Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 21967 del 21/09/2017


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Cassazione civile, sez. II, 21/09/2017, (ud. 06/07/2017, dep.21/09/2017),  n. 21967

LA CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE

SEZIONE SECONDA CIVILE

Composta dagli Ill.mi Sigg.ri Magistrati:

Dott. MAZZACANE Vincenzo – Presidente –

Dott. FEDERICO Guido – rel. Consigliere –

Dott. PICARONI Elisa – Consigliere –

Dott. SCALISI Antonino – Consigliere –

Dott. BESSO MARCHEIS Chiara – Consigliere –

ha pronunciato la seguente:

SENTENZA

sul ricorso 7701-2014 proposto da:

B.N., elettivamente domiciliata in ROMA, VIA TORTONA 4,

presso lo studio dell’avvocato STEFANO LATELLA, rappresentata e

difesa dall’avvocato UMBERTO FANTINI;

– ricorrente –

contro

FINREDIL SRL, in persona del legale rappresentante pro tempore

elettivamente domiciliato in ROMA, VIA CATANZARO 9, presso lo studio

dell’avvocato ALBERTO MARIA PAPADIA, che lo rappresenta e difende

unitamente all’avvocato GIORGIO PIETROBON;

– controricorrente –

e contro

PROCURATORE GENERALE DELLA REPUBBLICA PRESSO CORTE APPELLO VENEZIA,

PROCURATORE DELLA REPUBBLICA PRESSO TRIBUNALE BOLOGNA;

– intimati –

avverso l’ordinanza della CORTE D’APPELLO di VENEZIA, depositata il

28/06/2013;

udita la relazione della causa svolta nella pubblica udienza del

06/07/2017 dal Consigliere Dott. GUIDO FEDERICO;

udito il P.M. in persona del Sostituto Procuratore Generale Dott.

IACOVIELLO Francesco Mauro, che ha concluso per l’inammissibilità

del ricorso;

udito l’Avvocato LATELLA Stefano con delega orale dell’Avvocato

FANTINI Umberto, difensore della ricorrente che ha chiesto

l’accoglimento del ricorso riportandosi agli scritti;

udito l’Avvocato PAPADIA Alberto Maria, difensore del resistente che

ha chiesto il rigetto del ricorso e deposita fotocopia attestazione

Corte Appello Venezia.

Fatto

ESPOSIZIONE DEL FATTO

La Basso Costruzioni srl propose ricorso ex art. 700 c.p.c. con il quale chiese che fosse disposta la cancellazione della trascrizione di alcune domande giudiziali proposte nei suoi confronti da B.N., deducendo che le trascrizioni suddette erano state effettuate in mancanza dei relativi presupposti.

Con ordinanza del 14.7.2005 il Tribunale di Treviso, in riforma dell’originario provvedimento cautelare di diniego, ordinò al Conservatore dei RR.II. di Treviso di procedere alla cancellazione delle trascrizioni eseguite da B.N. in data 20.1.2005 ai nn. 2060/2016 e 2661/2017 a carico della Basso srl Costruzioni Edili.

Con la sentenza n.16/2012 pubblicata il 14 gennaio 2012 il Tribunale di Treviso, all’esito della fase di merito, confermò l’ordinanza cautelare, pronunciata il 21.4.2005 rilevando la assoluta carenza dei presupposti per la trascrizione delle domande e dichiarò inammissibili le domande avanzate dalla B. medesima.

L’appello proposto da B.N. veniva dichiarato inammissibile ex art. 348 ter c.p.c..

B.N. ha proposto ricorso ex art. 360 c.p.c., u.c., e art. 111 Cost., con un solo motivo, per la cassazione dell’ordinanza di inammissibilità, pronunciata dalla Corte di Appello di Venezia ai sensi dell’art. 348 ter c.p.c., nonchè ricorso ex art. 360 c.p.c., comma 1, affidato a cinque motivi, avverso la sentenza del Tribunale di Treviso – sez. stacc. di Castelfranco Veneto.

La Fin.R. Edil srl già Basso Costruzioni srl ha resistito con controricorso.

La B. in prossimità della precedente udienza ha depositato memoria ex art. 378 c.p.c.

Successivamente veniva disposto il rinvio a nuovo ruolo per acquisizione del fascicolo d’ufficio, ritualmente richiesto dalla ricorrente ma non pervenuto, al fine di verificare ammissibilità e procedibilità del ricorso.

In prossimità dell’odierna udienza, la Fin.R. Edil Srl, già Basso srl Costruzioni Edili società unipersonale, ha depositato memoria ex art. 378 codice di rito.

Diritto

CONSIDERATO IN DIRITTO

Deve in via pregiudiziale rilevarsi l’inammissibilità, rilevabile d’ufficio (Cass. Ss.Uu. 25208/2015), del ricorso di B.N., in quanto proposto oltre il termine perentorio di sessanta giorni dalla comunicazione dell’ordinanza della Corte d’Appello di Venezia che ha dichiarato inammissibile l’appello degli odierni ricorrenti (Cass. 19177/2016).

Come risulta dalla certificazione della cancelleria della Corte d’Appello di Venezia, infatti, l’ordinanza impugnata, depositata il 28 giugno 2013, è stata comunicata a tutte le parti costituite in data 1 luglio.

Da ciò la tardività del ricorso per cassazione in esame, che risulta notificato alle parti intimate nel marzo 2014.

Le spese seguono la soccombenza e si liquidano come da dispositivo.

Considerato che B.N. è stata ammessa al gratuito patrocinio non sussistono i presupposti per il versamento, da parte della ricorrente, dell’ulteriore importo a titolo di contributo unificato, pari a quello dovuto per il ricorso, a norma del D.P.R. 30 maggio 2002, n. 115, art. 13, comma 1 bis.

PQM

 

La Corte dichiara inammissibile il ricorso.

Condanna la ricorrente alla refusione delle spese del presente giudizio, che liquida in complessivi Euro 2700,00 di cui 200,00 per rimborso spese vive, oltre a rimborso forfettario spese generali in misura del 15% ed accessori di legge.

Così deciso in Roma, il 6 luglio 2017.

Depositato in Cancelleria il 21 settembre 2017

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