la sentenza impugnata in relazione ai motivi accolti e rinvia alla Commissione tributaria regionale della Sicilia, in diversa composizione, anche per la regolamentazione delle spese del giudizio di legittimità.

Così deciso in Roma, nella Camera di Consiglio, il 9 settembre 2020.

Depositato in Cancelleria il 12 ottobre 2020

 

 

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