Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 21992 del 24/10/2011

Cassazione civile sez. III, 24/10/2011, (ud. 05/10/2011, dep. 24/10/2011), n.21992

LA CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE

SEZIONE TERZA CIVILE

Composta dagli Ill.mi Sigg.ri Magistrati:

Dott. CARLEO Giovanni – Presidente –

Dott. SPAGNA MUSSO Bruno – rel. Consigliere –

Dott. SPIRITO Angelo – Consigliere –

Dott. ARMANO Uliana – Consigliere –

Dott. LANZILLO Raffaella – Consigliere –

ha pronunciato la seguente:

sentenza

sul ricorso proposto da:

UNIONE EURO AMERICANA ASSICURAZIONI SPA IN LIQUIDAZIONE COATTA

AMMINISTRATIVA, in persona del CommissarIo Liquidatore pro tempore,

avvocato IANNOTTA Gregorio, elettivamente domiciliata in ROMA, VIA

ALBERTO CADLOLO 90, presso lo studio dell’avvocato TORRESI TULLIA,

che la rappresenta e difende giusta delega in atti;

– ricorrente –

contro

M.M. (OMISSIS), M.V.

(OMISSIS), M.A. (OMISSIS), elettivamente

domiciliati in ROMA, VIA LUDOVISI 35, presso lo studio dell’avvocato

LAURO MASSIMO, rappresentati e difesi dall’avvocato VENDITTI

FRANCESCO giusta delega in atti;

– controricorrenti –

e contro

D.T.E., NUOVA TIRRENA ASSICURAZIONI RIASSICURAZIONI E

CAPITALIZZAZIONI SPA;

– intimati –

avverso la sentenza n. 883/2009 della CORTE D’APPELLO di ROMA,

depositata il 25/02/2009; R.G.N. 1228/2004;

udita la relazione della causa svolta nella pubblica udienza del

05/10/2011 dal Consigliere Dott. BRUNO SPAGNA MUSSO;

udito l’Avvocato MATTEO PARROTTA per delega Avvocato TULLIA TORRESI;

udito l’Avvocato FRANCESCO VENDUTI;

udito il P.M. in persona del Sostituto Procuratore Generale Dott.

VELARDI Maurizio che ha concluso per l’inammissibilità e subordine

rigetto.

Fatto

SVOLGIMENTO DEL PROCESSO

Con citazione notificata in data 7.3.90, M.A., in proprio e quale esercente la potestà sui figli minori M.M. e M.V., conveniva innanzi al Tribunale di Roma D. T.E. e l’Unione Euro Americana di Assicurazioni s.p.a. per sentirli condannare in solido al risarcimento dei danni subiti in un incidente stradale avvenuto in (OMISSIS). Deducevano gli attori che il D.T. alla guida dell’auto di sua proprietà, assicurata con detta compagnia assicuratrice, aveva violentemente urtato l’auto condotta dall’istante con a bordo la moglie O.C., determinando la morte di quest’ultima e gravi lesioni ad esso M.. Costituitasi la Euro Americana s.p.a.

e contumace, espletata consulenza medica, il giudizio veniva interrotto per la messa in liquidazione della società assicuratrice.

Riassunto il processo e costituitosi il D.T., con sentenza n. 14415/98, il Tribunale di Roma condannava D.T.E. e l’Unione Euro Americana s.p.a. in l.c.a. (con valore di accertamento del credito) al pagamento, a titolo di risarcimento dei danni, delle seguenti somme: a) L. 643.278.500 in favore di M.A.;

b) L. 411.375.000 in favore di M.M.;

c) L. 420.641.385 in favore di M.V. oltre gli interessi legali su ciascuna somma dalla data di pubblicazione della sentenza nonchè al rimborso delle spese del giudizio.

A seguito dell’appello della Nuova Tirrena s.p.a., nella qualità di impresa cessionaria dell’Unione Euro Americana s.p.a. in l.c.a., che a sua volta proponeva appello, la Corte d’Appello di Roma accoglieva parzialmente i gravami limitando l’opponibilità della condanna di pagamento a carico dell’Unione Euro Americana s.p.a. in l.c.a. e della Nuova Tirrena, quale impresa cessionaria, ai massimali della L. n. 990 del 1969 oltre interessi legali e rivalutazione ex art. 1224 c.c. con decorrenza dal 60 giorno successivo al 7 marzo 1989 compensando le spese del grado.

Questa Corte accoglieva, con sentenza n. 10943/03, entrambi i motivi e cassava la sentenza impugnata rinviando ad altra sezione della Corte di Appello di Roma enunciando il seguente principio di diritto nella motivazione: “Il limite del massimale di legge che la L. 24 dicembre 1969, n. 990, art. 21, comma 3, pone al diritto dei danneggiati al risarcimento nell’ipotesi in cui l’impresa assicuratrice sia posta in liquidazione coatta amministrativa, si applica esclusivamente alla pretesa risarcitoria verso l’impresa designata alla liquidazione per conto del Fondo di garanzia (ovvero cessionaria del portafoglio) e non anche a quella nei confronti della società assicuratrice in liquidazione la cui obbligazione resta integra col solo limite del massimale di polizza per quanto l’eventuale credito residuo del danneggiato possa essere soddisfatto nell’ambito della procedura concorsuale se l’impresa non ritorni in bonis. Ne consegue che erroneamente la Corte d’Appello – tra l’altro incorrendo nel vizio di ultrapetizione – ha accertato il credito dei danneggiati nei confronti dell’impresa in liquazione negli stessi limiti dei massimali di legge applicabili all’impresa cessionaria, sicchè la sentenza va cassata sul punto”.

Nella more la Consap s.p.a., per conto del Fondo di Garanzia, versava in data 23.12.98 i massimali di legge per cui cessava la materia del contendere dei danneggiati nei confronti della Nuova Tirrena s.p.a.

di Assicurazioni, Riassicurazioni e Capitalizzazioni, quale impresa cessionaria, e della Consap s.p.a gestione autonoma del Fondo di garanzia.

Con atto notificato in data 3.2.2004 gli appellati M.V. e M.A. e M.M. procedevano alla riassunzione ex art. 392 c.p.c. per la reiezione dell’appello dell’Unione Euro America s.p.a. in l.c.a. sulla base del principio affermato dalla Suprema Corte e nel contempo, per la declaratoria di cessazione della materia del contendere con la Nuova Tirrena s.p.a.. Costituitesi, l’appellante Unione Euro Americana s.p.a. in l.c.a sosteneva la improcedibilità del giudizio di rinvio e ribadiva la erroneità della decisione del Tribunale per la mancanza di domanda di sua responsabilità mentre la Nuova Tirrena s.p.a. concludeva in conformità degli appellati. La Corte d’Appello di Roma, con la decisione in esame n. 883 depositata in data 25.2.2009, così statuiva: “dichiara la cessazione della materia del contendere tra M.A., M.M., M.V. e Nuova Tirrena s.p.a., quale impresa cessionaria e rappresentante del FGVS con compensazione di spese, previa detrazione del massimale di legge versato da Nuova Tirrena n.q. limita la condanna, con valore di accertamento del credito in costanza di liquidazione, nei confronti di Euro Americana di Assicurazione s.p.a. in l.c.a. al residuo credito che determina in Euro 194.503 in favore di M.A., in Euro 178.026,98 in favore di M.M. ed in Euro 182.812,67 in favore di M.V., oltre interessi legali della sentenza”.

Ricorre per cassazione la Unione Euro Americana di Assicurazioni s.p.a., in persona del commissario liquidatore, con due motivi e relativa memoria; resistono con controricorso M.A., M.M. e M.V.. Entrambe le parti hanno depositato memoria. Il Collegio chiede la motivazione semplificata.

Diritto

MOTIVI DELLA DECISIONE

Con il primo motivo di ricorso si deduce violazione degli artt. 183, 184 e 345 c.p.c. (nel testo vigente anteriormente alla L. n. 353 del 1990), e relativo difetto di motivazione. Si afferma che censurabile è la decisione in esame laddove ha ritenuto infondata l’eccezione relativa alla limitazione convenzionale dell’obbligazione risarcitoria, ritenendo che nessuna eccezione in tal senso era stata formulata dalla Compagnia ed ha ritenuto inoltre che non era stato provato da quest’ultima, sempre al momento della costituzione in primo grado, l’ammontare del massimale di polizza mediante produzione della stessa; ciò in quanto anche l’eccezione di limitazione convenzionale della garanzia, poichè fondata sul rapporto contrattuale intercorrente tra assicurato ed assicuratore ed opponibile al terzo danneggiato, titolare di azione diretta ai sensi della L. n. 990 del 1969, art. 18 costituisce eccezione in senso proprio a carico dell’assicuratore. Tale eccezione è stata senz’altro tempestivamente e correttamente formulata dalla Gestione liquidatoria, contumace a seguito della riassunzione del giudizio di primo grado, con l’atto di appello notificato in data 14-16 novembre 1998. L’eccezione che quindi avrebbe dovuto esaminare la Corte d’Appello in sede di rinvio non era da ricercarsi nella comparsa di costituzione della Compagnia in bonis in primo grado, ma nel richiamato atto di appello.

Con il secondo motivo si deduce violazione dell’art. 345 c.p.c. (nel testo anteriore alla L. n. 353 del 1990), dell’art. 394 c.p.c. e dell’art. 2697 c.c. e relativo difetto di motivazione. Si censura la decisione in esame in quanto non ha considerato che, con la comparsa di costituzione a seguito di rinvio della Suprema Corte, la Gestione liquidatoria da prodotto tre schede di inserimento nello stato passivo della liquidazione dell’Unione Euro Americana di Assicurazioni, sottoscritte dal Commissario liquidatore e non contestate nel loro contenuto dagli appellati.

Tali documenti, prodotti per la prima volta in sede di rinvio a motivo dello smarrimento della polizza originale, sono anch’essi ammissibili ai sensi della pregressa formulazione dell’art. 345 c.p.c. e alla luce dell’art. 394 c.p.c., che prevede che “in sede di rinvio si osservano le norme stabilite per il procedimento davanti al giudice al quale la Corte ha rinviato la causa”. Il ricorso è inammissibile in quanto ai sensi dell’art. 366 c.p.c., n. 6 il ricorrente non indica specificamente gli atti e i documenti sui quali dette censure si fondano; tra l’altro deve anche rilevarsi che i quesiti, per come formulati, sono inadeguati a far comprendere a questa Corte l’eventuale principio di diritto da enunciare, mentre mancano del tutto i quesiti in relazione ai dedotti difetti di motivazione. Le spese seguono la soccombenza e si liquidano come in dispositivo.

P.Q.M.

La Corte dichiara inammissibile il ricorso e condanna la società ricorrente al pagamento delle spese della presente fase che si liquidano in complessivi Euro 8.200,00 (di cui Euro 200,00 per esborsi), oltre spese generali ed accessorie come per legge.

Così deciso in Roma, il 5 ottobre 2011.

Depositato in Cancelleria il 24 ottobre 2011

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